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“CI ERAVAMO MESSI D'ACCORDO TRA FAMIGLIE, AVEVAMO DECISO CHE LORO DUE NON SI SAREBBERO DOVUTI PIÙ INCONTRARE, PERCHÉ INSIEME DIVENTANO ESPLOSIVI” – PARLA IL FRATELLO DI UNO DEI DUE MINORENNI DELLA BANDA DELLA MINICAR ACCUSATI DI AVER AGGREDITO A ROMA, IN ZONA MONTEVERDE, SEI PERSONE TRA CUI L’ATTORE DAVIDE IACOPINI RICOVERATO IN PROGNOSI RISERVATA – “MIO FRATELLO HA FATTO UNA INFAMITA’. È GIUSTO CHE PAGHI. MA L'ALTRO RAGAZZO, IL FIGLIO DEL CARABINIERE, GUIDAVA LA MACCHINETTA. LA COLPA È AL CINQUANTA PER CENTO – POI PROVA A METTERE IL RIPARO LA FAMIGLIA: “ANNI FA HO AVUTO UN PROBLEMA CON LA LEGGE, HO PAGATO, MI SONO RIALZATO. LA NOSTRA NON È UNA FAMIGLIA PROBLEMATICA” – LA PROVOCAZIONE COATTA: “DA RAGAZZINI AVETE MAI TIRATO UN UOVO? AVETE MAI PENSATO CHE QUALCUNO, PER COLPA VOSTRA, POTEVA PERDERE LA VISTA?” - SEQUESTRATI I CELLULARI DEI MINORENNI CHE HANNO PRECEDENTI PER FURTO E POTREBBERO ESSERE ACCUSATI ANCHE DI OMISSIONE DI SOCCORSO – L’ESPOSTO DEL 2025 IN CUI SI PARLAVA DI UNA BABY GANG A TRASTEVERE...
1 - “MIO FRATELLO SULLA MINICAR LUI E L’AMICO SONO ESPLOSIVI NON DOVEVANO VEDERSI PIÙ”
Luca Monaco per “la Repubblica” - Estratti
Sei, sette mesi fa ci eravamo messi d'accordo tra famiglie, avevamo deciso che loro due non si sarebbero dovuti più incontrare, perché insieme diventano esplosivi.
Adesso che è successo tutto questo, è giusto che mio fratello paghi. Ma l'altro ragazzo l'ha messa in moto la macchinetta? Allora la colpa è al cinquanta per cento».
BANDA MINICAR IMMAGINI LA 7- DAVIDE IACOPINI
(...)
Matteo, 26 anni, lancia uno sguardo alla fontana delle Anfore. Prende fiato per un istante, in silenzio.
Poi inizia a tratteggiare il profilo del fratello minore, 16 anni.
Insieme al suo migliore amico, il proprietario della minicar, che di anni ne ha 17, si è divertito, per 48 ore, ad aggredire i passanti. Fino a quando, la sera del 5 ottobre, l'attore Davide Iacopini, 42 anni, non ha battuto la testa ed è stato ricoverato in terapia intensiva.
Matteo è schietto, non si nasconde.
Quando avete deciso che i due ragazzi non si sarebbero dovuti più incontrare?
«Sei o sette mesi fa. Quando avevano preso delle cose da una macchinetta. Non hanno commesso un reato grave, ma con i genitori dell'altro ragazzo ci siamo parlati e abbiamo deciso che era meglio che loro due non si frequentassero più, perché insieme diventano esplosivi».
Nel quartiere molti descrivono suo fratello come un adolescente turbolento.
«In famiglia abbiamo fatto di tutto per fargli capire che non doveva fare cose sbagliate. Ma non siamo onnipotenti, tu non puoi controllarlo 24 ore su 24. Se ti fai la doccia e tuo figlio esce di casa, o se scappa alle tre del mattino mentre dormi, tu che puoi fare?».
Ora rischia una condanna pesante.
«Ha sbagliato, ha fatto un'infamità ed è giusto che paghi. Solo pagando il conto con la giustizia può crescere. È successa questa cosa: sia lui che noi, come famiglia, dobbiamo farci i conti. È giusto così, è la vita».
