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CHE FINE FACEVANO LE FOTO DELLE PASSEGGERE SCATTATE DAI TRANVIERI PORCELLONI DI MILANO? - LA PROCURA, CHE HA APERTO UN FASCICOLO SUL CASO, VUOLE CAPIRE SE I DIPENDENTI DELL'ATM CONDIVIDESSERO SU INTERNET LE IMMAGINI RUBATE DALLE TELECAMERE DI SICUREZZA DEI TRAM - PER ORA, SI SA CHE LE SETTE PERSONE COINVOLTE NELL'INDAGINE INVIAVANO SOLO NEL LORO GRUPPO WHATSAPP GLI SCATTI DELLE DONNE PIÙ SEXY CHE SALIVANO A BORDO DEI MEZZI PUBBLICI - DAL TRANVIERE ALL'ISPETTORE: CHI SONO I PORCELLONI...
GRUPPO SESSISTA, INDAGATO L’AUTISTA ATM SOSPENDE I DIPENDENTI COINVOLTI
Estratto dell'articolo di Giuseppe Guastella per il "Corriere della Sera"
Un episodio isolato? «Solo» la becera abitudine sessista di un gruppo di tranvieri? Oppure quelle immagini di inconsapevoli donne, rubate dalle telecamere di sicurezza del tram 15 di Milano, uscivano dalla chat «Ticinese Staff» per finire su siti «specializzati» nel genere?
Le indagini della Procura di Milano, appena iniziate, seguono questi percorsi, ma intanto hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati del conducente del mezzo che è stato sorpreso da una passeggera a condividere in chat la foto di una passeggera presa di spalle, condita da commenti non proprio signorili.
Lui e gli altri cinque suoi colleghi in chat sono stati sospesi dal servizio e dallo stipendio dall’Atm. È accesso abusivo a sistema informatico il reato che viene ipotizzato a carico dell’unico dei sette partecipanti alla chat (c’è anche un ex dipendente Azienda trasporti milanesi) che è stato indagato dai pm milanesi Grazia Colacicco e Carlo Parodi,
ma le indagini della Procura guidata da Marcello Viola riguardano anche gli altri del gruppo. I tranvieri sono stati tutti perquisiti dagli agenti della polizia locale, che hanno sequestrato loro cellulari, computer e altri dispostivi informatici a casa e al lavoro.
Tutto parte da una passeggera di 26 anni che, sabato scorso, ha postato in rete la foto che aveva scattato mentre viaggiava sul tram 15, che collega Rozzano, centro dell’hinterland a sud-ovest di Milano, con la città. La foto era ben visibile sul cellulare dell’autista, in quel momento non in servizio, seduto davanti a lei.
L’uomo di mezza età aveva inviato lo scatto in una chat, corredandolo con la didascalia «È il mio dolce per voi», il tutto senza che si rendesse conto di essere osservato. La foto quella di una passeggera ripresa di spalle. I commenti riferiti al corpo della donna. [...]
Quella foto non era l’unica, però. In un post indignato su Instagram poi divenuto virale, la donna ha spiegato che il conducente, forse per rinfrescarsi la memoria, aveva aperto la galleria delle immagini della chat nella quale comparivano fotografie di altre vittime. Tutte simili alla prima. Tutte, in apparenza, prese dalle immagini delle telecamere a bordo dei mezzi.
È una delle questioni che gli inquirenti vogliono chiarire: se queste immagini sono foto fatte ai monitor del sistema di sorveglianza interni del tram o di più tram, oppure se siano state scaricate dalla memoria del mezzo introducendosi illegalmente nei circuiti informatici.
Viaggia su un piano diverso, invece, l’indagine interna all’ Atm che riguarda l’uso improprio degli strumenti di lavoro ad opera di dipendenti i quali, tra l’altro, sono formalmente incaricati di pubblico servizio, il che aggraverebbe la loro posizione in caso di accertata responsabilità. A loro carico potrebbero emergere anche profili connessi alla presunta violazione delle norme che tutelano la riservatezza dei passeggeri, e infatti Atm ha annunciato anche un esposto al Garante della privacy. [...]
DAL TRANVIERE ALL'ISPETTORE TUTTI I MEMBRI DEL GRUPPO "ORA VANNO LICENZIATI"
Estratto dell'articolo di Miriam Romano per "la Repubblica"
Le facce sono quelle che ogni giorno i passeggeri incontrano sui mezzi pubblici. Un autista di 58 anni. Un ispettore. Un responsabile della formazione conosciuto da generazioni di neoassunti. Un tranviere oggi in pensione. E altri dipendenti dell'azienda.
Sono loro a comparire nella chat WhatsApp "Ticinese Staff", il gruppo finito al centro del caso che da giorni scuote Atm e che ormai è uscito dai depositi per diventare un tema di discussione in tutta la città. Tra conducenti, controllori e personale amministrativo non si parla praticamente d'altro.
Nei depositi le conversazioni ruotano attorno agli stessi interrogativi: chi c'era in quella chat? Da quanto tempo esisteva? Quante persone sapevano? Le telefonate si rincorrono. Non si tratta di un gruppo composto soltanto da conducenti. Tra i partecipanti figurano persone che all'interno dell'azienda hanno ricoperto o ricoprono ruoli diversi, compreso chi si occupa della formazione del personale e chi svolge funzioni di controllo del servizio.
ATM AZIENDA TRASPORTI MILANESI
«Uno di loro è stato mio insegnante al corso per diventare autista», si stupisce C. «Lavoro da poco al deposito Ticinese — racconta A. — e qui ora siamo tutti colpiti». Contattato al telefono, l'autista indagato alla domanda sulla vicenda interrompe la conversazione dopo pochi secondi. Da quel momento il cellulare risulta spento per il resto della giornata. Atm ha sospeso immediatamente tutti dal servizio e dalla retribuzione, mentre proseguono le verifiche interne. [...]
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