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IN THAILANDIA UNA BOXER TRANSGENDER E’ DIVENTATA UNA CELEBRITA’: NONG ROSE, 21 ANNI, E’ TEMUTISSIMA DAGLI AVVERSARI MASCHI - ECCO LA STORIA DELLA LOTTATRICE RIUSCITA A SALIRE SUL RING DEL RAJADMNERN, IL TEMPIO DEL MUAY THAI DI BANGKOK - VIDEO
Nicolas Lozito per la Stampa
Combatte nell’arena contro atleti maschi, ma lo fa in pantaloncini e in top. Sulle spalle muscolose si intravedono i fili di un reggiseno rosso. Si chiama Nong Rose Baan Charoensuk, detta semplicemente Rose, ed è una lottatrice di Muay thai, la boxe thailandese. È una transgender: la prima a combattere nel più grande palazzetto di Bangkok, il leggendario Rajadmnern. «Non sono riuscito a batterla perché è troppo forte e muscolosa» dice un suo avversario, sconfitto al quinto set e tornato a casa con un occhio nero. «Combatte come un uomo perché lo è» fa eco un altro lottatore sconfitto. All’ultimo torneo a cui ha partecipato, la ventunenne ha vinto due gare, per poi essere eliminata solo nella fase finale.
Rose ha iniziato a combattere a 8 anni, quando ancora si chiamava Somros. Fin da giovane però si riconosceva come una donna. Ha iniziato a combattere nei ring di provincia, dove ha partecipato a più di 300 match. In molte occasioni però, gli avversari si sono rifiutati di combattere con un avversario con il reggiseno, il trucco e i capelli legati. «Dicevano che non volevano combattere con una persona omosessuale, non volevano essere presi in giro», spiega Rose. «Ancora oggi ricevo insulti, ma le cose stanno cambiando». La Thailandia è un Paese da anni aperto nei confronti dei transgender: apparizioni in tv e ai concorsi di bellezza non creano più né scalpore né polemica.
Ora, grazie a Rose, anche le barriere in uno sport di lotta vengono abbattute. Non è la prima, tanto che già 10 anni fa il film Beautiful Boxer parlava di questo tema. Rose, però, non solo è popolare ma anche di successo. Lotta e vince. A bordo ring il pubblico canta e urla il suo nome ed è diventata un esempio per gli sportivi e le sportive transgender di tutto lo Stato, anche nelle zone più remote. «Tutti la rispettano e la adorano ora» racconta la famiglia, con cui lei si allena, mangia e si depila. «Essere transgender non significa essere deboli», afferma Rose.
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