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“ALL’ITALIA MANCANO 100MILA LAVORATORI” (PAGATELI DI PIÙ E ARRIVANO) - L’ALLARME DEL PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA, EMANUELE ORSINI: “SETTECENTOMILA PERSONE VANNO IN PENSIONE E 400MILA SONO I NEONATI. IL PROBLEMA DELLA NATALITÀ NON SARÀ SOLO ITALIANO MA EUROPEO”. GIUSTO, MENTRE UN PROBLEMA SOLO ITALIANO È QUELLO DEGLI STIPENDI DA FAME FERMI DA DECENNI: PERCHÉ GLI IMPRENDITORI NON COMINCIANO ALZANDO I SALARI? MAGARI TORNANO ANCHE I CERVELLI IN FUGA....
Estratto dell’articolo di Michele Chicco per “La Stampa”
EMANUELE ORSINI ALL INIZIATIVA Piano industriale per l'Italia e l'Europa di Forza Italia
All'appello mancano «già oggi» 100mila lavoratori per sostenere l'economia italiana. A lanciare l'allarme il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, che pone la questione demografica tra le priorità industriali del Paese, insieme al nodo energia: «Settecentomila persone vanno in pensione e 400mila sono i neonati: già oggi abbiamo bisogno di 100mila persone di forza lavoro in più. E il problema della natalità non sarà solo italiano, ma europeo», sottolinea il leader degli industriali.
«È per noi un tema fondamentale: abbiamo spinto tanto sul Piano Casa per attrarre le persone che hanno la necessità di spostarsi all'interno dell'Italia oppure - spiega - per chi viene dall'estero».
Orsini parla alla platea di imprenditori e politici chiamati a raccolta dal vicepremier Antonio Tajani che ha scelto Milano per lanciare il "Piano industriale per l'Italia e per l'Europa" di Forza Italia, un «growth deal» con «l'obiettivo immediato di arrestare il declino». Il presidente di Confindustria chiama in causa l'Unione europea: «Non è possibile che non abbia una proposta per l'industria. E non so se tanti commissari siano convinti di mettere al centro» le imprese.
«È giusto produrre meno Co2, ma non possiamo nemmeno pensare di distruggere la nostra manifattura», attacca Orsini. Per questo, dice, «serve un vero piano industriale per il Paese», che si focalizzi sull'energia: «ciò che interessa a un imprenditore è aver pagato a gennaio 142 euro al megawattora, mentre l'anno scorso costava 100».
Il nucleare di nuova generazione può aiutare a ridurre i costi per le aziende, Orsini ci scommette e offre al ministro Pichetto, seduto a pochi metri da lui, una soluzione per superare le resistenze di chi non vuole una centrale (seppur piccola) dietro casa: «Se avete problemi con i sindaci, noi ci candidiamo a mettere» i mini reattori nucleari «nelle nostre aziende», sottolinea il presidente di Confindustria che tuttavia si dice «consapevole» dei tempi: «Serviranno almeno 8 anni». […]
EMANUELE ORSINI ALL INIZIATIVA Piano industriale per l'Italia e l'Europa di Forza Italia
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