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GRATTERI VA A PESCA – IL PROCURATORE DI NAPOLI HA ANNUNCIATO: “STIAMO METTENDO LE RETI DA PESCA PER IMPEDIRE L'INGRESSO NELLE CARCERI DI OGGETTI TRASPORTATI DAI DRONI” – IL MAGISTRATO HA PARLATO DURANTE LA CONFERENZA STAMPA SULL'INDAGINE DELLA DDA PARTENOPEA, CHE HA SVELATO UN TRAFFICO DI DROGA ORGANIZZATO ATTRAVERSO CELLULARI UTILIZZATI ILLEGALMENTE DA DETENUTI DI DIVERSI ISTITUTI PENITENZIARI: “TUTTO QUELLO CHE SCENDE RESTA IMPIGLIATO NELLA RETE” – SI TRATTA DI UNA MISURA CHE SI AGGIUNGE AGLI JAMMER, GLI INIBITORI DI SEGNALE. GRATTERI: “SIAMO PERÒ IN RITARDO DI DIECI ANNI…”

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Carceri: Gratteri, reti da pesca per bloccare consegne con droni

NICOLA GRATTERI A OTTO E MEZZO

(LaPresse) - "Stiamo mettendo le reti da pesca" per impedire l'ingresso nelle carceri di oggetti trasportati dai droni. Lo ha dichiarato il procuratore di Napoli Nicola Gratteri, durante la conferenza stampa sull'indagine della Dda partenopea che ha svelato un traffico di droga organizzato attraverso cellulari utilizzati illegalmente da detenuti di diversi istituti penitenziari.

 

Gratteri ha spiegato che le reti servono a intercettare gli oggetti calati dall'alto dai droni, impedendo che raggiungano i detenuti. "Tutto quello che scende resta impigliato nella rete", ha sottolineato il procuratore, richiamando la necessità di rafforzare i sistemi di sicurezza per contrastare l'introduzione di materiale vietato negli istituti penitenziari. "Siamo in ritardo di anni", ha concluso.

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