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"IL SENO NUDO PUÒ ESSERE TOLLERATO SOLO SE MERITEVOLE DI ESSERE MOSTRATO" - L'ORDINANZA STRACULT (RISALENTE AL 1982) DEL SINDACO DI TROPEA, GIUSEPPE MARIA ROMANO. NON È L'UNICO PROVVEDIMENTO PARTICOLARE PROMOSSO DAI PRIMI CITTADINI CALABRESI: NEL 2015, A SELLIA, IN PROVINCIA DI CATANZARO, IL SINDACO FIRMÒ IL "DIVIETO DI MORIRE" PER EVITARE LO SPOPOLAMENTO DEL PICCOLO BORGO - A BELCASTRO, NEL 2025, AI CITTADINI VENNE "VIETATO DI AMMALARSI", UNA PROVOCAZIONE DEL SINDACO PER DENUNCIARE LA MANCANZA DI PRESIDI SANITARI...
Estratto da https://www.lacnews24.it/
Tutto parte da Tropea, estate 1982. Il sindaco Giuseppe Maria Romano firma un’ordinanza sul topless destinata a restare nella memoria collettiva per una distinzione oggi improponibile: il seno nudo poteva essere tollerato solo se “meritevole” di essere mostrato. Una formula che fece il giro della stampa nazionale e internazionale, trasformando un provvedimento comunale in un caso di costume.
Nel senso pieno del termine: «Si sollevò un gran polverone – ha dichiarato Romano in un’intervista del 2019 –, le femministe si indignarono, anche il “Club dei brutti” di Pesaro mi attaccò, tanto che alla fine decidemmo di sospendere l’ordinanza, ma non ci fu mai un atto formale in questa direzione». [...]
Tropea è tornata sul tema anche molti anni dopo, ma con toni meno pittoreschi. Nel 2019 il sindaco Giovanni Macrì ha vietato di circolare nel centro cittadino a torso nudo, in costume da bagno o scalzi. Spiaggia e centro storico, secondo il Comune, devono restare mondi separati. La linea è stata ripresa anche nel 2021, con sanzioni da 125 a 500 euro.
Sul decoro si sono mosse anche altre località turistiche. A Diamante, nel 2019, Ernesto Magorno ha vietato costume, torso nudo e piedi scalzi nelle aree più frequentate, aggiungendo una stretta su schiamazzi, musica fuori orario, “shottini” a un euro e consumo di alcol in vetro. A Praia a Mare e Scalea, nel 2022, sono arrivati provvedimenti simili contro costumi, bivacchi e comportamenti ritenuti incompatibili con il decoro urbano.
Poi ci sono le ordinanze-paradosso. A Sellia, nel 2015, il sindaco Davide Zicchinella firmò il famoso “divieto di morire”, una provocazione per spingere i cittadini alla prevenzione sanitaria in un borgo alle prese con lo spopolamento. A Belcastro, nel 2025, Antonio Torchia ha rilanciato con il “vietato ammalarsi”, denuncia della carenza di assistenza medica e della distanza dai presidi sanitari. [...]
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