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“LE SCORTE NEI MERCATI ENERGETICI SI STANNO ESAURENDO E ULTERIORI SHOCK GEOPOLITICI POTREBBERO TRASMETTERSI IN MODO RAPIDO” - GLI ECONOMISTI DEL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE (FMI) INVITANO I PAESI EUROPEI MAGGIORMENTE ESPOSTI AI RINCARI ENERGETICI (COME L’ITALIA ) A UNA PRUDENZA SUI CONTI PUBBLICI: “LA POLITICA FISCALE DEVE ESSERE LIMITATA E AIUTARE A CONTENERE LE PRESSIONI DELLA DOMANDA IN UN MOMENTO DI ACCRESCIUTI RISCHI INFLAZIONISTICI" - "LE ECONOMIE IMPORTATRICI DI ENERGIA CON SCARSE CONNESSIONI ALLA CATENA DEL VALORE TECNOLOGICO AFFRONTANO LA CONFIGURAZIONE PIÙ DIFFICILE” - SECONDO L’FMI L’ITALIA CHIUDERÀ IL 2026 CON UN TASSO D’INFLAZIONE DEL 3,3% (LA MEDIA DELL’AREA EURO È DEL 3,1%)
1. PIL: FMI, STIMA CRESCITA GLOBALE 2026 RIALZATA AL 3,1%, MA RISCHI DA AUMENTO DEBITO
World economic outlook fondo monetario internazionale
(LaPresse/AP) - Il Fondo Monetario Internazionale ha leggermente rivisto al rialzo le sue previsioni per l'economia mondiale per quest'anno, pur avvertendo dei crescenti rischi derivanti dall'aumento del debito, inclusa la frenesia finanziaria legata all'intelligenza artificiale.
Nel suo ultimo World Economic Outlook, l'ente prevede una crescita dell'economia globale del 3,1% quest'anno, dato in aumento rispetto alla previsione di luglio, che stimava una crescita del 3,0%, ma ben al di sotto dell'espansione del 3,5% prevista per il 2025. La crescita dovrebbe poi risalire al 3,4% nel 2027.
Il rapporto, pubblicato in occasione del vertice autunnale del Fmi e della Banca Mondiale a Bangkok, prevede che la crescita negli Stati Uniti si manterrà stabile al 2,3% nel 2026 e nel 2027. Nel complesso, le economie avanzate cresceranno del 2,1% quest'anno, in aumento rispetto al 2,0% del 2025, per poi rallentare all'1,9% l'anno prossimo.
fondo monetario internazionale
Le previsioni si basano su un aumento di quasi il 41% dei prezzi del petrolio quest'anno, con una media di 96 dollari al barile. L'inflazione globale è prevista al 4,7% nel 2026, per poi scendere al 4,1% l'anno prossimo. Si basano inoltre sull'ipotesi che le spedizioni di petrolio e gas attraverso lo Stretto di Hormuz riprendano entro marzo e che il boom della domanda di intelligenza artificiale si moderi.
2. FMI: STIME ITALIA ALZATE ALLO 0,8 PER CENTO NEL 2026, INFLAZIONE AL 3,3 PER CENTO
(Agenzia Nova) - Il Fondo monetario internazionale (Fmi) ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita dell'economia italiana nel nuovo World Economic Outlook, stimando un aumento del prodotto interno lordo dello 0,8 per cento nel 2026 e dello 0,6 per cento nel 2027.
La direttrice generale del Fondo monetario internazionale Kristalina Georgieva
La previsione per l'anno in corso e' superiore allo 0,5 per cento indicato a luglio, mentre quella per il prossimo anno e' stata aumentata dallo 0,5 allo 0,6 per cento. Secondo il Fondo, l'inflazione media salira' dall'1,6 per cento registrato nel 2025 al 3,3 per cento nel 2026, per poi rallentare al 2,8 per cento nel 2027. Il tasso di disoccupazione e' previsto al 5,6 per cento quest'anno, rispetto al 6,1 per cento del 2025, e al 5,8 per cento nel 2027.
