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FOLLOW THE MONEY...E TROVI I CLAN - A MILANO E MONZA LA GUARDIA DI FINANZA HA ARRESTATO 30 PERSONE PERCHÉ AVREBBERO DATO VITA A UNA “BANCA OCCULTA” DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA BASATA SU UN VASTO GIRO DI FALSE FATTURE - LE FIAMME GIALLE HANNO SEQUESTRATO INGENTI SOMME IN CONTANTI, OROLOGI DI LUSSO, IMBARCAZIONI E  CRIPTOVALUTE - A CAPO DELL’ASSOCIAZIONE CI SAREBBE STATA UNA "TRIADE" COMPOSTA DA GIUSEPPE PISCIONERI, IN PASSATO CONDANNATO COME AFFILIATO A UN CLAN DELLA 'NDRANGHETA DEL MILANESE, PAOLO PELAGGI E LUIGI MERCADANTE, GIÀ AFFILIATO AL CLAN CAMORRISTICO DEI CASALESI…

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(ANSA) - Somme in contanti, macchine conta soldi, orologi di lusso, tra cui Rolex, ma anche imbarcazioni e criptovalute. E' ciò che hanno rintracciato ieri gli investigatori, tra perquisizioni e sequestri, nell'ambito della maxi inchiesta con al centro una "banca occulta" delle mafie, in particolare 'ndrangheta e camorra, con 30 arresti disposti su richiesta della Dda, coordinata da Roberto Piscitello, e dei pm Pasquale Addesso e Grazia Colacicco. Inchiesta condotta dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf di Milano e dalla Gdf di Monza.

 

Gli interrogatori degli arrestati, davanti al gip Luca Milani, si terranno tra domani e lunedì. A capo dell'associazione per delinquere la "triade" composta da Giuseppe Piscioneri, in passato condannato come affiliato a un clan della 'ndrangheta del Milanese, Paolo Pelaggi e Luigi Mercadante, quest'ultimo già condannato come affiliato al clan camorristico dei Casalesi. Sono tutti e tre in carcere.

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Ai domiciliari è finito Domenico Bruno, l'ex autista dell'ufficio Gip milanese con mansioni di operatore giudiziario e l'incarico di occuparsi dei beni 'congelati' e depositati sul Fondo Unico Giustizia, già coinvolto in un'altra indagine a Milano proprio su quelle cifre milionarie che avrebbe gestito. 

 

Avrebbe effettuato, però, stando alle nuove accuse, anche accessi abusivi al sistema informatico protetto del Tribunale di Milano per raccogliere "dati e informazioni coperti da segreto d'ufficio" consultando il "contenuto dell'elenco degli indagati". E avrebbe, poi, comunicato "gli esiti delle ricerche", per il tramite dell'avvocato noto per aver difeso esponenti della 'ndrangheta, Rocco Romellano (ai domiciliari da ieri), ai principali accusati dell'indagine.

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