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LA DISCOTECA "LE CONSTELLATION" DI CRANS-MONTANA ERA A NORMA? - SECONDO I PROPRIETARI DEL LOCALE IN CUI È DIVAMPATO UN INCENDIO CHE HA UCCISO ALMENO 40 PERSONE, "LO STABILE ERA STATO CONTROLLATO TRE VOLTE IN 10 ANNI ED ERA TUTTO A NORMA" - NON LA PENSA COSÌ L'AMBASCIATORE ITALIANO IN SVIZZERA, GIAN LORENZO CORNADO: "LE CONSTELLATION ERA FUORI LEGGE. NON MI SEMBRA CHE FRA LE NORME CE NE SIANO ALCUNE CHE AUTORIZZANO L’ATTIVITÀ DI UNA DISCOTECA IN UN SEMINTERRATO CON UN’UNICA USCITA DI SICUREZZA" - IL LOCALE ERA UNA TRAPPOLA MORTALE: GLI ARREDI ERANO RIVESTITI CON MATERIALI INFIAMMABILI E L’UNICA VIA D’USCITA ERA UNA SCALA - A SCATENARE L'INCENDIO SONO STATE DELLE FONTANELLE DI FUOCO PIAZZATE SOPRA LE BOTTIGLIE DI CHAMPAGNE - IL RACCONTO DI UNO DEI SOPRAVVISSUTI: "SEMBRAVA L'INFERNO..." - VIDEO
SVIZZERA: PROPRIETARIO LE CONSTELLATION, '3 CONTROLLI IN 10 ANNI, TUTTO A NORMA'
incendio a le constellation a crans montana, in svizzera 1
(Adnkronos) - Le Constellation era stato controllato "tre volte in 10 anni e tutto era stato fatto secondo le norme". E' quanto ha sostenuto, in una breve dichiarazione alla "Tribune de Geneve", Jacques Moretti, proprietario, insieme alla moglie Jessica, del bar andato a fuoco nella notte di Capodanno, provocando la morte di 40 persone ed il ferimento di altre 119. Lo stesso giornale fa sapere poi di aver chiesto un commento alle autorità comunali sui controlli a Le Constellation, ma di non aver avuto risposta, con il presidente del consiglio comunale che ha rinviato alla polizia.
CRANS-MONTANA, LE MISURE DI SICUREZZA INADEGUATE AL CENTRO DELLE POLEMICHE
Alessandra Rolla per www.tgcom24.mediaset.it
incendio a le constellation a crans montana, in svizzera 2
Venti gradini hanno separato decine di ragazzi dalla salvezza. La stretta scala in legno che li avrebbe portati fuori dal seminterrato del locale di Crans-Montana, dove è scoppiato l'incendio, era l'unica via d'uscita che portava all'ingresso del bar. Al divampare del rogo, sia i giovani che arrivavano dal basso sia quelli al piano terra si sono diretti verso l'uscita, ma la calca causata dai due flussi ha intasato l'unica via di fuga praticabile.
Secondo gli esperti, quello del numero insufficiente di uscite di sicurezza sarebbe uno dei motivi alla base della strage, insieme all'utilizzo di materiali non ignifughi nell'arredo. Non è ancora chiaro se ci fossero o meno gli idranti. I due quarantenni francesi proprietari de Le Constellation sono al centro delle polemiche anche per aver servito alcol a dei minorenni.
SVIZZERA, L'AMBASCIATORE ITALIANO CORNADO: «SEMINTERRATO CON UNA SOLA USCITA, QUELLA DISCOTECA ERA FUORILEGGE»
Estratto dell'articolo di Rinaldo Frignani per www.corriere.it
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«Quello che mi rimarrà impresso di tutta questa vicenda tragica sono l’ansia e il silenzio dei genitori dei ragazzi italiani dispersi e feriti che ho incontrato qui a Crans-Montana. Li abbiamo assistiti tutti fin dall’inizio e continueremo a farlo». Sono sentimenti contrastanti quelli che sta vivendo anche l’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado, in prima linea sul luogo dell’incendio. Ai doveri istituzionali infatti si è aggiunta l’emozione per una vicenda che nessuno poteva immaginare.
