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LA “MELA” È CADUTA LONTANA DALL’ALBERO – L’IPOD, IL PRODOTTO CHE HA TRASFORMATO APPLE IN UN COLOSSO GLOBALE, COMPIE 25 ANNI – IL LETTORE DI MUSICA DIGITALE DELL’AZIENDA DI CUPERTINO FU LANCIATO NELL’AUTUNNO 2001, HA TRASFORMATO IL MODO DI ASCOLTARE LA MUSICA E PERMESSO DI PORTARE OLTRE MILLE CANZONI IN TASCA – L’IPOD RAGGIUNSE IL MASSIMO SUCCESSO NEL 2006, QUANDO GENERAVA IL 40% DEL FATTURATO APPLE, MA FU PRESTO CANNIBALIZZATO DALL’IPHONE, LANCIATO NEL 2007. COSI’ LA “MELA” SMISE DI VENDERLO NEL 2022... – VIDEO
Gabriele Romagnoli per “la Repubblica”
Era l'autunno del 2001, la cenere del cratere al fondo di Manhattan non si era raffreddata, l'interruttore della paura era ancora acceso sul rosso quando un giovane uomo scese i gradini della metropolitana a Union Squadre quasi danzando. L'unico ragazzo felice a New York aveva in tasca mille canzoni. Mentre aspettava il treno estrasse un oggetto sottile, bianco, luminoso, collegato alle orecchie da fili e cuffiette. […]
Per molti quell'aggeggio era un mistero, […] Per altri, destinatari del marketing di una rivoluzione annunciata, era il nitido oggetto del desiderio. Si trattava del primo iPod sfilato sotto i nostri sguardi e quel ragazzo sconosciuto era il più riuscito testimonial della campagna Apple.
Un conto era stato vedere l'oscuro Steve Jobs promettere una nuova meraviglia a pagamento, un altro vederla dal vivo, nei jeans e nelle orecchie di un nostro simile che rievocava la colonna sonora della sua vita. […] Entro sera almeno un terzo dei passeggeri della linea 4 l'avrebbero comprato.
Venticinque anni più tardi l'iPod non viene più venduto (dal 10 maggio 2022). Qualcuno l'ha seppellito in giardino. […] Qualcun altro l'ha fatto riconfigurare per tempo, ovviando al difetto della sua obsolescenza e ogni tanto lo porta in giro, suscitando la curiosità delle generazioni successive e la nostalgia di quelle coeve, indotte a constatare come si diventi vintage nel volgere di un quarto di secolo appena.
[…] L'ingegnere Anthony Michael Faddell ideò il dispositivo con disco fisso capace di immagazzinare musica e lo propose, prima che alla Apple, a un altro colosso informatico, dove in troppi tentarono di partecipare al concepimento, spingendolo ad andarsene. Il copy Vinnie Chieco coniò il nome, ispirandosi alla fantascienza: «Il Macintosh era l'astronave madre, l'iPod la capsula che se ne staccava».
Steve Jobs portò a ebollizione, mescolò e servì in tavola, avendo capito cosa mancasse nel menù dell'epoca: «La musica è parte della vita di ognuno, un mercato senza confini che non è stato sfruttato a dovere: noi crediamo di avere trovato la ricetta ideale per farlo». Poca poesia, tanta intuizione.
La prima collezione personale proposta dalla rivoluzione digitale non riguardò libri, foto, video. Invece: musica, canzoni. L'unico prodotto personale eppur condivisibile con chiunque. […]Mille canzoni sono la nostra vita perché sprigionano ricordi in scala 1:1, molto più vivi di un'immagine; riportano un tempo, chiudi gli occhi e ci sei. Dentro un iPod il passato non moriva mai e il presente entrava per restare. […]
Di solito era la tecnologia ad adeguarsi al progresso dell'umanità, a soddisfarne i bisogni. Ci portava più lontano e più velocemente. Ci faceva vivere più a lungo e in modo più sicuro. Poi, con un rovesciamento dei ruoli, è stata la tecnologia a indicarci il percorso: contenere di più in meno spazio.
Apple ha progressivamente ridimensionato lo schermo del computer, lo ha ridotto a tablet, ha infilato mille canzoni in un guscio, poi ha preso tutto questo e l'ha fatto entrare in un unico oggetto, l'iPhone. Memorie immense in spazi minimi, memorie che bastano a sé stesse: i dati che contengono sostituiscono elenchi telefonici, enciclopedie, stradari, guide, raccolte di dischi, videoteche. L'indicazione è chiarissima. Altrettanto la controindicazione.
Quando Steve Jobs nel 2005 annunciò "One more thing!", una cosa in più, anche le immagini dentro la scatola magica, ne decretò l'inizio della fine. Come il video ha ucciso le stelle della radio, così l'iPhone con l'iPod. Picco di vendite nel 2006, quando rappresentava il 40% del fatturato Apple. Appena l'1% tre anni più tardi: nel 2007 era uscito il fratello ingordo e cannibale, capace di ingerire tutto. Poi lo stop, quattro anni fa, con un comunicato che assicurava: la musica continua. La rivoluzione, non proprio. […]
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