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LAVORO IN FUMO, BOLLETTE AL ROGO - LO SFOGO DI UN RISTORATORE DI TERAMO CHE HA BRUCIATO LE BOLLETTE PER PROTESTA CONTRO LE RESTRIZIONI - MA LA PRESSIONE FISCALE RESTA: “FACCIO PARTE DELLA CATEGORIA CHE SI È SENTITA DARE DELL’UNTORE, CHE SI È REINVENTATA PER SOPPERIRE ALLA TOTALE ASSENZA DI AIUTI E CHE ANZI HA CONTINUATO CON GLI AUMENTI IMPROPRI DELLE ALIQUOTE SULLE BOLLETTE E…”
Mi chiamo Manuel, ho 28 anni e un’enoteca. E per questo faccio parte della categoria non essenziale dell’Italia, quella...
Pubblicato da Manuel Ciardelli su Lunedì 4 gennaio 2021
Teramo, barista rovinato dal coronavirus brucia le bollette in strada: «Non ce la faccio più» Attività chiusa, ma le bollette continuano ad arrivare: il titolare le brucia per strada. E’ un gesto forte, quello di Manuel Ciardelli, 28 anni di Teramo, titolare della nota enoteca l’Assenzio, che, come tutti gli atri gestori di bar e ristoranti, è stato costretto ad adeguarsi alle restrizioni imposte dai Decreti anti-Covid.
LA CHIUSURA DEI RISTORANTI BY GIUSEPPE CONTE
Fatturato dimezzato
Manuel, come anche altri ristoratori e titolari di bar, che hanno visto il fatturato dimezzarsi, ha reagito senza scoraggiarsi, creando anche dei kit per cocktail da asporto. A fronte di tanti sacrifici, però, la pressione fiscale non si è allentata e per i pubblici esercizi è sempre più difficile far fronte ad una situazione che resta pericolosamente incerta, da qui il gesto eclatante, quello di dare fuoco alle bollette davanti alla sua attività, che è uno dei luoghi più gettonati della movida teramana. «Faccio parte della categoria non essenziale dell’Italia – dice Manuel – quella categoria che nei mesi si è sentita dare dell’untore».
RISTORANTI CHIUSI DOPO LE 18 1
RISTORANTI CHIUSI DOPO LE 18
BAR E RISTORANTI CHIUSI ALLE 18
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