giovanni amoroso

I PROBLEMI DELLA GIUSTIZIA CI SONO E RICHIEDONO RISPOSTE. BISOGNA RIMETTERSI AL LAVORO” – A POCHI GIORNI DALLA BOCCIATURA DELLA RIFORMA NORDIO-MELONI, IL PRESIDENTE DELLA CORTE COSTITUZIONALE, GIOVANNI AMOROSO, RIMETTE IN CAMPO IL TEMA DELICATO DELLA RIFORMA DELLA MAGISTRATURA: "QUALCOSA SI E' SPEZZATO, BISOGNA RIANNODARE I FILI. LA COSTITUZIONE PUÒ ESSERE MODIFICATA MA BISOGNA FARLO CON BUON SENSO E SAGGEZZA" - "LA CORTE HA RIBADITO L’ESISTENZA DI PRINCÌPI FONDAMENTALI CHE NON POSSONO ESSERE MODIFICATI NEL LORO CONTENUTO ESSENZIALE NEPPURE DA LEGGI DI REVISIONE COSTITUZIONALE..."

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Estratto dell’articolo di Virginia Piccolillo per il “Corriere della Sera”

 

Giovanni Amoroso

«I problemi della giustizia ci sono e richiedono risposte. E quindi occorre riannodare i fili di qualcosa che si è spezzato e mettersi al lavoro».

 

A soli quattro giorni dal voto al referendum che l’ha spazzata via, la riforma della giustizia torna a rifiorire nel dibattito politico. A darle nuove prospettive il presidente della Corte Costituzionale, Giovanni Amoroso, che nella conferenza stampa annuale, esorta a ripartire dai «pilastri» di quella riforma: la separazione delle carriere, il doppio Csm, un nuovo metodo elettivo per i togati.

 

[...] «Non spetta a me fare valutazioni sulla politica e sulle giustizia». A dispetto degli slogan della campagna referendaria spiega che la «Costituzione non è immodificabile, può essere modificata ma bisogna farlo con buon senso e con saggezza» e con il sistema «del dialogo, del confronto, della concertazione».

VITTORIA DEL NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA - VIGNETTA NATANGELO

 

Aggiunge che la Corte, «ha ribadito l’esistenza di princìpi “fondamentali”» che non possono essere «modificati nel loro contenuto essenziale neppure da leggi di revisione costituzionale».

 

[...] «Sulla separazione delle carriere c’è la disciplina di legge ordinaria che può essere modificata, aggiustata e sostituita; sul Csm il meccanismo di elezione appartiene alla legislazione ordinaria. Ci sono strumenti per intervenire»

 

Una sorpresa, quella del rilancio del dibattito politico su questi temi, che ieri se ne è accompagnata ad un’altra interna all’Associazione Nazionale Magistrati, dove ferve il dibattito per indicare un nuovo presidente, dopo le dimissioni di Cesare Parodi, annunciate poco prima dell’esito delle urne, per «gravi motivi personali».

 

Giovanni Amoroso

Nella riunione della giunta esecutiva dell’Anm di mercoledì scorso è spuntata l’ipotesi di un Parodi bis. Una prospettiva concreta alla quale lo stesso presidente uscente avrebbe già dato la sua disponibilità, sia pure per un tempo limitato: fino a maggio-giugno. La soluzione sarebbe a portata di mano perché le dimissioni non sono state ancora formalizzate, né tantomeno accolte.

 

L’ipotesi vedrebbe il favore della corrente moderata Mi, da cui proviene Parodi, e di Area, la più progressista, di cui fa parte Rocco Maruotti che resterebbe segretario. Ma ha trovato «forti perplessità» negli ambienti di Unicost, dove si parla di «poca trasparenza».

 

GIORGIA MELONI - MEME SUL REFERENDUM

Altri ancora ipotizzano che Parodi chieda un mandato a scadenza per potersi poi candidare alle elezioni del nuovo Consiglio Superiore della Magistratura che si terranno nel prossimo novembre.

 

[...] Sull’abrogazione dell’abuso d’ufficio, dopo aver specificato che la Corte Costituzionale lo aveva promosso come «non in contrasto con la convenzione di Merida», il presidente ha commentato la direttiva anti-corruzione del Parlamento europeo approvata ieri che ha invitato i Paesi a considerarlo reato. E ha affermato che prima ancora che spetti alla Corte pronunciarsi «sarà la politica chiamata a prendere atto di questa nuova legislazione europea».

 

Giovanni Amoroso

Spazia dalla legge elettorale («la Corte ha affermato principi che riguardano il premio di maggioranza, l’eventuale ballottaggio, le candidature e liste bloccate che non potranno non costituire riferimento per la valutazione di una nuova legge elettorale») alle pensioni («il modello di Tfr de dipendenti pubblici potrebbe essere quello della Robin Hood tax») fino al carcere («allarmante il numero dei suicidi»). Infine le armi. Sull’articolo 11, Amoroso rimarca: «L’Italia ripudia la guerra ed è una scelta di campo [...]

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