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DATI, PAPELLI E “MANINE” IGNOTE: IL GRANDE GIALLO DEL CASO BELLAVIA – I PM DI MILANO HANNO INTERROGATO IL COMMERCIALISTA, CONSULENTE DI MAGISTRATI E DI “REPORT”, INDAGATO PER VIOLAZIONE DELLA LEGGE SULLA PRIVACY (È ACCUSATO DI “NON AVER RESTITUITO, O AVER INDEBITAMENTE TRATTENUTO COPIA” AMPLI MATERIALI GIUDIZIARI DI ANNI FA, COMPRESI INTERCETTAZIONI, TABULATI, BROGLIACCI) – BELLAVIA SI DIFENDE: “NON È MAI ESISTITO ALCUN DOSSIER A FAVORE DI CHICCHESSIA”. E RILANCIA: ALCUNI “IGNOTI” SI SAREBBERO APPROPRIATI DEI “DOCUMENTI RISERVATI” CHE LO STESSO BELLAVIA AVEVA CONSEGNATO LO SCORSO 10 GIUGNO A UNA PM DELLA DDA DI MILANO, RELATIVI AL MAXI FURTO DI DATI DEL SUO "ARCHIVIO" PER CUI È STATA RINVATA A GIUDIZIO LA SUA EX CONSULENTE, VALENTINA VARISCO. DA LI’ IL “PAPELLO” CON I NOMI DI VIP E TOGHE SAREBBE STATO INFILATO NEGLI ATTI DELL’INCHIESTA...

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I PM: «BELLAVIA HA DATI E AUDIO ANCHE NON PERTINENTI AI PROCESSI»

Estratto dell’articolo di Luigi Ferrarella per il “Corriere della Sera”

 

Gian Gaetano Bellavia

«Non aver restituito, o aver indebitamente trattenuto copia» di ampli materiali giudiziari di anni fa, compresi intercettazioni sia trascritte sia audio, tabulati, brogliacci, mail, carte societarie, e aver «così posto in essere una attività di raccolta, organizzazione e archiviazione di dati personali», in alcuni casi «neppure pertinenti o rilevanti» per i processi nel cui ambito gli erano stati consegnati dai vari uffici giudiziari affinché svolgesse le consulenze tecniche richieste.

 

La violazione dell’articolo 43 del dlgs.51/2018, «trattamento illecito di dati», è quanto la Procura di Milano, nell’interrogatorio organizzato in un luogo segreto dai pm Eugenio Fusco e Paola Biondolillo, ieri ha contestato al commercialista Gian Gaetano Bellavia, già consulente di Procure e Tribunali, ed esperto consultato da redazioni tra cui Report.

 

ACCESSO BANCHE DATI

È una sorta di boomerang dell’aver Bellavia denunciato nel marzo 2025 la sua ex collaboratrice storica (da 17 anni) Valentina Varisco, accusandola d’aver duplicato nel giugno-settembre 2024 col programma Fastcopy 1 milione di files dell’archivio dello studio, e ottenendo due mesi fa il rinvio a giudizio di Varisco per «accesso abusivo a sistema informatico» e «appropriazione indebita».

 

Nel fascicolo, però, era comparso un appunto di 36 pagine senza firma, data e timbro di deposito in Procura, apparentemente scritto in prima persona da Bellavia per spiegare al suo legale che i file «rubati» erano «ad altissima sensibilità» in relazione a 104 elencati nomi di personalità e 19 magistrati. [...]

 

Giangaetano Bellavia

Ieri sera Bellavia, in un comunicato di 8 pagine in cui non fa cenno all’interrogatorio, aggiunge un «giallo». Afferma di aver a febbraio 2025 «tempestivamente avvisato per le vie brevi la pm Silvia Bonardi a tutela del segreto istruttorio» di una sua indagine che stava nei dati rubati da Varisco, e poi il 10 giugno di averle «consegnato in via assolutamente riservata una sintesi sui documenti chiave della vicenda»: solo che, aggiunge in maniera enigmatica, «fra l’11 e il 17 giugno ignoti si sono appropriati» (in Procura? Nel suo studio?) «dei documenti riservati per la sola dottoressa Bonardi e li hanno inseriti selettivamente nel fascicolo già chiuso dal 3 giugno».

 

A quel punto «avvisai anche il pm Roberto Pellicano, molti documenti esfiltrati erano relativi a sua inchieste di particolare rilevanza».

 

luca barbareschi

Ora Bellavia giura che «non è mai esistito alcun dossier a favore di chicchessia», nega alcun trattamento dei dati «per finalità estranee agli incarichi professionali», e li definisce «solo normali archivi dell’attività professionale».

 

Fa l’esempio delle consulenze su Banca Arner, Cit, Moby, Dollfus; mentre nomi come l’attore Luca Barbareschi o l’imprenditore Flavio Briatore, il leghista Alberto Di Rubba o l’immobiliarista Manfredi Catella «non riguardano minimamente indagini, bensì inchieste di Report con documenti da fonti aperte trasmessimi da Report per l’esame in quanto necessari per le conseguenti interviste».

