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LA POLITICA METTA AL CENTRO LA "QUESTIONE MERIDIONALE": E' IN CORSO UNA GRANDE FUGA DAL SUD - ENTRO IL 2080, IL MEZZOGIORNO POTREBBE PERDERE QUASI 7,4 MILIONI DI ABITANTI, PASSANDO DAGLI ATTUALI 19,7 A 12,13 MILIONI - TRA IL 2001 E IL 2023 SONO GIA' FUGGITE DAL MERIDIONE OLTRE 730 MILA PERSONE, MENTRE CIRCA 220 MILA GIOVANI HANNO FATTO LE VALIGIE E SONO EMIGRATI ALL’ESTERO - I MOTIVI? SALARI BASSI, PRECARIETÀ LAVORATIVA E CARENZE NEI SERVIZI PUBBLICI...

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crisi demografica

(ANSA) - Il Mezzogiorno rischia di perdere quasi 7,4 milioni di abitanti entro il 2080, passando dagli attuali 19,7 milioni a 12,3 milioni. È la stima contenuta nel rapporto "Sud Vivo. La sfida demografica come risorsa nazionale", promosso dalla Fondazione con il Sud e curato da Francesco Izzo e Fabrizio Minnella, che fotografa le criticità demografiche ed economiche dell'area, ma evidenzia anche esperienze e potenzialità di sviluppo.

 

Tra il 2001 e il 2023 il Sud ha già perso circa 730mila residenti, mentre oltre 220mila giovani sono emigrati all'estero tra il 2011 e il 2024. Il rapporto segnala tuttavia indicatori positivi: negli ultimi anni il Mezzogiorno ha registrato una crescita cumulata del 9,5%, superiore alla media nazionale.

 

emigrazione

La quota di imprese ad alta crescita supera quella italiana in tutte le regioni meridionali. Sono inoltre quasi 50mila le organizzazioni del Terzo settore iscritte al Runts, il registro unico nazionale del terzo settore e circa 3.500 le startup innovative presenti nell'area.

 

Tra le risorse individuate figurano anche l'accoglienza e l'economia sociale. Nel Mezzogiorno si concentra il 65% dei progetti e il 55% dei posti del sistema accoglienza integrazione SAI.

 

Il rapporto documenta diverse esperienze di rigenerazione territoriale, dalla rinascita del Rione Sanità a Napoli, con oltre 130 giovani coinvolti nelle attività culturali e turistiche, a CasaPaese a Cicala, in Calabria, fino a Beehive a Trapani, che ha contribuito alla creazione di 56 posti di lavoro qualificato e al rientro di 26 siciliani.

 

crisi demografica

Restano significative le disuguaglianze. Nel 2025 il tasso di occupazione femminile tra i 20 e i 64 anni è pari al 41% nel Mezzogiorno, contro il 58% della media nazionale. Pesano inoltre salari più bassi, precarietà lavorativa e carenze nei servizi pubblici, fattori che continuano ad alimentare la partenza dei giovani qualificati.

 

La campagna Sud Vivo, promossa con circa 200 partner, individua quattro direttrici per contrastare lo spopolamento: nascere, restare, tornare e arrivare. L'obiettivo è creare condizioni favorevoli alla permanenza e all'attrazione di nuovi abitanti attraverso lavoro dignitoso, servizi, accoglienza e valorizzazione delle competenze.

emigrazione italiani

 

Per la Fondazione con il Sud, la rigenerazione demografica rappresenta una questione nazionale. Il rapporto indica nella collaborazione tra istituzioni, enti locali e Terzo settore la strada per consolidare le esperienze già avviate e trasformarle in politiche strutturali di sviluppo.

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