La scomparsa di vostro padre, quando lui era ancora bambino, può aver contribuito?
«Non è vero quello si dice, la nostra non è una famiglia problematica. Mio padre è morto nel 2016, abbiamo avuto le nostre difficoltà, ma ci siamo ripresi».
Anche lei ha commesso degli errori?
«Anni fa ho avuto un problema con la legge, ho pagato, mi sono rialzato. Ora ho 26 anni, una moglie, un figlio. Mi sveglio alle tre del mattino, faccio i traslochi e vivo onestamente».
BANDA MINICAR IMMAGINI LA 7- 4
(...)
«Sui social è pieno di commenti terribili. Anche se è mio fratello penso quello che pensano tutti, deve pagare e basta. Più di questo che devo dire, mica lo posso ammazzare. Vi faccio io una domanda: Da ragazzini avete mai tirato un uovo? Avete mai pensato che qualcuno, per colpa vostra, poteva perdere la vista?».
L'altro ragazzo lo conosce bene?
«Il figlio del carabiniere? Dico una cosa: la minicar è sua, l'ha messa in moto lui? Allora la colpa è al cinquanta per cento».
2 - SEQUESTRATI CELLULARI E DASHCAM AFFIORANO PRECEDENTI PER FURTO E L’OMBRA DI UNA BABY GANG
Andrea Ossino,Valentina Lupia per “la Repubblica” - Estratti
Il telefono di un genitore sequestrato, la dashcam della minicar in mano ai carabinieri, i precedenti che affiorano e l'ombra della baby gang che aleggia sul loro passato. Privati anche dei cellulari, i due ragazzi che hanno seminato il panico a Roma tra Testaccio e Monteverde attendono le decisioni della procura minorile. E provano ad affrontare un giorno alla volta.
Prima a scuola, per sviare i sospetti dei compagni. Poi a casa, piangendo e pensando alle conseguenze delle 48 ore in cui hanno preso di mira pedoni, biciclette e monopattini. I due adolescenti accusati del tentato omicidio dell'attore Davide Iacopini e delle lesioni di altre cinque persone sono a piede libero. Tecnicamente non sono neanche indagati. (...)
A cui spetta il compito di valutare le prove raccolte dal pm Ambrogio Cassiani e ipotizzare i reati. Accuse che potrebbero ampliarsi. Perché le condizioni dell'attore potrebbero aggravarsi. E perché potrebbe profilarsi l'omissione di soccorso.
le persone colpite dalla banda della minicar tra il 4 e il 5 ottobre
Uno dei due ragazzi ha raccontato di aver perso una scarpa mentre si sporgeva per vedere se Iacopini fosse caduto. E di essere tornato indietro per recuperarla. Dunque hanno visto Iacopini sull'asfalto, esanime.
E non hanno chiamato i soccorsi.
Una prima verità potrebbe arrivare dalla dashcam sequestrata sulla minicar.
(...) Due dati sono certi: nessuno ha avvisato gli investigatori e nessun genitore è coinvolto nelle indagini.
(...) nel 2025 un gruppo di genitori di Testaccio aveva presentato un esposto in prefettura in cui si parlava di una baby gang che terrorizzava gli adolescenti a Trastevere. Il 16enne ne sarebbe stato il leader. Il 6 ottobre 2024, il suo nome era emerso nei brogliacci degli investigatori. Quando l'amico Edoardo Clementi, 17 anni, morì schiantandosi contro un muro, in fuga dai carabinieri su uno scooter rubato. Il 16enne era con lui, ma alla vista dei militari era scappato a piedi. Venne appurato il corretto comportamento dei carabinieri. Il ruolo del ragazzo invece non venne mai approfondito.
BANDA MINICAR IMMAGINI LA 7 - 7
«Era un bullo, la sera stava a Trastevere. Mio figlio me lo diceva — racconta la madre di un sedicenne — dell'altro ragazzo invece non ce lo aspettavamo». «Non ce lo aspettavamo». Un mantra che ripetono tutti.
(…)
ROMA - MINICAR FERMA A UN POSTO DI BLOCCO
la banda della minicar
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