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“IL MIO AGGRESSORE È UNO STUPIDO, SENZA CARATTERE” – LO SCRITTORE SALMAN RUSHDIE PARLA DI HADI MATAR, IL 28ENNE LIBANESE CHE IL 12 AGOSTO 2022, DURANTE UN FESTIVAL LETTERARIO A NEW YORK, LO HA ACCOLTELLATO, FACENDOGLI PERDERE L’USO DELLA MANO SINISTRA E DELL’OCCHIO DESTRO: “È UN PERSONAGGIO CHE AVREI AVUTO DIFFICOLTÀ A SCRIVERE E A IMMAGINARE. NEL PRIMO PROCESSO STATALE È STATO CONDANNATO A 25 ANNI. NELLA SENTENZA DEL PROCESSO FEDERALE PER TERRORISMO SPERO CHE GLI DIANO L'ERGASTOLO” – IL GIUDIZIO SPREZZANTE SU TRUMP: “NON HO MAI CONOSCIUTO NESSUNO CHE AVESSE NELLA MENZOGNA IL SUO PUNTO DI FORZA COME LUI"

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SCRITTORI: RUSHDIE, 'IL MIO AGGRESSORE? UNO STUPIDO, UN PERSONAGGIO CHE AVREI AVUTO DIFFICOLTÀ A SCRIVERE'

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(Adnkronos) (di Paolo Martini) - "Il mio aggressore? Uno stupido. Non una persona che si distingue, è senza carattere. Un personaggio che avrei avuto difficoltà a scrivere e a immaginare. Nel primo processo statale è stato condannato per tentato omicidio a 25 anni, la pena massima. Ora sono in attesa della sentenza del processo federale per terrorismo e spero che anche in questo caso gli diano la pena massima dell'ergastolo".

 

E' da questa definizione che Salman Rushdie ha scelto di parlare del 28enne Hadi Matar, cittadino statunitense di origine libanese, che il 12 agosto 2022, durante un festival letterario a Chautauqua, nello Stato di New York, lo ha aggredito accoltellandolo, con la perdita dell'occhio destro e l'uso della mano sinistra.

 

aggressione subita da Salman Rushdie il 12 agosto 2022 a new york

Lo scrittore indiano naturalizzato britannico, con cittadinanza statunitense dal 2016, ne ha parlato ieri sera, mercoledì 16 settembre, al Teatro Verdi di Pordenone, durante l'inaugurazione della 27/a edizione del festival Pordenonelegge, dopo aver ricevuto l'onorificenza di Ambassador of Freedom. 

 

Rushdie, dialogando con il giornalista e saggista Federico Rampini, ha spiegato di considerare l'aggressione un episodio isolato, senza interpretarla come l'inizio di una nuova fase di minaccia. "Negli ultimi 25 anni ho condotto la vita ordinaria dello scrittore, scrivendo libri, presentandoli, partecipando a eventi e conferenze. Poi si è verificato quello che io ritengo sia stato un attacco isolato. Certo, si è rivelato quasi fatale, ma io lo tratto come tale, come se fosse isolato. Non lo considero l'inizio di una nuova fase di minaccia, lo considero appunto una cosa isolata". 

 

MINACCE DI MORTE A SALMAN RUSHDIE

Lo scrittore ha raccontato anche il rapporto con la scrittura dopo l'aggressione. "Scrivere il memoir 'Coltello' è stato sia doloroso sia liberatorio. Una volta finito il libro ho trovato un sollievo: ha avuto un effetto catartico e mi ha permesso di ricominciare a scrivere narrativa. Durante la convalescenza è stata fondamentale mia moglie".

 

Poi il tema della morte, affrontato con la consapevolezza di chi l'ha vista da vicino. "Ho guardato la morte bene in faccia, ma non l'ho accettata e spero di incontrarla il più tardi possibile. Tra pochi mesi compirò 80 anni e comunque ci si pensa inevitabilmente. Sto cercando di capire come gli attori si sono confrontati con la morte.

 

hadi matar l'uomo che ha accoltellato salman rushdie

Cerchiamo di essere comici, di essere leggeri affrontando il tema della morte, un traguardo che toccherà a tutti". La vicenda che ha segnato la vita dello scrittore anglo-indiano è iniziata nel 1988 con la pubblicazione de "I versi satanici" e con la successiva fatwa di condanna a morte emessa nel 1989 dall'ayatollah iraniano Ruhollah Khomeini.

 

Dopo 25 anni in cui Rushdie aveva percepito quella vicenda come ormai conclusa, l'aggressione del 2022 ha riportato drammaticamente il passato nel presente. Hadi Matar ha accoltellato Rushdie più volte, provocandogli gravi ferite a un occhio, al collo, al braccio, all'addome e al fegato. Matar ha successivamente dichiarato di aver agito in relazione alle accuse rivolte a Rushdie di avere insultato l'Islam. 

 

USA: RUSHDIE, 'DA TRUMP SOLO MENZOGNE, LA BUGIA È IL SUO PUNTO DI FORZA'

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(Adnkronos) (di Paolo Martini) - "Non ho mai conosciuto nessuno che avesse nella menzogna il suo punto di forza come il presidente americano Donald Trump". Lo ha detto lo scrittore anglo-indiano Salman Rushdie ieri sera, mercoledì 16 settembre, al Teatro Verdi di Pordenone, durante l'inaugurazione della 27/a edizione del festival Pordenonelegge, dopo aver ricevuto l'onorificenza di Ambassador of Freedom, parlando anche della situazione politica negli Stati Uniti e del rapporto tra potere, verità e libertà di espressione.

 

"La cosa deprimente non è tanto Trump, quanto il fatto che sia stato eletto due volte. Ha imbrogliato, ha fregato gli americani per due volte", ha detto Rushdie. Lo scrittore ha poi parlato di un possibile cambiamento nel consenso attorno al presidente americano. "Penso che ci sia un cambiamento, sento che quella coalizione si stia sfaldando. Sta succedendo il contrario di quello che dice: gli americani vedono che le promesse non le ha mantenute perchè è un bugiardo"

 

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