lo scoglio nerano

ATTOVAGLIAMENTI, SPAGHETTI E RICORDI DI GIUSEPPE DE SIMONE, PATRIARCA DELLO "SCOGLIO DA TOMMASO" DI NERANO: “UN GIORNO BRUCE SPRINGSTEEN SI FERMÒ AL TAVOLO DI UNA COPPIETTA DI INGLESI: 'ALL GOOD? TUTTO BENE’', CHIESE. LORO RISPOSERO DI SÌ E POI: 'SA CHE SOMIGLIA A BRUCE SPRINGSTEEN?’' –  "MIA MADRE INSEGNÒ AD AGNELLI A FARE LA MOZZARELLA IN CARROZZA, EDUARDO FECE L’ULTIMA TELEFONATA PRIMA DI MORIRE A MIA MAMMA, NAOMI ARRIVÒ CON GINO PAOLI" - E POI ELTON JOHN, BECKHAM 'CHE CI CHIEDE CONSIGLI SUI TOUR FRA COSTIERA E CAPRI', LA "LUMINOSA" JENNIFER LOPEZ (ORA SI DICE LUMINOSA) - "I VIP A VOLTE CREDO DI NON RICONOSCERLI NEANCHE. PROPRIO PERCHÉ QUI C’È UN'ATMOSFERA RILASSATA. NIENTE DIVISMO O SOCIAL…”

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Anna Paola Merone per il Corriere della Sera - Estratti

 

giuseppe de simone 3

«Peppino portami il vino dei ricordi: Gianni Agnelli ordinava sempre il vino prodotto con l’uva della nostra terra, diverso da quello dei vigneti che conosceva e praticava, ma capace di parlare alla sua memoria».

 

 Giuseppe De Simone è il patriarca dello Scoglio da Tommaso, ristorante che dal 1958 a Marina del Cantone, a Nerano, è un punto di riferimento dei vip del mondo dell’economia, dello showbiz, dell’arte che amano essere accolti come persone e non come celebrities . È figlio dei fondatori di questo luogo di fronte a Punta della Campanella, Antonietta e Aniello, detto Pappone per la sua passione per la tavola, la pappa.

 

Classe 1953, Peppe non ha mai imparato l’inglese, ma di tutti ha colto pensieri ed emozioni. Ed è bravissimo a imitare voci, cadenze e vezzi linguistici dei personaggi che evoca: fra gli altri Agnelli, Eduardo De Filippo, Luca Cordero di Montezemolo, Valentino, Naomi...

 

L’avvocato arrivò dal mare, dalla sua leggendaria barca.

(...) Era curioso: in cucina c’era mia madre Antonietta e lui chiedeva spiegazioni su ogni piatto».

 

Cosa ordinava?

gianni agnelli

«Aveva un debole per la mozzarella in carrozza. Un giorno, in inverno, squilla il telefono a casa. Risponde la domestica: ”C’è un signore con un accento del Nord, ma non lo capisco”. Era Agnelli: “Antonietta, puoi spiegare al mio chef come fare la mozzarella in carrozza? Mi spiace disturbarti mentre stai guardando la telenovella, ma lui proprio non riesce”».

 

E Antonietta cosa rispose?

«Mischiando dialetto e italiano disse “Gianni non ci sta niente da fare. Senza le nostre uova, la mozzarella e il pane il sapore non è mai lo stesso. Vieni qua, portati lo chef, ripartite con i nostri prodotti: ma il mio piatto non è replicabile’’.

 

L’avvocato chiamava anche per avere indicazioni sulla parmigiana e su altri piatti che aveva scoperto e amato da noi e che voleva che il suo cuoco cucinasse. Gli piaceva la zuppa di pesce, la pasta con le zucchine, apprezzava il provolone, il caciocavallo. Aveva ottimo gusto e una conversazione brillante e ironica: “Peppino, come va questo contrabbando?’’ diceva sorridendo. E poi voleva il mio vino, praticamente succo d’uva, molto apprezzato anche da Pigi e Sergio Loro Piana»».

 

Pasta e zucchine o Nerano?

«A casa nostra si è sempre chiamata pasta con le zucchine. Stanley Tucci, che ha girato qui una puntata della sua trasmissione sulla cucina italiana, l’ha chiamata Nerano».

antonietta aniello de simone

(…)

 

Per sua madre e suo padre Eduardo scrisse due poesie esposte in sala, incorniciate.