 

Invece negli anni «tutti i documenti consegnati in originale» dai magistrati — assicura — «sono stati di conseguenza restituiti nei modi e nei termini indicati dal pm» che di volta in volta procedeva. E, altro enigma, fa balenare di possedere «un audio» dove «il propalatore delle falsità alla stampa è individuato dalla sua stessa voce». [...]

 

CONSULENTE PM E REPORT BELLAVIA, 'CARTE RISERVATE INSERITE DA IGNOTI'

Gian Gaetano Bellavia

(ANSA) - MILANO, 18 FEB - Tra l'11 e il 17 giugno dello scorso anno "ignoti" si sarebbero "appropriati" dei "documenti riservati" che Gian Gaetano Bellavia aveva consegnato il 10 giugno a una pm della Dda di Milano, con cui stava lavorando come consulente.

 

Documenti relativi a quel maxi furto di dati del suo "archivio" che aveva subito e che contenevano anche l'ormai noto elenco con i nomi "risultati dalle relazioni di consulenza tecnica" del commercialista. Una volta sottratte, quelle carte sarebbero state inserite "selettivamente nel fascicolo" delle indagini chiuse il 3 giugno, in cui Bellavia è parte offesa, e da cui sono, poi, saltate fuori senza timbri di deposito.   

 

sigfrido ranucci report 5

E' questo il senso di uno dei passaggi di un lungo comunicato firmato da Bellavia, commercialista, consulente di pm e giudici e della trasmissione Report, di recente iscritto dalla Procura di Milano per un'ipotesi di violazione della legge sulla privacy per il caso di quell'archivio con più di un milione di file, che sarebbero stati copiati e portati via da un'ex collaboratrice, e di un cosiddetto "papello" con un elenco di nomi di imprenditori, politici e vip, che ha sollevato anche polemiche politiche.   

 

"Sia ben chiaro a tutti - scrive Bellavia - che non è mai esistito, non esiste e non potrà mai esistere alcun dossier (...) si tratta quindi solo di normali archivi dell'attività professionale e della proprietà intellettuale, anch'essa violata". Non c'è mai stata "alcuna attività di spionaggio, alcun intreccio, alcun mistero, alcun 'papello' ma solo un documento riservato per un Pm a tutela del segreto istruttorio". E nemmeno c'è stato, aggiunge, "alcun trattamento indebito di dati a supporto delle relazioni di consulenza tecnica svolte".   

 

Giangaetano Bellavia

Anzi, Bellavia sottolinea che, nonostante la "pacifica riservatezza del documento" che aveva consegnato alla pm della Dda Silvia Bonardi, e poi "inserito" nel fascicolo a carico di Valentina Varisco, "esso veniva divulgato in aperta violazione" dell'articolo 621 del codice penale, ossia la rivelazione del contenuto di documenti segreti.

 

In sei pagine Bellavia prima ricostruisce la maxi "esfiltrazione di dati" da parte dell'ex collaboratrice Varisco (a processo), poi spiega che quando si accorse che erano stati portati via anche file di un'indagine in corso della Dda avvertì la pm Bonardi, che lo invitò a denunciare. Cosa che fece "il 13 marzo 2025", col fascicolo che fu assegnato alla pm Biondolillo. Poi, si legge, ci fu una corrispondenza via mail tra lui e il suo avvocato dell'epoca sulla "delicata vicenda".

 

flavio briatore

E il commercialista il 10 giugno, "a tutela dell'indagine" della pm Bonardi e in via "assolutamente riservata" le consegnò carte con una sintesi "della vicenda" che lo preoccupava, comprese "considerazioni di scenario" tratte dai suoi colloqui via mail col difensore e quell'ormai noto elenco coi nomi.   

 

Per Bellavia, poi, "ignoti" presero quelle carte e le inserirono nel fascicolo dell'inchiesta appena chiusa a carico di Varisco, da cui sono saltate fuori. Su questi altri documenti "esfiltrati" il commercialista presentò il 14 novembre scorso un'altra denuncia e su questo fronte la Procura "chiedeva l'archiviazione". Il consulente ricostruisce che "i nomi indicati nell'elenco trasmesso via mail" al legale e "consegnato a mano in via assolutamente riservata" alla pm Bonardi "riguardano alcuni di quelli citati" nei suoi lavori di consulenza. E indica una per una le relazioni.

 

Mentre "i nominativi di Luca Barbareschi, Flavio Briatore, Manfredi Catella, Alberto Di Rubba, Giuseppe Graviano, Danilo Jervolino, Claudio Lotito e Massimo Ponzellini" non riguardano "minimamente indagini". Sono documenti da fonti aperte che Report gli trasmise per prepararsi alle interviste.   

 

Giangaetano Bellavia

Nelle conclusioni Bellavia ribadisce che non c'è mai stato "un trattamento dei dati per finalità estranee" ai suoi incarichi. Ai suoi danni, invece, si è messa in moto "un'attività" finalizzata a screditarlo. Bellavia parla di un "propalatore", di cui esiste "un audio" e che sarà "perseguito in tutte le competenti sedi giudiziarie". E conclude: "Questo soggetto si fa pure intervistare per pubblicare le immagini del documento riservato per il pm e mostra indignazione".