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"LA PROF MI AVEVA DATO DUE DEBITI IN ITALIANO E STORIA, LA ODIAVO. HO COMPRATO I COLTELLI ONLINE CON LA CARTA DEI MIEI GENITORI" - LO DICE IL 13ENNE CHE, IERI ALLA PERIFERIA DI ROMA, HA ACCOLTELLATO LA DOCENTE 66ENNE ISABELLA MARSILIO, DIMESSA DALL'OSPEDALE IN BUONE CONDIZIONI - A SALVARE LA DONNA È STATO UN ALTRO RAGAZZINO, UN GIOVANE CONGOLESE CHE VIVE IN UNA CASA FAMIGLIA CHE HA STRAPPATO ALL'AGGRESSORE IL COLTELLO DA SUB DI 20 CENTIMETRI (MA LA PROF, CHE E' VANNACCIANA, DICE: "RESTO A FAVORE DELLA REMIGRAZIONE") - IL 13ENNE AVEVA IN TESTA UN ELMETTO CON LO SMARTPHONE INCASTRATO SULLA VISIERA, CON LO SCOPO DI RIPRENDERE LA SCENA - SECONDO I CARABINIERI, IL RAGAZZINO AVREBBE FATTO PARTIRE UNA VIDEOCHIAMATA CON CINQUE PERSONE ISCRITTE CON LUI SU UNA CHAT SU TELEGRAM, CHE POTREBBERO AVER REGISTRATO I MOMENTI IN CUI HA SFERRATO LE COLTELLATE E CHE, NEI GIORNI PRECEDENTI ALL'AGGRESSIONE, POTREBBERO AVERLO ISTIGATO A...
1 - IL RAGAZZINO E L’ASSALTO IN VIDEOCHAT SU TELEGRAM L’IPOTESI CHE SIA STATO ISTIGATO CACCIA A CINQUE PERSONE
Estratto dell'articolo di R.Fr. per il "Corriere della Sera"
STUDENTE CHE ACCOLTELLA LA PROFESSORESSA
Dietro al suo profilo su TikTok c’era uno smanettone che da qualche tempo, come raccontano i genitori, guardava in continuazione video violenti su YouTube. Uno smanettone di 13 anni con un’acerba passione per la boxe, un passato da allievo karateka e da buon nuotatore.
Uno sportivo e «un bravo ragazzo — come lo descrivono le ex compagne di scuola di un anno più grandi alla «Verga» di Centocelle —. Il suo problema è che faceva un po’ di casino a scuola, soprattutto con i maschi. Prendeva un sacco di note».
Prima ancora che i carabinieri potessero acquisire qualche informazione, TikTok ha chiuso la pagina sulla quale lui o chi per lui, nella notte precedente il ferimento della prof Isabella Marsilio, ha postato l’inizio di un conto alla rovescia per l’aggressione.
scuola istituto giovanni verga roma
Poi, ieri mattina, si è collegato in diretta telefonica, in una chat su Telegram con soli cinque partecipanti per riprendere quanto stava per fare: il pubblico era composto solo da loro, forse anche qualcuno maggiorenne, che a oggi hanno solo un nickname ma che vengono ricercati perché c’è la concreta ipotesi che possano aver istigato il minorenne ad agire sfruttando la sua rabbia manifestata sui social, dei quali il ragazzino è un assiduo frequentatore, inducendolo a colpire e a renderli partecipi.
Non a caso il minore è un appassionato di video pubblicati sulla True Crime Community (Tcc), gruppo internazionale composto da fan della violenza in live oltre che fanatici di storie di criminali. La concomitanza della prima verifica a scuola — che sarebbe stata seguita lunedì dalla seconda per capire se avesse davvero colmato quelle lacune nello studio — è la conferma per chi indaga che il 13enne avesse pianificato la vendetta, postando sul suo profilo TikTok un contenuto con la scritta «-5 hours» alle 3.33 di venerdì notte. [...]
scuola istituto giovanni verga roma
E per metterla in atto il ragazzino si è travestito da commando, come quelli delle stragi nelle scuole americane. Basta questo a fornire un quadro inquietante della psicologia del tredicenne, ora ricoverato in osservazione al Policlinico Umberto I. Accanto a lui, nel reparto di Pediatria, c’è la madre. [...]
