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È SLITTATA A DOMANI LA SENTENZA SUL CASO DELL’ESPULSIONE DALL’ITALIA DI ALMA SHALABAYEVA, MOGLIE DEL DISSIDENTE KAZAKO, MUKHTAR ABLYAZOV, AVVENUTO NEL 2013 - IL PROCURATORE GENERALE HA CHIESTO UN NUOVO PROCESSO DI APPELLO PER I CINQUE POLIZIOTTI COINVOLTI E HA DISTINTO L'OPERATO DEI VERTICI DELLA SQUADRA MOBILE DI ROMA DA QUELLO DELL'UFFICIO IMMIGRAZIONE, INTERVENUTI NELLA VICENDA – CHIESTO UN APPELLO TER PER L'EX CAPO DELLA MOBILE, RENATO CORTESE, E PER I FUNZIONARI LUCA ARMENI E FRANCESCO STAMPACCHIA, PER L'ACCUSA DI SEQUESTRO DI PERSONA DELLA FIGLIA DI ALMA SHALABAYEVA…
Estratto dell’articolo di Federico Genta per “la Stampa”
Slitta a domani la sentenza sul caso Shalabayeva. Lo hanno deciso i giudici di Cassazione che hanno comunicato che la lettura del dispositivo avverrà alle 15 di giovedì. E il pg della Suprema Corte ha chiesto un nuovo processo di appello per i cinque poliziotti coinvolti.
Roma, 29 maggio 2013. La polizia fa irruzione in una villa di Casal Palocco. Gli agenti della Squadra mobile cercano Mukhtar Ablyazov, banchiere kazaco oppositore del regime. Lui non c'è, ma viene fermata la moglie.
Alma Shalabayeva è con la figlia di sei anni. La donna viene accusata di possedere un passaporto falso. Nel giro di 48 ore vengono imbarcate su un volo che da Ciampino le condurrà in Kazakistan. [...]
Alla fine la svolta: quel passaporto è autentico. Di conseguenza anche il decreto di espulsione perde efficacia e il governo, il 12 luglio è costretto ad annullarlo. Si parla di forti pressioni, in quei giorni, da parte dei diplomatici kazaki in Italia.
Di fatto, Shalabayeva è stata riconsegnata – in tempi record – a quel regime da cui stava cercando di fuggire. Lei e la figlia riescono a lasciare il Paese d'origine e a tornare in Europa soltanto il 27 dicembre dello stesso anno, atterrata ancora una volta a Roma dopo una trattativa complessa guidata dall'allora ministra degli Esteri Emma Bonino.
Il sostituto procuratore Alessandro Cimmino, nella richiesta d'appello, ieri ha distinto l'operato degli allora vertici della Squadra mobile di Roma da quello dell'Ufficio immigrazione intervenuti nella vicenda del 2013.
In particolare il pg Alessandro Cimmino ha chiesto un appello ter per l'ex capo della Mobile, Renato Cortese, e per i funzionari Luca Armeni e Francesco Stampacchia solo per l'accusa di sequestro di persona della figlia di Alma Shalbayeva sostenendo che non è provato il dolo e non riconoscendo così il concorso.
Invece per l'ex responsabile dell'Immigrazione Maurizio Improta e per il funzionario di quell'ufficio Vincenzo Tramma, è stato sollecitato un nuovo appello limitatamente alle attenuanti generiche ritenendo invece sussistente il dolo legato al sequestro della minore. [...]
È l'ennesimo capitolo di un processo che pare infinito. In primo grado, nel 2020, il tribunale di Perugia condannò i poliziotti coinvolti per falso ideologico finalizzato al sequestro di persona. Due anni dopo, in Appello, la sentenza venne ribaltata: tutti assolti.
luca armeni
ALMA SHALABAYEVA TORNA A ROMA
Alma Shalabayeva e Mukhtar Ablyazov con la figlia
Nel 2023 la Suprema Corte annullò i provvedimenti e ordinò un nuovo processo. La sentenza di Appello bis è arrivata nel novembre 2025 con la conferma delle condanne per i cinque agenti.
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