luca sforzini roberto vannacci

GENERALE, DIETRO LA COLLINA…C’E’ UN CASTELLO! IL MANIERO DELL’IMPRENDITORE LUCA SFORZINI A CASTELLAR PONZANO, IN PROVINCIA DI ALESSANDRIA, E’ LA SEDE DEL CENTRO STUDI DEL MOVIMENTO DI VANNACCI E HA IL COMPITO DI ELABORARE LA PIATTAFORMA POLITICA DI SUPPORTO AL PENSIERO DELL’EX PARA’ –IL PROPRIETARIO HA INVITATO L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA, ALEXEY PARAMONOV A CONFERMA DELLA LINEA FILO PUTIN DEL GENERALE: “LA GUERRA CON L’UCRAINA? UN ACCANIMENTO TERAPEUTICO” – NEL TEAM VANNACCI ANCHE L’EX LEGHISTA BORGHEZIO E…

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

 

Niccolò Zancan per “la Stampa”  - Estratti

ROBERTO VANNACCI COME CHARLES DE GAULLE - MEME

 

I gatti del paese sono forse gli unici delusi. «Quel castello era abbandonato, metteva paura. Era pieno di topi. C'era l'erba talmente alta, che non riuscivi neppure a vederlo» dice la vicina di casa, una signora che si chiama Mariela. Ora c'è un cantiere. La bandiera sventola alta sulla torre con la citazione dannunziana: «Fiume o morte!».

 

Questo è il castello della nuova ultradestra italiana. Il feudo piemontese del generale Vannacci. Nato come centro culturale e subito riconvertito in laboratorio di idee per il partito nascente. 

 

Guarda caso, c'è già un invito per il prossimo ospite d'eccezione, l'ambasciatore della Federazione Russa in Italia Georgij Paramonov. «Ma non c'entra con l'attualità e neppure con il partito del generale Vannacci, l'ho invitato a titolo personale perché proprio qui davanti i soldati russi combatterono nel 1799.

 

LUCA SFORZINI PROPRIETARIO DEL CASTELLO DI CASTELLAR PONZANO - CENTRO STUDI RINASCIMENTO NAZIONALE

È un invito in ricordo della vittoria del generale Aleksandr Suvorov a Novi Ligure, in memoria dei rapporti di amicizia che hanno legato il popolo italiano e quello russo.  Non bisogna mai dimenticarsi della storia». Sì, ma lei cosa pensa della guerra all'Ucraina? «Credo che continuare a finanziare quella guerra sia un accanimento terapeutico il cui costo lo pagano nelle bollette le singole famiglie italiane». 

 

Chi parla è il proprietario del castello, si chiama Luca Sforzini. È un perito esperto d'arte nato a Broni, in provincia di Pavia, nel 1973. Si definisce di destra, «ma della destra storica italiana». Un giorno, tre anni fa, si è innamorato del castello dimenticato e l'ha comprato. Poi è stato folgorato sulla strada del generale Vannacci. «Ci sentiamo ogni giorno, anche oggi ci siamo sentiti. Parliamo di quello che sta succedendo». E cosa sta succedendo? «Fioccano autocandidature. I miei quattro telefoni stanno esplodendo, ci manca solo che mi lascino il biglietto da visita sotto lo zerbino. C'è grande fermento intorno al nuovo partito del generale». 

 

(…)

«Il nostro obiettivo è trovarci qui per fare l'elaborazione concettuale dei temi che diventeranno messaggi politici», dice Luca Sforzini. 

 

luca sforzini

Ha già steso un appello in sette punti dal titolo «Rinascimento», che si chiude così: «È un invito per una rivoluzione culturale fondata sull'eroismo, la conoscenza di sé e l'azione». E già si conoscono altri due nomi che sono della partita, insomma i soldati del generale.

 

E sono nomi che dicono molto, altroché. Perché uno è l'ex parlamentare europeo della Lega Nord Mario Borghezio, già noto per quel blitz del 1999 armato di disinfettante su un treno che trasportava ragazze nigeriane costrette a prostituirsi. «Solo una spruzzatina», aveva detto.

 

Oppure per le sue frasi contro la ministra Cecile Kyenge, che erano partite da questa dichiarazione: «Gli africani sono africani e appartengono a un'etnia molto diversa dalla nostra». E per il Tribunale di Milano le parole di Borghezio pronunciate quel giorno in diretta a «La Zanzara» erano qualificabili così: «Propaganda di idee fondate su odio razziale». 

 

castello sforzini di castellar ponzano, alessandria

Un altro uomo del castello dell'ultradestra, uno del «team Vannacci», presidente di "Futuro Nazionale", vive a sua volta in un castello che considera abitato da fantasmi: «Probabilmente sono i membri di una famiglia del Roero». Si chiama Fabrizio Matta, ha 63 anni, è perito gemmologo del Tribunale di Torino. «I miei valori sono lealtà, obbedienza, famiglia, patria, dio», così in un'intervista al Corriere della Sera. Tutto, quindi, è già detto chiaramente. 

 

Quelli del castello verranno qui. Dove una volta c'era la freccia con l'insegna «Antichità». Perché prima di finire in malora, era un posto dove trovare vecchi pezzi di arte e mobilio.

 

 

Il proprietario Luca Sforzini non nasconde un certo orgoglio: «Per troppo tempo i migliori della mia generazione si sono assentati dalla politica per disincanto e disgusto. Ma così abbiamo lasciato il campo ai peggiori».  Qual è la sua priorità per l'Italia? «Riscoprire le nostre radici. Noi abbiamo dimenticato i valori dei padri». Nel concreto? «Tornare a difenderci. Non si regala la cittadinanza italiana».

 

Sta parlando dei milioni di ragazzini che vivono in Italia e in Italia studiano? 

castello sforzini di castellar ponzano, alessandria 2

«Sto parlando del fatto che con i migranti si è andati troppo oltre con un'accoglienza indiscriminata. Si rischiano ronde e aggressioni». Le piace l'Ice di Trump? «Può darsi che ci siano stati degli eccessi, ma…». Lei è fascista? «È ridicolo parlarne. Sono argomenti chiusi». Perché ha deciso di stare con il generale Vannacci? «Perché ci troviamo in un periodo molto difficile per l'ordine pubblico, serve un partito come questo». Addirittura, serve? «Certo. Scenari come quelli di Askatasuna sono pronti anche sul fronte apposto: non dobbiamo arrivare a quel punto». 

castello sforzini di castellar ponzano, alessandria

(…)

 

 

roberto vannacciroberto vannacci luca sforzini luca sforzini