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CHE FINE HA FATTO IL PLICO DI DOCUMENTI CINESI RISPEDITI AL MITTENTE DAL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA? LA VICENDA RIGUARDA UNA ROGATORIA INTERNAZIONALE INVIATA DALLA PROCURA DI PRATO A PECHINO PER AVERE CHIARIMENTI SULLA GUERRA ECONOMICA INTERNA ALLA COMUNITÀ CINESE IN EUROPA - LA RISPOSTA DI PECHINO (EVENTO RARO) E' ARRIVATA A ROMA, MA NON È CHIARO PERCHÉ I DOCUMENTI SIANO STATI RIMBALZATI  – UNA MOSSA CHE HA INNESCATO UN CORTOCIRCUITO: LA CINA CHIEDE SPIEGAZIONI SUL PERCHÉ DEL RINVIO DEI DOCUMENTI E L’ITALIA SOSTIENE CHE GLI ATTI NON RISULTANO PERVENUTI...

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Estratto dell’articolo di Giuliano Foschini per “la Repubblica”

 

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Un plico con documenti potenzialmente decisivi richiesto dai pm italiani per un'inchiesta su omicidi, attentati e riciclaggio di denaro. In via Arenula non lo aprono, forse non lo ricevono, fatto sta che il plico torna al mittente.

 

La vicenda riguarda una rogatoria internazionale inviata dalla procura di Prato alla Repubblica popolare cinese attraverso gli uffici del ministero. Un'indagine delicata, che tocca interessi criminali, rapporti tra Stati e una guerra economica interna alla comunità cinese in Europa. La risposta di Pechino, evento raro, arriva a Roma. E da Roma torna indietro.

ministero giustizia

 

A Prato è in corso una guerra tra gruppi imprenditoriali cinesi per il controllo di un settore che sembra marginale ma muove milioni: produzione di grucce per abiti, logistica, trasporti. Un conflitto antico, diventato violento dal giugno 2024, con proiezioni in tutta Europa. Tentati omicidi, incendi, estorsioni. Un'escalation che ha colpito aziende in Francia e Spagna. Un incendio a Parigi, un pacco esplosivo ad Aulnay-sous-Bois, un rogo devastante a Madrid, nell'area industriale di Cobo Calleja.

Da qui la richiesta di Prato. Con la risposta di Pechino spedita a Roma.

 

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Destinatario: il ministero della Giustizia, Direzione generale della giustizia penale. Ma la consegna non sarebbe mai andata a buon fine. Il plico sarebbe stato respinto e rispedito in Cina. A quel punto da Pechino sarebbe partita una richiesta di chiarimenti: conferma dell'indirizzo, indicazione di un numero telefonico di riferimento, segnalazione di una persona di contatto. Un passaggio formale che però ha avuto l'effetto di bloccare tutto. Perché quella risposta, di fatto, non risulta agli atti degli investigatori.

LAVORATORI CINESI IN ITALIA

 

[...] la Cina sostiene di aver inviato gli elementi richiesti. In Italia, però, quegli atti non risultano pervenuti.

 

[...]  mentre sul piano politico si parlava di cooperazione su droga, cybercrime e criminalità organizzata, sul piano operativo si registrava uno stallo. Le attività congiunte rallentano, i canali si raffreddano, le interlocuzioni diventano più caute.

La rogatoria di Prato resta al centro. Senza quegli atti, una parte dell'indagine resta monca. E il punto ora è anche un altro: che fine abbiano fatto i documenti cinesi.

il ministro carlo nordioLAVORATORI CINESI IRREGOLARIlavoratore cinese in un laboratorio tessile a pratodocumenti