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L’ERBA GRAMIGNA NON MUORE MAI: CHRISTA PIKE È SOPRAVVISSUTA A DUE INIEZIONI LETALI. LA DONNA È STATA PORTATA IN OSPEDALE - ERA STATA CONDANNATA A MORTE PER UN OMICIDIO COMMESSO QUANDO AVEVA 18 ANNI. L'ESECUZIONE, PREVISTA IN UN CARCERE DI NASHVILLE, IN TENNESSEE, ERA STATA RINVIATA PER DIVERSE ORE, POI ERA ARRIVATO IL VIA LIBERA DELLA CORTE SUPREMA. MA, NONOSTANTE LE DUE INIEZIONI, LA DONNA È SOPRAVVISSUTA - I LEGALI: “NON CONOSCIAMO LE SUE CONDIZIONI. FERMATE LA SUA CONDANNA A MORTE” - NON È LA PRIMA VOLTA CHE, QUEST'ANNO, IN TENNESSEE SI ASSISTE A UN TENTATIVO DI ESECUZIONE FALLITO (NON RIESCONO A PRENDERE LA VENA?)
Christa Pike, l'unica donna condannata a morte nel Tennessee, negli Usa, da 200 anni a questa parte, è sopravvissuta alle due dosi letali di pentobarbital somministrate durante l'esecuzione, secondo quanto riferito dai media presenti.
Le autorità del Tennessee non sono dunque riuscite a eseguire la condanna a morte della donna, riconosciuta colpevole di un omicidio commesso nel 1995, dopo averle somministrato due dosi del farmaco letale.
I legali di Pike hanno presentato un'istanza d'urgenza alla Corte Suprema degli Stati Uniti per bloccare e sospendere immediatamente l'esecuzione, sostenendo che la donna stesse subendo una «sofferenza inutile» in violazione del suo diritto a non essere sottoposta a pene crudeli.
Nelle ore precedenti, l'esecuzione tramite iniezione letale era stata sospesa per diverse ore in attesa che i tribunali si pronunciassero su un ricorso presentato all'ultimo minuto. La Corte Suprema degli Stati Uniti aveva però annullato la decisione di una corte d'appello che aveva bloccato l'iniezione letale appena un'ora prima del suo inizio previsto, e la procedura era stata così ri-programmata.
I rappresentanti dei media, che osservavano da una stanza separata, hanno riferito che alle 19:27 i funzionari hanno aperto le tende della camera della morte, mostrando Pike legata a una barella. Secondo gli avvocati della donna, le sono state somministrate due dosi di pentobarbital. Dopo le iniezioni, però, è rimasta cosciente a lungo e, a un certo punto, ha sollevato la testa chiedendo ai funzionari della prigione se fosse normale che il suo braccio desse quella sensazione. Non è stato chiaro a cosa si riferisse. In seguito, ha perso conoscenza ed è stata poi trasportata in ambulanza fuori dal carcere. «Non siamo stati informati sulle sue condizioni», fanno sapere i suoi legali in un comunicato.
«Non proviamo alcuna soddisfazione nell'aver avuto ragione, ma le preoccupazioni sollevate dalla signora Pike si sono rivelate fondate: difficoltà di accesso venoso, rottura delle vene, pentobarbital degradato, assenza di assistenza medica d'emergenza quando le cose inevitabilmente vanno storte; il tutto nell'ambito di un protocollo che rimane avvolto nel segreto», si legge nella nota.
(…)
Il caso Carruthers
Non è la prima volta quest'anno che in Tennessee si assiste a un tentativo di esecuzione fallito.
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