principe andrea arresto

SENZA VERGOGNA – L’EX PRINCIPE ANDREA, CHE NON È FINITO NEL TRITACARNE DELLA GIUSTIZIA SUL CASO EPSTEIN SOLO PER ESSERE IL FRATELLO DI RE CARLO, HA FORMALIZZATO DINANZI ALL'ALTA CORTE DI LONDRA UN RICORSO LEGALE IN CUI CONTESTA LA LEGITTIMITÀ DEL FERMO DI CIRCA 24 ORE E DELLA PERQUISIZIONE SUBITA A FEBBRAIO DALLA POLIZIA BRITANNICA CHE INDAGA SULLE SUE NOTORIE FREQUENTAZIONI CON IL PEDOFILO AMERICANO – IL FIGLIO PREFERITO DELLA REGINA ELISABETTA, CHE FAREBBE BENE A VOLARE BASSO, È SOTTO INDAGINE, MA NESSUNO, NÉ NEGLI STATI UNITI NÉ NEL REGNO UNITO, SI È RISCHIATO DI PORTARLO IN TRIBUNALE...

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LA PRIMA FOTO DEL PRINCIPE ANDREA DOPO L ARRESTO

(ANSA) - L'ex principe Andrea ha formalizzato dinanzi all'Alta Corte di Londra un ricorso legale in cui contesta la legittimità del fermo di circa 24 ore e della perquisizione subito a febbraio, nel giorno del suo 66esimo compleanno, dalla polizia britannica della Thames Valley che indaga sulle sue notorie frequentazioni del passato con il defunto faccendiere pedofilo americano Jeffrey Epstein. Lo riportano i media.   

 

Il ricorso - presentato dai suoi avvocati difensori - sarà discusso prossimamente nel merito, dopo essere stato ammesso al vaglio dei giudici. Il terzogenito della regina Elisabetta II e fratello minore di re Carlo III resta intanto sotto indagine.

 

jeffrey epstein con il principe andrea e peter mandelson in accappatoio

Egli ha sempre negato ogni illecito, ma è stato comunque privato di tutti i titoli reali in seguito al riemergere dello scandalo Epstein, emarginato in una residenza 'privata' fuori Londra e ridotto al rango di comune cittadino con il solo appellativo di Andrew Mountbatten-Windsor.

 

La formalizzazione del ricorso, anticipata dal Telegraph, è stato confermata in queste ore dalla Thames Valley Police, il dipartimento di polizia impegnato in una delle indagini dei filoni britannici del caso Epstein. Una prima udienza, a porte chiuse, dinanzi a un giudice dell'Alta Corte è attesa per lunedì.       

 

Gli avvocati dell'ex principe Andrea contestano la legittimità giuridica dell'operato del comandante della stessa Thames Valley Police e della Central Criminal Court che a febbraio autorizzò il fermo di polizia Mountbatten-Windsor, suggellate da un'immagine rubata dei media dell'espressione facciale sconvolta del fratello del re, e le perquisizioni di due sue residenze: andate avanti per alcuni giorni.

 

Quell'arresto, durato una giornata prima del rilascio, ha rappresentato un'umiliazione senza precedenti per un membro della famiglia reale negli ultimi secoli. Così come rappresenta un inedito la contestazione da parte di una figura di questo rango della monarchia contro un atto legale nei suoi confronti: almeno a partire dal '600, quando re Carlo I, della dinastia Stuart, cercò vanamente di opporsi al mandato di cattura emesso nei suoi confronti al tempo della Rivoluzione guidata da Oliver Cromowell: mandato destinato allora a sfociare nella sua condanna a morte per decapitazione.       

 

L'ex duca di York resta al momento indagato per cattiva condotta nell'esercizio di un ufficio pubblico, a causa di alcune mail rese note negli Usa da cui emergono sue condivisioni d'informazioni riservate con Epstein e altri businessmen, raccolte durante missioni internazionali condotte in particolare in Asia in veste di emissario e testimonial commerciale del governo britannico fra il 2001 e il 2011. Mentre gli investigatori non hanno escluso, ma neppure per ora formalizzato, la riapertura di dossier paralleli su sospetti di reati sessuali a carico del "figlio prediletto" della scomparsa regina Elisabetta.      

 

Accuse che Andrea ha sempre respinto. E che peraltro, secondo alcuni giornali, potrebbero non giungere fino al rinvio a giudizio a causa del rifiuto del dipartimento di Giustizia dell'amministrazione Trump di trasmettere alle autorità del Regno Unito versioni non censurate da omissis dei documenti e delle email sospette. Cosa che potrebbe proteggere dall'incriminazione finale anche l'ex ambasciatore negli Usa, ex commissario Ue, ex eminenza grigia del New Labour di Tony Blair ed ex ministro laburista Peter Mandelson: a sua volta fermato temporaneamente nei mesi scorsi dalla polizia britannica e tuttora indagato per presunta cattiva condotta nell'esercizio di uffici pubblici nell'ambito dello scandalo sui noti suoi legami con Epstein. Scandalo che alla fine ha contribuito alla caduta dell'ex premier Keir Starmer.

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