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“VOLEVO RUBARE DEI QUADRI CHE SI TROVAVANO A CA’ DARIO, MA FUI BLOCCATO. FORSE È STATO MEGLIO COSÌ” – IL “LADRO GENTILUOMO” VINCENZO PIPINO, UNO DEI “LUPIN” PIÙ FAMOSI D’EUROPA, PARLA DEL COLPO MANCATO NELLA “CASA MALEDETTA” DI VENEZIA: “PENSAVO CHE PORTASSE BENE RUBARE IN UN POSTO DEL GENERE. L'ULTIMO A COMPRARLO FU RAUL GARDINI, UN MILIARDARIO CHE RUBAVA ALLA GENTE COME UN PAZZO. IO QUELLO SÌ CHE L'HO CASTIGATO… RUBARE AI RICCHI NON È PECCATO. SE RUBAVANO ALLA GENTE, ALLORA A DERUBARE LORO ANDAVO IO” – “UNA VOLTA ADAVANTI AL CORTILE HO VISTO DEI…”

Estratto dell’articolo di Giulia Boero per “la Repubblica”
Ladro filosofo, ladro gentiluomo. Un elenco di epiteti così ampio da rendere Vincenzo Pipino uno dei personaggi, dei ladri appunto, più famosi d'Europa. Classe 1943, per tutta la vita — quando non dietro le sbarre — Pipino ha rubato opere d'arte e gioielli d'autore. Ma sempre e solo nelle palazzine dei sióri veneziani o nelle gallerie d'arte. E soprattutto, senza armi e senza violenza. «Quella è roba da delinquenti» dice sempre. […]
Stuzzicato sulla storia di Ca' Dario, ammette un tentativo di irruzione fallito: «Pensavo fosse un colpo facile, soprattutto dopo la morte del conte negli anni ‘70. Ma una volta lì, non sono entrato».
Perché un furto a Ca' Dario?
«Mi chiamò un amico antiquario da Roma. Uno di quelli a cui vendevo i pezzi che trovavo. Mi disse che a Ca' Dario c'erano cinque o sei dipinti non registrati. E quindi che, se fossimo riusciti a portarli via, ci sarebbe stato da guadagnare. Siamo andati a vedere, ma una volta davanti al cortile con la faccia tra le sbarre abbiamo visto due poliziotti di guardia che mi conoscevano. Era mezzanotte e abbiamo deciso che non saremmo più entrati. Magari è stato meglio così».
Non avreste avuto paura di fare irruzione visto quello che si dice sul palazzo?
«No, non eravamo i proprietari. E comunque pensavamo che portasse bene rubare in un posto del genere. Si diceva che fosse un palazzo maledetto, ma a me non importava. L'ultimo a comprarlo fu Raul Gardini, un miliardario che rubava alla gente come un pazzo. Io quello sì che l'ho castigato… Rubare ai ricchi non è peccato. Diciamo che facevo una ricerca sulla storia di questi personaggi. Se erano ricchi e rubavano alla gente, allora a derubare loro andavo io». […]
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