tribunale di milano

I TRIBUNALI ITALIANI SONO UN COLABRODO – A MILANO C’È UN ALTRO “SPIONE”: DOMENICO BRUNO, AUTISTA DELL’UFFICIO DEL GIP, INVIAVA AI CLAN DI CAMORRA DOCUMENTI RISERVATI. IN PARTICOLARE, AVEVA CONDIVISO LA FOTOGRAFIA DI UNA PAGINA STAMPATA DAL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI UN’INCHIESTA SU UN’ORGANIZZAZIONE CRIMINALE, COMPOSTA DA MALAVITOSI VICINI A ‘NDRANGHETA, CAMORRA E “QUARTA MAFIA” FOGGIANA – IL GRUPPO AVEVA MESSO IN PIEDI UNA SORTA DI “BANCA OMBRA”, RIUSCENDO A COMPENSARE LE FATTURE FALSE DEGLI EVASORI FISCALI LOMBARDI CON I CONTANTI RACCOLTI DA EFFICIENTISSIMI CINESI NELLA PROPRIA COMUNITÀ, E DIROTTARLI VIA CRIPTOVALUTE…

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Estratto dall’articolo di Luigi Ferrarella per il “Corriere della Sera”

 

tribunale di milano

La comodità. È sempre quella che frega. In grande, la comodità di essersi fatti in un autonoleggio di Pero (Milano) una sorta di «banca ombra» per compensare le fatture false degli operosi imprenditori evasori fiscali lombardi con i contanti raccolti da efficientissimi cinesi nella propria comunità, e dirottarli su wallet di criptovalute su conti esteri di mezzo mondo, al concorrenziale costo di una commissione tra il 2% e il 5% per il servizio «parabancario» (illecito) effettivamente reso da questo gruppo di malavitosi vicini a ’ndrangheta, camorra e «quarta mafia» foggiana: 30 arrestati ieri per associazione per delinquere aggravata dall’agevolazione mafiosa, riciclaggio internazionale, frodi fiscali, bancarotte e traffici di droga.

 

operazione di dossieraggio

In piccolo, la comodità di farsi recuperare mesi fa da un dipendente del Tribunale addirittura la prova cartacea di essere nel mirino dei magistrati: cioè la pagina stropicciata stampata nel dicembre scorso dal registro degli indagati con i nomi (in quel momento segreti) appunto di «quegli» indagati divenuti ieri arrestati (16 in carcere, 14 ai domiciliari) e destinatari di un sequestro di 21 milioni.

 

È così che, fra i 30 arrestati dal gip Luca Milani (tre pure in Spagna e Svizzera), il 56enne Domenico Bruno, autista dell’Ufficio dei Giudici delle indagini preliminari del Tribunale di Milano (…) è finito ai domiciliari accusato dai pm Grazia Colacicco e Pasquale Addesso degli «accessi abusivi» al sistema informatico giudiziario e delle «rivelazioni di segreto» richiestigli da uno dei ritenuti referenti (Giuseppe Piscioneri con Paolo Pelaggi) di cosche della ’ndrangheta crotonese, attraverso un mediatore molto particolare come l’avvocato di tanti processi di ’ndrangheta Rocco Romellano (ora ai domiciliari), che poi per gli inquirenti avrebbe appunto veicolato gli esiti: in particolare l’elenco degli indagati proprio di questa inchiesta al momento del 9 e 18 dicembre 2025.

 

tribunale di milano

A quel punto, nella ricostruzione della Finanza, Piscioneri corse a Segrate a casa di Pelaggi, e, insieme, sulla piattaforma di comunicazioni criptate Signal avvisarono il terzo vertice della «banca», Luigi Mercadante, esponente del clan di camorra dei Casalesi finito ieri in carcere con loro, inviandogli una fotografia della pagina stampata dal registro degli indagati (…)

DOSSIERAGGIO