Alcuni aspetti del suo carattere erano già emersi nel corso dell’ultimo anno scolastico: problemi di rendimento accompagnati da scatti d’ira e atteggiamenti di superiorità che in otto anni di frequenza nello stesso istituto non si erano mai visti. Figlio unico di un dipendente comunale e, ironia del destino, di un’insegnante, il 13enne non sembra fosse seguito da uno specialista sebbene ai genitori fosse stato prospettato che qualcosa non stava andando per il verso giusto.
2 - PROFESSORESSA ACCOLTELLATA A SCUOLA A ROMA, IL 13ENNE CONFESSA: «MI AVEVA DATO DUE DEBITI, LA ODIAVO. HO COMPRATO I COLTELLI ONLINE CON LA CARTA DEI MIEI»
Estratto dell'articolo di Rinaldo Frignani per il "Corriere della Sera"
Figlio della maestra isabella marsilio
All’inizio della terza ora l’urlo di una bidella risuona in tutta la scuola. Prof e assistenti corrono nell’aula di terza media della scuola «Giovanni Verga» di Centocelle, a Roma: a terra c’è l’insegnante d’italiano, Isabella Marsilio, 66 anni. Vicino a lei uno dei suoi alunni, M.V., di soli 13 anni:
un suo compagno di classe, un giovane congolese che vive in una casa famiglia, gli ha appena strappato dalle mani un pugnale da sub con la lama da 20 centimetri con il quale si era avventato contro la docente, ma l’aggressore ne ha un altro infilato nella cinta dei pantaloni pronto all’uso.
scuola istituto giovanni verga roma
In testa un elmetto da softair con lo smartphone incastrato sulla visiera e sul volto occhiali da tiro trasparenti. È pallido, non dice una parola. Più tardi, in caserma, fra le lacrime ammetterà: «La odiavo, volevo punirla perché sono arrivato in terza media con due debiti in italiano e storia». Non c'è un solo movente
È il movente che descrive a fatica quando viene sentito dai carabinieri della compagnia Casilina, ma dietro ci potrebbe essere altro: un’istigazione social portata avanti per mesi sfruttando la rabbia del minorenne per quei brutti voti che considerava una punizione troppo dura.
Gli investigatori dell’Arma cercano conferme al fatto che poco prima dell’aggressione il 13enne abbia attivato una videochiamata con cinque soggetti iscritti con lui su una chat su Telegram che potrebbero aver registrato i momenti in cui ha sferrato le coltellate, dopo aver spruzzato spray urticante sul volto della prof colta di sorpresa. Quindi il suo alunno, che si era cambiato in bagno pronto a entrare in azione, l’ha afferrata alle spalle con il braccio sinistro e col destro ha cominciato a sferrare fendenti potenzialmente fatali. [...]
Dopo il ferimento, nella scuola tutti gli alunni sono stati tenuti in classe fino al consueto orario di uscita, con l’istituto presidiato dai carabinieri. Ma tantissimi genitori, allertati via chat, sono accorsi fuori dai cancelli e sono stati informati di quanto accaduto. Mentre un pool di investigatori esaminava l’aula del tentato omicidio, altri prendevano in consegna il 13enne che con i genitori è stato portato in caserma.
Il padre e la madre erano sconvolti. Il loro unico figlio non è imputabile ma sarà interrogato presto dai pm minorili. Intanto è stato ricoverato sotto choc in Pediatria al Policlinico Umberto I. Sequestrato il telefonino. «Pugnali, casco e occhiali li ho acquistati su Internet con la carta di credito dei miei», ha ammesso il minorenne. Ma anche su questo aspetto sono in corso accertamenti. [...]
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