«Eduardo si divideva fra Isca, la sua isola, e Lo Scoglio.Amava stare in solitudine, ma con papà si sentiva se stesso. La Rai, se aveva necessità di contattarlo, chiamava da noi. A fine anni Sessanta origliavo i discorsi fra lui e Pappone. Parlavano della terra: “è la ricchezza, senza quella non mangiamm’ cchiù’’, diceva Eduardo, che fece a mamma la sua ultima telefonata. Era mattina presto, per sbaglio alzai il telefono dall’altra stanza mentre lei aveva già risposto.

 

Era la sua voce: “Ntunè’’. Riattaccai. Parlarono per venti minuti. “Non sta bene’’ disse poi mamma: lui morì dopo poche ore. Per me fu un colpo. Mio padre era morto sette anni e mezzo prima e mi sentii doppiamente orfano.

sting, springsteen e spielberg a lo scoglio

 

Ero un ottimo marinaio e lo portavo ovunque: da Isca, spesso a remi, fino a Lo Scoglio oppure in giro. A volte a cena da Zeffirelli, a Villa Treville. Mai gli ho dato la mano per salire e scendere dalla barca — meritava, da uomo di mare, rispetto — al massimo si appoggiava alla mia spalla. Mi ha insegnato tanto non dandomi mai consigli diretti e mi ha voluto bene. Sapeva che per noi era un amico e non il celebre commediografo.

 

Poi Gian Maria Volonté, compagno di Angelica Ippolito — figlia di Isabella Quarantotti, ultima moglie di Eduardo — arrivò da noi. E voleva sapere tutto di De Filippo. Come lui, pensava di trasferirsi in Costiera, ma non fece in tempo».

 

Con Steven Spielberg vi siete intesi oltre le barriere linguistiche.

sting, springsteen e spielberg a lo scoglio 2

«Venne su suggerimento di Nora Ephron. Lo chiamai maestro e lui disse che ero io il maestro. Dopo pranzo si mise davanti al mare: si portò le mani alla testa, sulla pancia, sul cuore. A che serve parlare quando ci sono altri modi di comunicare? Indimenticabile un pranzo con Bruce Springsteen.

 

I due erano a tavola con le mogli e tiravano tardi. A un certo punto arriva una chitarra dalla barca e Bruce inizia a cantare... Pure lui si sente a casa qui. Un giorno, uscendo dalla cucina dove era entrato per vedere le verdure e il pescato, si fermò al tavolo di una coppietta di inglesi: “ All good? Tutto bene’’, chiese. Loro risposero di sì e poi: “Sa che somiglia a Bruce Springsteen?’’».

 

Da Claudia Cardinale a Naomi Campbell, da Valentino a David Beckham, passando per Diego Della Valle. Ricorda tutti quelli che passano da lei?

eduardo de filippo e la moglie isabella

«A volte credo di non riconoscerli neanche. Proprio perché qui c’è un'atmosfera rilassata. Niente divismo o social: solo prodotti della terra, del mare e pranzi indimenticabili. Elton John è un habitué, la Cardinale la conobbi quando stava girando I Guappi , Naomi Campbell chiamava “Mamy” Antonietta e arrivò qui con Volia Chitis e Gino Paoli.

 

Valentino ci ha scoperto negli anni Sessanta. Lo servivo io e mi insegnò la bellezza: era una sfida presentargli un bel piatto di frutta, uno splendido pomodoro accompagnato da basilico. Veniva tutti i weekend su un offshore bianco e rosso con la bandiera americana. Ricordo Raul Gardini, re della chimica; era interessato alla mia agricoltura naturale.

 

bruce springsteen lo scoglio nerano

Si fermava in rada con la barca La Contenta, dove moglie e figli facevano le vacanze in Costiera. E poi c’è Bernard Arnault, gran signore; Beckham che ci chiede consigli sui tour fra Costiera e Capri; la luminosa Jennifer Lopez».

 

Se pensa alla sua infanzia cosa vede?

«Un ragazzetto intraprendente. Andavo in giro con una boccetta d’olio per togliere il catrame dai piedi delle signore. Prendevo ottime mance».

 

E del futuro cosa intuisce?

«L’intelligenza artificiale non potrà sostituirmi nel lavoro della terra e al ristorante, dove ora ci sono i miei tre figli che mi hanno dato cinque nipoti. Antonia si occupa della sala e dell’ospitalità, Margherita dell’aspetto commerciale e sta al pass in cucina e Tommaso è il cuoco che ha saputo raccogliere il testimone di mia madre».

 

E ha il nome di suo fratello.

«Morì inabissandosi nelle acque qui di fronte mentre era alla guida del suo elicottero.

Lo Scoglio ha il suo nome in sua memoria. Ed è la memoria che sa mettere insieme il senso del passato e del futuro».

jennifer lopez lo scoglio nerano

 

jennifer lopez lo scoglio nerano 3