lenin e la rivoluzione russa

MILANO A PUGNO CHIUSO! - GRAN SERATA A CASA Di FRANCESCO MICHELI. SI FESTEGGIAVA L’INAUGURAZIONE DI UNO SPAZIO PER EVENTI, A METÀ SERATA IRRUZIONE DEL VECCHIO SGARBONE, MA DI COLPO SI VIENE INVESTITI DA UN COUP DE THEATRE DA FAR IMPALLIDIRE I RADICAL-CHIC: “ECCO A VOI UN FISARMONICISTA RUSSO”, E ATTACCA CON IL MITOLOGICO INNO SOVIETICO 

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DAGOREPORT

francesco micheli

Gran serata ieri sera a casa del finanziere Francesco Micheli. Si festeggiava l’inaugurazione di uno spazio per eventi, musica e dibattiti ricavato dalla compagna di Francesco, l’architetta Elena Borghi, scavando due piani interrati sotto una dei palazzi di proprietà del finanziere, quello che si affaccia su Santa Maria delle Grazie di fianco a Casa Atellani (di proprietà della famiglia Maranghi, ex n.1 di Mediobanca).

 

Lo spazio si chiama Sala dell’Ermellino perché giusto sopra la cosiddetta Vigna che il Moro regalò a Leonardo da Vinci anni dopo che aveva ritratto la più amata delle sue amanti: la sedicenne Cecilia Gallerani (“La Dama con l’ermellino”). Invitati almeno duecento persone della Milano che conta tra finanzieri, banchieri, editori, manager, giornalisti, notai… e tanta umanità riconoscibile, soprattutto, per il conto in banca. 

 

enzo restagno francesco micheli e bruno tabacci foto riccardo schito

A metà serata irruzione del vecchio Sgarbone (con l’ex ministro Tremonti già presente)… Invitato a parlare della “Dama con l’ermellino”, il Vittorio nazionale parte con il concione sul neopartito “Rinascimento” (dopo una doverosa premessa su Asia Argento): “Voi votate chi volete – arringa i cesarei banchieri -, lo so; ma sia che votate il Pd che Berlusconi a tutti manca un 3%; e quel 3% siamo io e Tremonti, tanto vale votarci subito”.

lenin e la rivoluzione russa

 

Il critico, in gran forma, diverte gli amici gli amici di Francesco alle prese con il risottino. Ma ecco che si viene investiti da un coup de theatre da far impallidire i radical-chic del tempo di Leonard Bernstein/Truman Capote: “Ecco a voi un fisarmonicista russo”, lo presenta Micheli sul palco. Pronti, via, il simpatico cappellone brizzolato, che sembra uscito in quel momento da un Biergarten, attacca con il mitologico Inno sovietico.

 

Commozione in sale, forchette che si arrestano, silenzio religioso. Ma non basta: “C’è anche un cantante russo”, lo chiama Micheli dal fondo della sala. Pronti via, ecco a l’Inno sovietico cantato in lingua originale. Banchieri e finanziari attoniti: alcuni altri sorridono altri pensano alla giovinezza che fu, altri, travolti dall’”Internazionale” di Aleksandr Aleksandrov” (ispirata all’inno bolscevico) quasi in lacrime.

FRANCESCO MICHELI DIANA BRACCO VITTORIO SGARBI INAUGURAZIONE MITO ALLA SCALA FOTO FRANCO CORTELLINO

 

Voteranno il Pci che non c’è più? Lacrime e champagne prima; poi maxitorta per il compleanno di Francesco. 

Signori, è questa la Milano che resiste, quella che “conta” (i denari) e che poi va a letto presto, perché qui “minga se sta a fà nagott “; domani “ghe da laürà” (si fa per dire). Domani è un altro giorno, come canta l’amica Ornella, si vedrà.