intelligenza artificiale lavoro

LA RIVOLUZIONE DELL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE È ANCORA LONTANA - L’USO DEI SOFTWARE DI "IA" INCONTRA ANCORA MOLTE RESISTENZE NEI LUOGHI DI LAVORO - CHATGPT, CLAUDE E GLI ALTRI MODELLI SONO SEMPRE PIÙ PRESENTI NEGLI UFFICI, MA SOLO IL 48,8% DEI LAVORATORI PENSA CHE FACCIA LORO RISPARMIARE TEMPO, E IL 41% È DISINTERESSATO ALL'ALGORITMO - PER L'INTERA ECONOMIA DELL'AREA EURO, AL MOMENTO, IL GUADAGNO DI EFFICIENZA COMPLESSIVO È DI SOLO IL 3,8%, E LA PRODUTTIVITÀ È CRESCIUTA DI 0,35 PUNTI PERCENTUALI...

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Estratto dall’articolo di Fabrizio Goria per “La Stampa”  

 

intelligenza artificiale e analisi dei dati biometrici

L'intelligenza artificiale ridisegna le logiche del lavoro. Tuttavia, l'impatto di questa rivoluzione svela un quadro in cui la ricerca dell'efficienza incontra resistenze strutturali. I dati della Banca centrale europea (Bce) scattano una fotografia inedita delle scrivanie continentali, che potrebbero essere più virtuose sul fronte dell'adozione dell'AI, a distanza di quattro anni dal primo ChatGPT di massa. 

 

Come sottolineano gli economisti di Francoforte in un'analisi di ieri, «l'uso dell'intelligenza artificiale sul lavoro è raddoppiato negli ultimi due anni e le persone segnalano un notevole risparmio di tempo».

 

Si profila un cambio di paradigma con numerosi ostacoli, poiché un sondaggio della Bce mostra che «i guadagni di produttività percepiti variano ampiamente e ci sono ancora barriere che impediscono a molti di adottare questa nuova tecnologia». In altre parole, si potrebbe fare di meglio.

 

INTELLIGENZA ARTIFICIALE - LAVORO IN BANCA

La penetrazione degli algoritmi traccia una curva ascendente capace di mutare la routine di milioni di lavoratori. Lo studio a cura di António Dias da Silva, Laura Lebastard e David Sondermann, basato su ventimila interviste mensili in undici nazioni, certifica una transizione massiccia, partendo dal presupposto che interrogarsi su «come l'AI influenzerà l'occupazione e la produttività» sia una priorità assoluta.

 

Il documento rivela una tendenza inarrestabile, sottolineando che «in soli due anni, la quota di lavoratori che usano l'AI sul lavoro è raddoppiata dal 26% degli intervistati nel 2024 al 41% nel 2025, raggiungendo il 52% nel 2026». Oggi una decisa «maggioranza dei lavoratori riferisce di usare l'AI per lavoro e, in media, la usano circa tre giorni a settimana».

Attivitaa svolte con AI e ore risparmiate grafico La Stampa

 

L'assimilazione segue faglie precise, con un divario scolastico evidente, visto che l'adozione «ha raggiunto il 61% tra le persone molto istruite, rispetto al 37% tra coloro con livelli di istruzione inferiori».

 

L'età rappresenta un discriminante netto, in quanto «i lavoratori più giovani hanno circa 20 punti percentuali in più di probabilità di usare l'AI rispetto ai loro colleghi più anziani». Gli esperti notano tuttavia un fenomeno di convergenza, poiché «una volta che i lavoratori aprono la porta all'AI, la integrano nelle loro routine a tassi molto simili». [...]

 

La prospettiva d'insieme, fotografata dalla Bce, ridimensiona l'entusiasmo iniziale di molti investitori. I tecnici specificano che «solo metà dei lavoratori ha riportato di usare e risparmiare tempo grazie all'AI (48,8%)» e di conseguenza, per l'intera economia, «il guadagno di efficienza complessivo è più vicino al 3,8 per cento».

 

intelligenza artificiale nel lavoro

Le ore recuperate diventano un beneficio tangibile, ricordano gli esperti, «solo se i lavoratori trasformano le ore liberate in produzione extra, piuttosto che usarle per attività meno direttamente produttive».

 

INTELLIGENZA ARTIFICIALE - LAVORO IN BANCA

Il risultato netto prevede «un aumento della produttività dell'AI di circa 0,35 punti percentuali all'anno in media per l'area euro».

 

Le mansioni fanno un'enorme differenza, visto che «generare o eseguire il debug del codice produce i guadagni maggiori, a quasi otto ore a settimana, sebbene solo circa l'8% dei lavoratori usi l'AI per questo scopo». Di contro, compiti molto frequenti come la scrittura e la ricerca generano risparmi ben inferiori, ricordano gli economisti.

 

intelligenza artificiale nel lavoro

L'accettazione della tecnologia muta in base al ruolo, delineando resistenze impreviste. I manager rappresentano la categoria con i tassi di adozione più elevati, poiché «usano di più l'AI, risparmiano più tempo nel farlo e in definitiva hanno la percezione più positiva della tecnologia».

 

Eppure il sentimento collettivo subisce un deterioramento, portando il testo a constatare che «la percentuale di lavoratori che la vedeva positivamente è scesa dal 43% al 41%». [...]

 

In questo quadro, restano intatte le barriere all'ingresso per molti. «Un terzo dei rispondenti non usa l'AI perché è irrilevante per le proprie mansioni attuali», mentre una quota sostanziale esprime apatia, con il «41% disinteressato a usare l'AI» e una sorprendente percentuale del «34% dei manager» in questa condizione di chiusura. [...]

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