aggressione rissa

“MAROCCHINI DI MERDA, SIAMO IN ITALIA. VI TAGLIAMO LA TESTA” – L’INCUBO VISSUTO DA UNA FAMIGLIA MAGHREBINA RESIDENTE A TORINO, VITTIMA DI MINACCE DI MORTE, AGGRESSIONI E INTIMIDAZIONI DA PARTE DI UN VICINO DI CASA, UN ITALIANO DI 53 ANNI, E DI UN GRUPPO DI SUOI COMPLICI – TRA GLI EPISODI DENUNCIATI, AUTO  DANNEGGIATE, TENDE INCENDIATE E UN’AGGRESSIONE IN CUI IL PADRE (MALATO, COSI’ COME LA MADRE) HA PERSO TRE DENTI – IL RACCONTO DEL FIGLIO: “HA MINACCIATO DI BRUCIARE MIA MADRE. APPENA CI SIAMO TRASFERITI GRIDAVA, E TUTTORA GRIDA: 'MAROCCHINI DI MERDA, FATE SCHIFO, SCENDETE CHE VI AMMAZZO. VI STERMINO, FIGLI DI PUTTANA'...” – IL GIUDICE HA IMPOSTO AL VICINO IL DIVIETO DI AVVICINAMENTO CON BRACCIALETTO ELETTRONICO…

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Estratto dell’articolo di Elisa Sola per “la Stampa”

 

aggressione 1

L'apice della violenza, perlomeno in termini numerici, lo racconta l'anziano padre di famiglia, malato oncologico e, come la moglie, dichiarato invalido al 75 per cento: «Era il 25 febbraio.

 

Sentiamo suonare al citofono. Ci affacciamo. Per strada ci sono 15 persone. Uno alza la testa e grida: "Marocchini di merda, siamo in Italia. Comandiamo noi. Scendi che ti tagliamo la testa. Questa è la tua ultima serata, devi lasciare in pace mio zio».

 

Il branco non si disperde quando qualcuno chiama il 112. Alcuni restano. Cercano di spaccare la macchina di una famiglia provata da prevaricazioni quasi quotidiane. Le volanti della polizia ne fermano quattro. Ma loro, quasi in manette, continuano a urlare: «Vi bruciamo vivi».

 

Per otto anni una madre e un padre malati, e il loro figlio, sono stati minacciati di morte, aggrediti e vessati in più modi dal vicino di casa o dal branco di cui si è servito per organizzare spedizioni punitive. «Ce l'hanno con noi perché siamo marocchini».

 

paura dei vicini

[…] Le «persecuzioni condominiali», secondo pm e gip, si sono «protratte per un tempo considerevole e si sono aggravate nel tempo».

 

E sono talmente gravi da avere spinto il gip - su richiesta della procura guidata da Giovanni Bombardieri - a emettere nei confronti dell'indagato, un italiano di 53 anni, la misura del divieto di avvicinamento con obbligo di braccialetto elettronico.

 

[…] Decine di esposti, anche al Comune, immagini riprese dalle videocamere, testimonianze, l'inchiesta a carico dell'italiano, sposato e con un figlio, ricostruisce l'escalation di una serie di violenze che inizia quando la sua famiglia si trasferisce nella palazzina dove le vittime vivono da 26 anni.

 

Racconta il figlio, una delle tre parti offese nel procedimento: «Appena si sono trasferiti quell'uomo ha incendiato la tenda del nostro balcone. Poi ha rotto tre denti a mio padre. Ha minacciato di bruciare mia madre. Da subito gridava, e tuttora grida: "Marocchini di merda, fate schifo, scendete che vi ammazzo».

aggressione 3

 

Vasi da fiori lanciati contro la porta, pneumatici bucati. Urla di giorno e anche di notte. «Una sera è andato avanti fino alle cinque e mezza del mattino. Gridava: "Vi stermino, figli di puttana».

 

L'ennesima aggressione è vista da molti condomini l'8 settembre, il giorno in cui l'uomo viene arrestato. Dai verbali: «Brandisce una bottiglia spezzata e un'asta di ferro lunga un metro. Porta la bottiglia al collo mimando il gesto di tagliare la gola, sino a provare di tentare di colpirlo». […]

 

Il movente dell'odio non è solo il razzismo. Il figlio della famiglia marocchina diventa vittima per il suo coraggio. Qualche anno fa era stato l'unico ad avere la forza di diventare «referente di scala». Non un compito qualunque in uno stabile qualunque. Una vera e propria missione per una comunità esposta da anni a prevaricazioni.

 

«Gli ex referenti di scala si sono tutti dimessi - scrivevano gli inquilini in un comunicato del 2020 - per paura di manifestazioni violente e verbali». […]

 

LITE CONDOMINIALE

Ad agosto un incappucciato fa esplodere uno pneumatico dell'auto della famiglia vessata. «È stato uno scoppio forte - ricorda la madre - era la seconda volta che capitava. La prima ci avevano tagliato le gomme. Quell'uomo non accetta che mio figlio sia rappresentante di scala. Dice: "Io non voglio essere comandato da un marocchino". Ci minaccia ogni giorno». Il figlio ora teme, soprattutto, per la sua salute: «Mamma vive nel terrore. È costretta a prendere lo Xanax. Ha attacchi di panico.

 

Non esce più da sola». Con spranghe o bottiglie in mano, gli agguati denunciati sono decine. «Scendi che sono sotto». «Portatemi alle Vallette perché oggi lo ammazzo». […]

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