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L’UMANO, L’ESSERE PIÙ MOSTRUOSO CHE ESISTA – MASSIMO RECALCATI SPIEGA COME LE TRAGEDIE DEL XX SECOLO SIANO LO SPECCHIO DEL MALE DI CUI SIAMO CAPACI: "LA VIOLENZA PIÙ TERRIBILE È QUELLA DELL'UOMO ANIMATA DALLA TENTAZIONE DI FORZARE IL SENSO DEL LIMITE. IL MOSTRUOSO NON È IL CAOS CHE SFIDA L'ORDINE, MA UNA PIEGA TRAGICA CHE L'ORDINE PUÒ ASSUMERE QUANDO SMARRISCE LA SUA DIMENSIONE UMANAMENTE FINITA. COME LA CONFERENZA DI WANNSEE, IN CUI GERARCHI NAZISTI APPROVARONO LA "SOLUZIONE FINALE"..."

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Estratto dell’articolo di Massimo Recalcati per “la Repubblica”

 

tortura

Nella sua Etica Nicomachea Aristotele traccia una linea netta che separa irreversibilmente l'umano dal mostruoso. Mentre l'umano sarebbe orientato dalla ragione a essere virtuoso, il mostruoso, al contrario, non conoscerebbe né ragione, né virtù. La terribile lezione di Freud rompe traumaticamente l'incantesimo di Aristotele, rivelando che il mostruoso non è affatto esterno all'umano ma lo riguarda intimamente. Esso non scaturisce, come pensava invece Aristotele, dalla animalizzazione dell'umano, ma ne rappresenta la sua espressione più significativa.

caino e abele

 

Con l'aggiunta che il mostruoso [...] Non sempre ha il volto della follia, della ferocia incontenibile o della passione distruttiva [...] può avere anche il volto rassicurante dell'impiegato, del funzionario, dell'uomo che torna a casa dopo il lavoro, del padre di famiglia.

 

[...] Heidegger si sofferma sulla celeberrima definizione dell'uomo come il "più inquietante" degli esseri: «di molte specie è l'inquietante, ma nulla c'è di più inquietante dell'uomo». Non esisterebbe insomma nessun essere «più terribile» («più potente» e «più straordinario») dell'uomo.

 

Heidegger traduce l'inquietante sofocleo con il "perturbante", o meglio, lo "spaesante": l'uomo costruisce la propria casa, edifica città, genera cultura, determina confini, attraversa i mari, coltiva la terra, cattura gli animali, istituisce leggi, domina la natura.

otto dix la guerra

 

La sua tecnica rivela una volontà di potenza che rovescia costantemente il familiare nel suo contrario. Il mostruoso non è, dunque, l'uomo moralmente cattivo [...] ma definisce l'umano in quanto tale. La violenza più terribile [...] è quella [...] dell'uomo animata dalla tentazione di impadronirsi del mondo, di forzare il senso del limite, di oltrepassare impunemente i confini del famigliare.

 

Per questo, forse, Freud arrivò a definire l'umano come una corsa rovinosa verso la propria distruzione. Essere uomini non significa solo essere destinati alla morte, ma avere il potere di seminare la morte, di decretare sadicamente quella degli altri e di coltivare masochisticamente la propria.

 

carlo levi campo di concentramento

In questo senso l'uomo sarebbe il mostro più mostruoso. Non a caso per Freud la pulsione più fondamentale che definisce l'umano è la pulsione di morte. L'uomo non è una creatura mostruosa accanto ad altre creature normali, ma è il solo animale che porta con sé la tentazione mostruosa del dominio.

 

Mi limito qui ad evocare due raffigurazioni del mostruoso, solo apparentemente diverse. La prima è quella della nota conferenza di Wannsee svoltasi nel gennaio del 1942, nella quale i gerarchi nazisti approvarono la cosiddetta "soluzione finale" della questione ebraica. La seconda è il racconto cinematografico del Salò di Pasolini, uscito nelle sale nel 1976.

 

salo pier paolo pasolini

A Wannsee l'uomo si rivela il "più inquietante" perché subordina la propria capacità di organizzare, classificare, amministrare, calcolare all'esercizio di una violenza mostruosa. [...] I numeri prendono il posto dei corpi e dei volti; il linguaggio, anziché nominare il carattere mostruoso di quello che stava accadendo, diventa lo strumento più subdolo attraverso il quale l'orrore di quella realtà può essere cancellato. Nell'efficienza anonima del dispositivo burocratico s'impone l'esistenza paradossale di un mostruoso senza mostro.

 

Nel Salò di Pasolini in primo piano è invece il dominio sadico del potere che si esercita sul corpo di giovani inermi con la finalità perversa di trasformarli in puri mezzi di godimento. Se Wannsee rappresenta la burocratizzazione del mostruoso, Salò ne realizza invece la sua aperta esibizione.

 

Se il vero scandalo di Wannsee non è soltanto che degli uomini abbiano progettato uno sterminio, ma che lo abbiano potuto fare dentro una forma ordinaria di socialità, quello di Salò non è soltanto che degli uomini abbiano torturato altri uomini solo per il loro godimento, ma che abbiano fatto di questo godimento arbitrario la sola forma possibile della Legge.

Distruzione a Gaza

 

[...] Il mostruoso non è il caos che sfida l'ordine, ma una piega tragica che l'ordine può elettivamente assumere quando smarrisce la sua dimensione umanamente finita.

Prigionieri fotografati dopo la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz rembrandt, l’accecamento di sansonecaino e abele 1aligi sassu, guerra civile (i martiri di piazzale loreto)temporali a gaza 19temporali a gaza 17ADOLF HITLERtortura 1