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L’ACCADEMIA È IN TRANS – A OXFORD UN PROFESSORE DI BIOCHIMICA, MATT RATTLEY, SI PRESENTA A LEZIONE CON ENORMI PROTESI AL SENO, MINIGONNE, TACCHI E TRUCCO SGARGIANTE SOPRA LA LUNGA BARBA – DOCENTE AL PRESTIGIOSO ST HILDA’S COLLEGE, RATTLEY HA SCOSSO IL COMPASSATO (MA TURBO-WOKE) ATENEO BRITANNICO – IL SUO COMPORTAMENTO MANDA IN CORTOCIRCUITO STUDENTI E DOCENTI, CHE DA ANNI SI AUTO-IMPONGONO INCLUSIVITÀ A TUTTI I COSTI. QUALCUNO LA BUTTA SUL FEMMINISMO: “IL SUO COMPORTAMENTO LEDE LA DIGNITÀ DELLE DONNE”. QUALCUN ALTRO È PIÙ TRANCHANT: “È COME ESSERE COSTRETTI A GUARDARE UN PORNO”. E L'UNIVERSITÀ? DIFENDE L'INCLUSIVITÀ MA NON COMMENTA IL CASO (PER NON FARE SCIVOLONI)
Sintesi dell’articolo di Janet Murray e Nicholas Pyke per il “DailyMail”
All'Università di Oxford è scoppiata una polemica sull'abbigliamento di un docente di biochimica che si presenta agli appuntamenti accademici indossando vistose protesi al seno, abiti femminili e trucco. Al centro del caso c'è Matt Rattley, professore dello St Hilda's College, la cui presenza avrebbe provocato disagio tra alcune colleghe e studentesse, fino a spingere ex allievi dell'istituto a chiedere formalmente un intervento.
Come raccontano Janet Murray e Nicholas Pyke sul Daily Mail, il college avrebbe ricevuto almeno tre lettere di protesta, una delle quali inviata dal genitore di uno studente attualmente iscritto. Tra i firmatari di una delle lettere figurano tre ex studenti, compresa la psicologa clinica Lucy Johnstone, secondo i quali il comportamento del docente sarebbe lesivo della dignità femminile e potrebbe contribuire a creare un ambiente intimidatorio, ostile e umiliante.
Rattley, nominato docente non retribuito nel 2023, ha pubblicato frequentemente sui social fotografie che lo ritraggono con scollature molto pronunciate, protesi mammarie, rossetto e smalto. Il suo aspetto aveva già suscitato discussioni online, ma adesso la controversia è arrivata direttamente ai vertici dell'istituzione universitaria.
Una docente di Oxford, che ha partecipato ad alcune sessioni di formazione insieme a Rattley, ha raccontato al Mail on Sunday, chiedendo di rimanere anonima, di aver rinunciato a frequentare buona parte degli incontri perché turbata dalla sua presenza.
Durante una presentazione, seduta in prima fila, si sarebbe trovata a pochi centimetri dalle voluminose protesi del professore, senza sapere dove rivolgere lo sguardo. In un'altra occasione, durante un'ondata di caldo estiva, avrebbe visto Rattley seduto a gambe divaricate con una minigonna che lasciava intravedere la biancheria intima.
La donna sostiene di essersi sentita costretta ad accettare una situazione che giudicava inappropriata, anche perché gli altri partecipanti sembravano comportarsi come se nulla fosse. A suo avviso, contestare apertamente il docente avrebbe potuto comportare conseguenze professionali.
all souls college oxford university
«È come essere costretti a guardare un porno», ha dichiarato, sostenendo di aver percepito la situazione come una forma di molestia sessuale. Dopo uno degli incontri avrebbe anche scritto agli organizzatori, chiedendo quale sarebbe stata la loro reazione se una formatrice si fosse presentata indossando una protesi fallica.
Un'altra docente ha spiegato al giornale britannico che all'interno dell'università esisterebbe una forte riluttanza a criticare pubblicamente colleghi identificabili, per timore di conseguenze disciplinari o professionali.
Anche un'ex studentessa dello St Hilda's ha raccontato di essere rimasta profondamente turbata dall'abbigliamento di Rattley. Inizialmente aveva pensato che si trattasse di un travestimento occasionale, salvo poi scoprire che era il suo modo abituale di presentarsi. Non avrebbe comunque sporto denuncia, temendo che le sue obiezioni potessero essere interpretate come un'espressione di intolleranza.
La psicologa Lucy Johnstone, una delle firmatarie della protesta, ha precisato di non aver mai incontrato personalmente Rattley e di non poter quindi stabilire quali siano le motivazioni del suo comportamento. Ha però criticato la mancata reazione dell'istituzione, sostenendo che le donne potrebbero sentirsi scoraggiate dal denunciare situazioni percepite come offensive quando queste vengono presentate come manifestazioni di apertura mentale e progressismo.
Johnstone si è detta particolarmente delusa dal comportamento dello St Hilda's, un college nato con una particolare attenzione all'istruzione femminile, che a suo giudizio non starebbe garantendo adeguate tutele alle donne.
Sul caso è intervenuta anche Naomi Cunningham, avvocata specializzata in diritto del lavoro dello studio Outer Temple Chambers, secondo la quale il college potrebbe esporsi a conseguenze legali per aver tollerato una condotta che lei considera configurabile come molestia sessuale.
Si tratta, tuttavia, delle valutazioni espresse dai critici del docente: nell'articolo non vengono riferiti accertamenti giudiziari che abbiano stabilito l'esistenza di molestie.
L'università e il college hanno risposto con una dichiarazione congiunta, ribadendo il proprio impegno a garantire un ambiente inclusivo, nel quale tutti possano sentirsi rispettati e liberi di esprimere la propria identità. Hanno inoltre sottolineato che chiunque svolga attività didattica deve rispettare adeguati standard professionali e trattare gli studenti con rispetto.
Oxford ha però rifiutato di commentare la posizione individuale di Rattley, ricordando che studenti e personale possono utilizzare le procedure ufficiali per segnalare eventuali problemi.
Il docente, contattato dal Mail on Sunday per una replica, non ha risposto.
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