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L'ESERCITO DEI BAMBOCCIONI - IN ITALIA CI SONO 2,4 MILIONI DI UOMINI ADULTI CHE NON LAVORANO E NON CERCANO UN IMPIEGO. DI QUESTI QUASI 600 MILA SONO COMPRESI NELLA FASCIA DI ETA' 25-34 ANNI. 799 MILA I 35-54ENNI: IN PERCENTUALE, SONO INATTIVI IL 17,8% DEI 25-34ENNI E IL 25,3% DEI 55-64ENNI - SI TRATTA DEL PIÙ BASSO TASSO DI ATTIVITÀ TRA I PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - TRA I 2,4 MILIONI DI PERSONE, QUASI LA METÀ VIVE COI GENITORI, IL 62,7% HA UNA BASSA SCOLARIZZAZIONE E IL 17,3% AMMETTE DI INCASSARE DA ATTIVITÀ ILLEGALI...
(ANSA) - In Italia oltre 2 milioni e 400mila uomini adulti sono inattivi, non lavorano e non cercano lavoro. Di questi quasi 600mila sono 25-34enni e poco meno di 799mila 35-54enni. In percentuale si può affermare che sono inattivi il 17,8% dei 25-34enni e il 25,3% dei 55-64enni, ma anche l'8,2% dei 35-44enni e l'8,9 dei 45-54enni.
Si tratta del più basso tasso di attività tra i Paesi dell'Unione europea, emerso da un ampio studio transdisciplinare sugli uomini adulti inattivi, che sarà presentato domani all' Università Cattolica a Milano.
Lo studio, a cura di Laura Zanfrini, docente di Organizzazioni, persone, sostenibilità e cittadinanza d'impresa e direttrice del Centro di ricerca Welfare, work, enterprise, lifelong learning dell'ateneo, è stato condotto tra il 2023 e il 2025 con la collaborazione di circa trenta ricercatici e ricercatori.
La ricerca, pubblicata nel volume 'Imperfetti sconosciuti', ha portato alla luce un gruppo sociale ampiamente trascurato e invisibile dal punto di vista sociale e istituzionale perché considerato centrale e 'vincente' rispetto ai giovani e alle donne.
Lo studio ha messo in evidenza cinque profili di uomo adulto inattivo. Il primo riguarda gli inattivi caregiver. Quasi la metà vive coi genitori, gli altri in prevalenza in una famiglia 'tipica' e 6 su 10 percepiscono un assegno di accompagnamento. L'impegno di cura per loro è al contempo vincolo e risorsa identitaria.
Il secondo profilo è quello degli inabili al lavoro. In questo caso l'inattività è una condizione forzata (anche se circa 2 su 10 lavorano in modo irregolare) e in più di 6 casi su 10 hanno una bassa scolarizzazione (nel 62,7% dei casi).
Il terzo profilo corrisponde agli inattivi per scelta, archetipi di una società che scopre il valore del non-lavoro sottraendo ai sistemi produttivi un formidabile potenziale (12,3% del campione). Il quarto profilo è relativo agli stabilmente inattivi.
Per loro l'inattività è una condizione di lunga durata, fortemente legata al coinvolgimento nell'economia sommersa (55,9%) e il 17,3% ammette di trarre proventi da attività non del tutto legali. Il quinto profilo riguarda gli inattivi sfiduciati (33,9% del campione).
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