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CAMERATI, FERMI TUTTI! – GIORGIA MELONI HA DECISO CHE L’ITER PARLAMENTARE PER APPROVARE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE DOVRA’ ARENARSI AL SENATO. MEGLIO PRENDERE TEMPO PER CAPIRE COME DISINNESCARE O SFRUTTARE LA “MINA VANNACCI”: FUTURO NAZIONALE CONTINUA A CRESCERE NEI SONDAGGI E RISCHIA DI DIVENTARE L’AGO DELLA BILANCIA, IN GRADO DI FAR PERDERE IL CENTRODESTRA, NEL CASO IN CUI CORRESSE DA SOLO – LO STABILICUM PREVEDE L’OBBLIGO DI FISSARE LE ALLEANZE PRIMA DEL VOTO PER POTER OTTENERE IL PREMIO DI MAGGIORANZA – DA FDI MORMORANO: “CI STIAMO METTENDO LA CORDA AL COLLO DA SOLI” – IL GENERALE SA DI AVERE IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO: “DECIDERÒ SOLO QUANDO…”

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Estratto dell’articolo di Federico Capurso per “la Stampa”

 

giorgia meloni al senato foto lapresse

La corsa forsennata del centrodestra per approvare la nuova legge elettorale è già finita. Giorgia Meloni ci ha ripensato, ora vuole prendere tempo, ragionarci su. Il testo di maggioranza ora è alla Camera e ha un percorso parlamentare già fissato: i lavori in commissione Affari costituzionali si concluderanno, secondo il calendario approvato la scorsa settimana, il prossimo 25 giugno.

 

Da lì, la proposta del centrodestra arriverà in Aula per ottenere il via libera, previsto intorno alla metà di luglio. [...]

 

roberto vannacci assemblea costituente di futuro nazionale foto lapresse 12

Quando però la legge approderà in Senato per l'approvazione definitiva, che solo qualche giorno fa era stata pianificata dalla premier entro la pausa estiva di agosto, ecco che verrà fatta arenare. E non è detto che da lì, poi, riesca a ripartire.

 

[...]  «Si può sempre chiudere entro l'autunno, come avevamo programmato mesi fa», dicono ostentando tranquillità i fedelissimi della premier. Ma nei ragionamenti di questi giorni si è insinuato con sempre più forza il tema "Roberto Vannacci". Lui, il leader di Futuro nazionale, continua a crescere nei sondaggi. E con la nuova legge elettorale, lo "Stabilicum", rischia seriamente di diventare l'elemento che sposterà gli equilibri a sfavore del centrodestra, facendogli perdere le elezioni.

 

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani foto lapresse

Vannacci sa che questo significa avere una leva di potere enorme. Infatti si è già messo comodo, alla finestra: «Deciderò prima delle elezioni se entrare o meno nella coalizione di centrodestra. Ma ancora non sappiamo nemmeno che legge elettorale avremo». [...] 

 

Il generale prende tempo, dunque. Come a volerli tenere appesi. All'interno della maggioranza, però, sono già tutti convinti che correrà in solitaria. Perché è esclusivamente restando all'opposizione che potrà continuare a crescere. Solo lì potrà evitare di scontentare il suo elettorato, proporre ricette economiche dai costi esorbitanti senza avere la preoccupazione di dover indicare le coperture, far quadrare i conti, trattare con l'Europa.

 

[...]

 

roberto vannacci assemblea costituente di futuro nazionale foto lapresse 8

Il problema è che dentro Fratelli d'Italia hanno iniziato a fare di conto e le truppe adesso sono in agitazione. «Con Vannacci sopra il 5%, questa nuova legge elettorale non ci conviene più - ragionano in tanti nel partito di Meloni -. Ci stiamo mettendo la corda al collo da soli».

 

Ciò che la premier voleva sopra ogni cosa, si sta rivelando un boomerang: il premio di maggioranza tanto desiderato rischia di condannare il centrodestra a una sconfitta, se Vannacci dovesse davvero negarsi e restare fuori dalla coalizione.

 

Perché - come diceva Matteo Renzi con soddisfazione luciferina in questi giorni - «la cosa buona di questa legge è che si sa chi vince». E si sa perché, per ottenere il premio di maggioranza, si devono fissare le alleanze prima del voto, non dopo.

 

GIORGIA MELONI

Così il centrodestra che si scagliava contro gli «inciuci di palazzo», contro le «maggioranze costruite a tavolino», contro i governi che «non corrispondono al volere dei cittadini», ora riscopre il piacere agrodolce delle alchimie post-voto. Insomma, «meglio andare con questa legge elettorale», si dicono convinti dentro il partito di Meloni. «E sarebbe un bene se questa pausa di riflessione portasse alla morte dello Stabilicum».

 

Ragionano, inannzitutto, sul fatto che Vannacci non riuscirebbe a vincere nessun collegio uninominale. E magari, si potrebbe trattare con più calma, dopo le elezioni. Dall'altra parte, però, non si potrebbe più fare una campagna elettorale impostata sul "voto utile", cercando di convincere gli elettori a puntare sulle coalizioni che hanno davvero qualche chance di governare.

 

A settembre, dopo tre mesi di approccio più aggressivo sui temi della destra, quelli da contendere al generale, Meloni riprenderà in mano i sondaggi e deciderà che fare della sua nuova legge elettorale. Modificarla, farla ripartire, accantonarla per sempre. [...] 

RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE