DAGOREPORT - NON SOLO SALVINI MA ANCHE I COSIDDETTI ''RIBELLI LEGHISTI'' APPARTENGONO ALL'IMMORTALE…
GIUSTIZIA IN TESTACODA SUL CASO SIHER: SI PASSA DA UN ECCESSO ALL’ALTRO. LA GIP, NEL PROVVEDIMENTO DI SCARCERAZIONE, FA PASSARE IL RICERCATORE, ACCUSATO DAI PM DI AVERE IL POTERE DI "SVILUPPARE UNA STRATEGIA RIVOLUZIONARIA", COME UNA SORTA DI GANDHI DELLA CAUSA PRO-PAL: “HA EVOCATO LA DISOBBEDIENZA CIVILE, NON HA INCITATO AD ATTI DI VIOLENZA. VOLEVA PROMUOVERE LA FORMAZIONE DI UNA COSCIENZA COLLETTIVA”. E IL VADEMECUM PER LA “DIFESA IN PIAZZA”? “NON ERA UNO STRUMENTO OFFENSIVO” - MA I PM LO HANNO DESCRITTO IN MODO NETTAMENTE DIVERSO: ATTRAVERSO LA CREAZIONE DI UN CANALE TELEGRAM DA 11 MILA ISCRITTI E UNA PAGINA INSTAGRAM DA 50 MILA, SIHER HA USATO LE DEVASTAZIONI DI MILANO DEL 17 E 18 OTTOBRE COME “PRESUPPOSTO IDEOLOGICO” PER ORGANIZZARE NUOVE MANIFESTAZIONI, INNESCARE UNA “DICHIARAZIONE DI GUERRA CONTINUA” E “INCUTERE UN PROFONDO TIMORE NELLA POPOLAZIONE E DESTABILIZZARE L’ORDINARIO CORSO DELLA VITA CIVILE” - COME SI FA A PASSARE DA UN SIHER IDEOLOGO DELLA GUERRIGLIA A UN SIHER MANDELA INCOMPRESO?
(ANSA) - MILANO, 28 OTT - I messaggi diffusi via Telegram da Youssef Siher avrebbero avuto lo scopo "di promuovere la formazione di una coscienza collettiva" e non di "arrecare un grave danno allo Stato" né "di intimidire la popolazione (...) suscitando nella società nel suo complesso un turbamento profondo e perdurante". Così la gip di Milano, Tiziana Landoni, nel provvedimento con cui, rigettando la richiesta di convalida del fermo e di applicazione della misura cautelare in carcere proposta dalla Procura, ha rimesso in libertà il ricercatore 30enne che era a San Vittore dalla notte di sabato scorso in qualità di amministratore del 'Movimento 17 ottobre'.
'Siher ha evocato disobbedienza civile, non ha incitato a violenza'
(ANSA) - MILANO, 28 OTT - Con i contenuti pubblicati sulla chat Telegram "Movimento 17 ottobre" Youssef Siher ha espresso "modalità di protesta" contro le "attuali politiche governative", oltre ad "evocare azioni di 'disobbedienza civile'", ma che non "si traducono nell'adozione di comportamenti violenti o più in generale criminonosi, bensì nella mera programmazione di manifestazioni settimanali, capaci di sensibilizzare e coinvolgere il maggior numero possibile di persone".
sagia hammoud moglie di youssef siher 1
Lo scrive la gip di Milano Tiziana Landoni, che ha disposto la liberazione del ricercatore 30enne non riconoscendo i "gravi indizi di colpevolezza" sui reati a lui contestati. Nelle 37 pagine del provvedimento la giudice, accogliendo, in sostanza, la linea dei legali Ciccarone e Abu Sharar, spiega che "gli elementi investigativi sino ad ora raccolti" non consentono di ravvisare "allo stato, e fatti salvi successivi approfondimenti di indagine, gravi indizi di colpevolezza a carico di Siher".
In particolare, per quanto riguarda i reati contestati di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo, in relazione a quei canali social su Telegram e Instagram, la giudice, citando ampia giurisprudenza e anche sentenze della Corte costituzionale, chiarisce che, affinché si configuri un'istigazione, le "manifestazioni del pensiero" devono integrare "un comportamento concretamente idoneo a provocare la commissione dei delitti".
Altrimenti, se non è così, sarebbe compressa la "libera espressione delle proprie opinioni" in contrasto con la Costituzione. Per la gip, i contenuti postati dal 30enne, finiti nel mirino delle indagini, sono certamente "affermazioni di critica rivolta allo Stato, all'attuale Governo e ai media, connotate da toni aspri ed espressioni volgari" e con una "ferma presa di posizione dinnanzi a politiche non condivise e ritenute dannose per il futuro dell'Italia".
Ciò, si legge, "sfocia in una generica 'dichiarazione di guerra' ad un 'presente infame'", ma non "nei confronti delle istituzioni dello Stato" e non è "accompagnata da specifici e concreti riferimenti ad azioni violente o in altro modo costituenti reato, tali da indurre gli utenti a commettere atti del genere". Con quel messaggio sulla "guerra" al "presente", spiega la giudice, e dai contenuti della chat emerge "piuttosto" la "ferma volontà" di Siher di "avviare una stabile forma di protesta a fronte di problematiche socio-economiche che, secondo il suo pensiero, non trovano risposta nelle attuali politiche governative".
Gip Milano, 'vademecum pubblicato da Siher non era uno strumento offensivo'
(ANSA) - Quel "vademecum" per la "difesa in piazza", intitolato "Rivoluzione, istruzioni per l'uso. Liberamente ispirato dal manuale della Rivoluzione del 2011" della primavera araba, pubblicato da Youssef Siher il 22 ottobre nel gruppo Telegram "Movimento 17 ottobre", non conteneva "riferimenti a strumenti offensivi da utilizzare nel corso delle manifestazioni contro le forze dell'ordine, né istruzioni per reagire dinnanzi al lancio di lacrimogeni". Anzi "tali indicazioni sono riportate in un file" integrale, trovato nel suo notebook, ma "non risultano essere state" pubblicate in quella chat con migliaia di iscritti dal ricercatore 30enne.
Lo spiega la gip di Milano Tiziana Landoni nell'ordinanza con cui ha scarcerato l'esponente dei Giovani palestinesi. Tra l'altro, chiarisce ancora la giudice analizzando i vari messaggi nel gruppo, Siher "non risulta aver caldeggiato o in qualche modo sostenuto i comportamenti violenti menzionati" da altri utenti, che parlavano di azioni violente da compiere "a danno di banche, edifici pubblici, ripetitori Rai". La giudice dà conto di tutti i contenuti di quel "vademecum" chiarendo che non incitavano ad azioni offensive, ma erano in sostanza difensivi e anzi "dinnanzi a comportamenti" da parte delle forze dell'ordine "i manifestanti erano sollecitati a non rispondere con azioni violente".
youssef siher sul sito dell ispi
Come gli inviti ad "arretrare" o a "restare fermi e calmi" in caso di lancio di lacrimogeni. Siher non ha mai "prospettato l'attuazione di azioni violente", ma si è "di fatto limitato a promuovere una mobilitazione collettiva, 'consapevole', di protesta" contro il governo. Tutti i vari messaggi ormai noti, poi, per organizzare le manifestazioni nelle piazze italiane, con i vari punti di concentramento, con tanto di cancellazioni di "gruppi Signal", servivano "ad ostacolare l'identificazione dei partecipanti" probabilmente "a fronte di programmate manifestazioni non autorizzate o ancora per prevenire interventi volti ad impedire, in generale, il dispiegarsi di proteste comunque pacifiche".
Gip Milano, Siher non voleva rendersi irreperibile nè sottrarsi ad indagini
(ANSA) - MILANO, 28 OTT - Non aveva alcun intento di "sottrarsi alle investigazioni a suo carico" di cui "non risulta (...) ne fosse a conoscenza" e di "rendersi irreperibile" , Youssef Siher, il ricercatore trentenne tornato libero oggi dopo essere stato fermato sabato notte per essere l'amminsitratore del canale Telegram 'Movimento 17 ottobre' da lui aperto dopo la due giorni di disordini a Milano. Così la gip di Milano, Tiziana Landoni, nel suo provvedimento di rigetto della richiesta di convalida del fermo e di applicazione della misura cautelare proposta dalla Procura.
La giudice nel ritenere l'insussitenza del pericolo di fuga, ha ricostruito le ore precedenti alla perquisizione e al fermo di Shier e della moglie, indagata a piede libero. I quali la sera prima dalla loro abitazione fuori Milano, si erano recati in zona Corvetto da un'amica. E a riprova che non c'era alcuna intenzione di sfuggire alle indagini, la giudice Landoni ha osservato che "tra l'altro, nella stessa richiesta di convalida di fermo si ipotizza che Siher si fosse recato nella casa dell'amica, in vista della manifestazione organizzata il giorno seguente".
youssef siher sul sito del fatto quotidiano
Inoltre la gip passa in rassegna anche il presunto "atteggiamento non collaborativo assunto dall'indagato nel corso della perquisizione e ispezione a suo carico" che si sarebbe sostanziato dall' "essersi rifiutato di indicare agli operanti le credenziali di accesso al proprio cellulare".
"Si ritiene - prosegue il provvedimento - che tale comportamento (tra l'altro neppure inusuale) costituisca un dato di per sé neutro e non possa reputarsi sintomatico della volontà (...) di darsi alla fuga".
SIHER
Ilaria Carra e Rosario Di Raimondo per repubblica.it - Estratti
(…) Youssef Siher è indagato per istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. Per i pm, attraverso la creazione di un canale Telegram da 11 mila iscritti e una pagina Instagram da 50 mila, ha usato le devastazioni di Milano del 17 e 18 ottobre come «presupposto ideologico» per organizzare nuove manifestazioni, innescare una «dichiarazione di guerra continua» e «incutere un profondo timore nella popolazione e destabilizzare l’ordinario corso della vita civile».
post instagram di youssef siher
youssef siher articolo sul sito del foglio
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