3. PIL MONDIALE A QUOTA 3,1%, MA EUROPA DEBOLE. L'AVVISO: "SERVE PRUDENZA SUI CONTI PUBBLICI"
Estratto dall’articolo di Fabrizio Goria per “la Stampa”
«La politica fiscale deve essere limitata e aiutare a contenere le pressioni della domanda in un momento di accresciuti rischi inflazionistici
[...] «In meno di sette anni, l'economia globale è stata sottoposta a una sequenza eccezionale di eventi», riassume Silvana Tenreyro nel World economic outlook (Weo) del Fondo monetario internazionale (Fmi) durante gli Annual Meetings a Bangkok. Il quadro delinea una crescita globale ferma al 3,1% nel 2026 e al 3,4% nel 2027. L'Europa arranca e l'Italia frena.
fondo monetario internazionale
L'eurozona si ferma all'1,1% nell'anno in corso e all'1,2% nel 2027, mentre Roma si arena allo 0,8% nel 2026 per scivolare allo 0,6% nel 2027, pur con stime rialzate. Una stasi insidiosa, che non lascia spazio alla compiacenza sui conti pubblici.
Il rallentamento europeo riflette le fratture strutturali del continente, dettato da due forze di trasformazione planetaria come geopolitica e tecnologia. «Più in generale, la resilienza è stata disomogenea, variando in misura marcata in base all'esposizione delle economie alla guerra e al boom dell'intelligenza artificiale».
Questa dinamica penalizza l'eurozona e incide sui numeri italiani, schiacciati dalla manifattura energivora. «Le economie importatrici di energia con scarse connessioni alla catena del valore tecnologico affrontano la configurazione più difficile», avverte il rapporto, evidenziando costi di importazione elevati e redditi indeboliti. I rincari, del resto, non accennano a ritirarsi.
«L'inflazione complessiva globale è prevista in aumento al 4,7% quest'anno, riflettendo in primo luogo i maggiori prezzi delle materie prime, per poi scendere al 4,1% nel 2027», si fa notare. L'architettura di emergenza mostra crepe innegabili.
«Le scorte nei mercati energetici si stanno esaurendo e ulteriori shock geopolitici potrebbero ancora trasmettersi in modo rapido attraverso i prezzi e le interruzioni dell'offerta», hanno evidenziato gli economisti del Fmi.
L'innovazione tecnologica fornisce un bilanciamento vitale per evitare la recessione globale, pur generando storture distributive. Questo scenario espone i governi a minacce di natura sistemica. «Gli investimenti legati alla tecnologia, pur rappresentando un importante vantaggio contro lo shock energetico, stanno concentrando i rischi», spiega il Fmi. [...]
Giorgia Meloni Giancarlo Giorgetti
«Con i guadagni raggruppati in un piccolo numero di aziende, settori ed economie, l'espansione globale fa forte affidamento su un insieme ristretto di condizioni tecnologiche e finanziarie», dice il rapporto. [...]
I governi fronteggiano la tempesta con un arsenale spossato dalle iniezioni di liquidità del decennio trascorso. «I vincoli politici sono anche più stringenti ora», rimarca il Fmi. E ne deriva che i costi del debito stanno prosciugando i bilanci pubblici.
«I costi di indebitamento sono aumentati in modo brusco nelle principali economie avanzate, a causa delle pressioni sui prezzi guidate sia dall'offerta che dalla domanda, insieme ai rischi fiscali e di credito», mette in luce il Weo. Ne deriva che «l'interazione di maggiori costi di finanziamento con livelli di debito elevati espone un margine chiave di vulnerabilità».
[...] Nessuna indulgenza viene concessa alla spesa improduttiva. «La politica fiscale deve essere limitata e aiutare a contenere le pressioni della domanda in un momento di accresciuti rischi inflazionistici».
E intanto, le banche centrali reggono il timone della stabilità. «La politica monetaria dovrebbe rimanere fermamente concentrata sulla stabilità dei prezzi, in linea con i mandati delle banche centrali», si sottolinea. [...] Urgente è anche l'azione dei governi, per evitare di continuare a navigare senza bussola.
FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE
KRISTALINA GEORGIEVA
DEBITO MONDIALE
guerra e inflazione
Kristalina Georgieva, direttore generale del fondo monetario internazionale
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