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L’ATTENTATO A CRACOVIA È BENZINA SUL FUOCO NELLO SCONTRO IN POLONIA TRA EUROPEISTI E SOVRANISTI – LA SPARATORIA AVVENUTA IERI, IN CUI IL 25ENNE MICHAL OKSINSKI HA APERTO IL FUOCO SULLA FOLLA, UCCIDENDO SEI PERSONE E FERENDONE 16, ARRIVA IN UN MOMENTO PARTICOLARMENTE CAOTICO PER IL PAESE – POCO PIÙ DI UNA SETTIMANA FA È SCOPPIATA UNA GRAVE CRISI TRA IL PREMIER TUSK E IL PRESIDENTE NAWROCKI, CHE SI SONO SCONTRATI DURAMENTE PER IL CONTROLLO DEL TRIBUNALE COSTITUZIONALE – SUBITO DOPO LA SPARATORIA, SONO PARTITE LE TEORIE DEL COMPLOTTO, TRA CHI PENSA CHE SIA UN’OPERAZIONE ARCHITETTATA DAL GOVERNO PER DISTOGLIERE L’ATTENZIONE DA QUELLO CHE L'OPPOSIZIONE CHIAMA “UN COLPO DI STATO” E CHI INVECE SOSTIENE CHE DIETRO CI SIANO GRUPPI DI ESTREMA DESTRA (COME QUELLI PER CUI “SIMPATIZZAVA” OKSINSKI”) CHE VOGLIONO…

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Estratto dell’articolo di Marco Bresolin per "La Stampa"

 

sparatoria a cracovia 8

Una sparatoria tra la folla nel centro turistico della città, con le vittime colpite a caso. […] Nella sua storia recente, la Polonia non aveva mai vissuto episodi simili. […] Fino a ieri.

 

L'attacco arriva in un momento decisamente particolare per il Paese, alle prese con una crisi politico-istituzionale che sta infiammando gli animi e che soltanto otto giorni fa ha visto la folla guidata dall'opposizione radunarsi fuori dalla Corte Costituzionale per contestarne la legittimità. Con il presidente della Repubblica, Karol Nawrocki, che si è fatto largo con forza tra la polizia e ha spintonato una giudice per entrare nell'edificio.

 

Nelle primissime ore dopo l'attacco di Cracovia […] sui social sono subito iniziate a circolare le prime teorie complottiste. Sono stati i russi. O forse gli islamisti. Poi si è scoperto che l'attentatore è un cittadino polacco. E allora è un militare dell'esercito.

 

Karol Nawrocki E Donald Tusk

È un'operazione architettata dal governo per distogliere l'attenzione da quello che l'opposizione chiama «un colpo di Stato». Macché, è l'estrema destra che vuole dimostrare il fallimento del governo Tusk sulla sicurezza. Tutte teorie ovviamente prive di fondamento, ma questo è il clima politico oggi in Polonia.

 

Patryk Jaki, esponente di spicco del PiS e co-presidente del gruppo dei Conservatori al Parlamento Ue, ha subito colto la palla al balzo per attaccare il governo: «Da più di una settimana manca la polizia nei luoghi più affollati perché è stata tutta dirottata a protezione della Corte Costituzionale». Inoltre «da tre anni i servizi responsabili della sicurezza si concentrano sulla persecuzione dell'opposizione e di conseguenza il riconoscimento delle minacce terroristiche passa in secondo piano».

 

II premier Donald Tusk ha lanciato «un accorato invito ai politici di ogni schieramento: non speculate su questa tragedia, chiariremo tutte le circostanze». Poco prima, il presidente della Repubblica Karol Nawrocki era intervenuto per dire di aspettarsi «una spiegazione completa da parte delle autorità competenti».

michal oksinski

 

Il capo del governo e quello dello Stato sono ai ferri corti. […] Martedì scorso entrambi erano seduti allo stesso tavolo per la riunione del Consiglio nazionale di sicurezza: durante la sessione trasmessa dalle tv, Nawrocki ha detto che la responsabilità degli «ordini illegali» dati alla polizia «ricade su una sola persona che è presente in questa stanza». Tusk ha risposto a modo suo, ridendogli in faccia.

 

L'attentato di Cracovia potrebbe ora rivelarsi uno spartiacque. Teoricamente, potrebbe favorire un senso di unità nazionale per ricomporre le fratture e facilitare una riconciliazione. Anche alla luce della minaccia russa che si fa sempre più forte. […] Oppure potrebbe alimentare ulteriormente lo scontro tra i due, anche in vista della marcia prevista per mercoledì prossimo.

 

sparatoria a cracovia 5

In occasione della giornata nazionale dell'Indipendenza, a Varsavia si terrà la tradizionale manifestazione in cui sono soliti sfilare i partiti di estrema destra e i gruppi neonazisti. Come quelli per cui «simpatizzava» Michal Oksinski, l'autore della strage di Cracovia. Il presidente della Repubblica ha annunciato che sarà in piazza e ha invitato il governo a frenare «l'abuso di potere», annunciando che avrebbe utilizzato tutte le sue prerogative per impedire qualsiasi tentativo di «rovesciare l'ordine costituzionale».

 

[…] La Polonia è il Paese europeo che più di tutti sta avanzando nel piano di riarmo: la spesa militare ha praticamente già raggiunto il 5% del Pil. Ma il fenomeno non riguarda solo l'esercito: nel 2025 sono stati rilasciati più di 50 mila porti d'armi ai cittadini e il numero di armi da fuoco regolarmente registrate in mano ai civili ha superato quota un milione.

 

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