Ambasciatore, la Svizzera è sempre stata considerata un modello mondiale per gli altri Paesi. Si aspettava che potesse succedere una cosa del genere?
«La Svizzera è un grande Paese, con delle leggi e dei regolamenti molto rigidi. Mai vista prima una situazione del genere fino a oggi. E non mi sembra proprio che fra le sue norme ce ne siano alcune che autorizzano l’attività di una discoteca in un seminterrato con un’unica uscita di sicurezza».
Quindi era fuorilegge?
«Questa è una mia opinione personale basata però sui fatti. Ci sono indagini in corso da parte delle autorità svizzere e in particolare della Procura cantonale per fare luce su questa storia. Però mi pare evidente che ci siano state delle violazioni molto gravi alla base di questa tragedia». [...]
Secondo lei è un bilancio definitivo per quanto riguarda gli italiani?
«A questo punto penso di sì, anche se noi non riceviamo le segnalazioni di scomparsa ma facciamo da collegamento una volta informati dalla Farnesina». [...]
Lei ha incontrato i parenti di dispersi e feriti. Cosa l’ha impressionata di più?
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«Non posso dimenticare l’ansia, la preoccupazione nei volti di queste persone che cercavano i loro figli. Ci chiedevano informazioni che abbiamo in parte potuto dare. Non ho assistito a manifestazioni di rabbia, ma c’è stata tanta compostezza nonostante la paura.
Credo che si trattasse almeno nelle prime ore di persone che si trovavano qui in vacanza con i ragazzi perché le ho incontrate nella mattinata di giovedì. Probabilmente nelle prossime ore ne arriveranno altre dall’Italia. Mi ha impressionato anche un’altra cosa: il silenzio profondo mentre cercavamo di fornire loro informazioni su quello che stava accadendo».
SVIZZERA: PARLA IL TESTIMONE, 'SEMBRAVA L'INFERNO, PERSONE CON PELLE BRUCIATA E SENZA CAPELLI'
(Adnkronos) - Prima le urla, poi le fiamme e la calca. Tutti che si affrettano verso l'uscita, mentre il fuoco divampa. "Sembrava l'Inferno. Abbiamo visto persone con la pelle bruciata e senza i capelli. Vedevamo persone uscire in condizioni inumane: tanta calca, tante persone stese a terra e tante che correvano".
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Così racconta all'Adnkronos Jacopo Bucci, ragazzo che nella sera tra il 31 dicembre e l'1 gennaio si trovava a Crans Montana con gli amici per festeggiare il Capodanno. Jacopo è uno dei testimoni che ha visto il Constellation, locale nel centro della città, avvampare divorato dalle fiamme.
"Quando siamo passati davanti al locale andava tutto bene, era intatto, come la sera prima, quando siamo entrati - continua -. Siamo andati in un altro bar, ma abbiamo visto che costava troppo, e siamo tornati indietro". Jacopo e i suoi amici sono rimasti all'esterno "perché abbiamo sentito odore di gas e abbiamo creduto che all'interno saremmo stati in pericolo".
Poi hanno notato l'incendio. Repentina la risposta dei soccorsi elvetici, giunti sul posto in pochi minuti. "Non si può descrivere a parole. C'erano anche tanti genitori che urlavano, quella è stata la parte peggiore di tutte". La sala dove è scaturito il rogo è un seminterrato, Jacopo riferisce all'Adnkronos di non aver visto finestre né estintori la sera precedente:
ANTONIO TAJANI A CRANS MONTANA
"In Italia se ne vedono tanti ed è difficile non farci caso". Il cartello dell'uscita di emergenza, poi, "portava a quella scala angusta". Dietro la sala principale, da massimo 200 persone, "c'era un privé. Non sappiamo se lì ci fossero uscite di sicurezza, non siamo entrati". "Il giorno precedente avevamo conosciuto un bodyguard del locale al suo primo giorno di lavoro. Ci abbiamo parlato parecchio. Ieri sera siamo venuti qui sia per commemorare le vittime sia per cercare qualche risposta".
ANTONIO TAJANI A CRANS MONTANA
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