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“MA QUALE STALKING, L'UNICA PERSEGUITATA SONO IO” – LA CRIMINOLOGA ROBERTA BRUZZONE SI DIFENDE DALLE ACCUSE PER CUI RISCHIA IL PROCESSO PER PRESUNTI ATTI PERSECUTORI NEI CONFRONTI DI ELISABETTA SIONIS, PEDAGOGISTA, CONSULENTE IN DIVERSI CASI DI CRONACA NERA E GIUDICE DEL TRIBUNALE DEI MINORI DI CAGLIARI: “LE MIE FRASI SUI SOCIAL COME ‘SI MERITA UN MALACCIO’? SFOGHI ANIMATI CERTO NON GENTILI, MOTIVATI DAL FATTO CHE TUTTI I GIORNI ERO BOMBARDATA DI OFFESE E PROFILI FAKE. È UNA FRASE BRUTTA, MA NON È CHE MI SONO ATTIVATA PER CAUSARLE DEL MALE. ERO ESASPERATA. GLI ALTRI POST? ME NE VENGONO CONTESTATI SEI IN QUATTRO ANNI. PARLARE DI ATTI PERSECUTORI È QUANTOMENO ECCESSIVO...”
Estratto dell’articolo di Viola Giannoli per “la Repubblica”
«Ma quale stalking, l'unica perseguitata sono io». Al telefono e in sterminati post su Facebook, Roberta Bruzzone, criminologa attivissima in tv e sui social, respinge le accuse — per le quali rischia il rinvio a giudizio, come ricostruito da Repubblica — di presunti atti persecutori contro Elisabetta Sionis, pedagogista, consulente in diversi casi di cronaca nera e giudice del Tribunale dei minori di Cagliari. Una storia di denunce e controdenunce, accuse, insulti.
E dunque, proprio lei che ha più volte denunciato casi di stalking e dato consigli ai suoi follower, ora rischia il processo?
«Sono state scritte cose non vere, si tratta di una vicenda complessa che ha radici lontane nel tempo: nasce dal tentato femminicidio di Valentina Pitzalis e dal processo per la morte di Manuel Piredda.
Sionis era consulente, sosteneva che la vittima fosse Piredda e lo sostiene tuttora, nonostante l'archiviazione. Forse dopo quel clamoroso fallimento professionale, nel quale riponeva ambizioni di carriera, mi ha trasformato nel suo bersaglio».
Lei però sui social scriveva, a proposito di Sionis, "miserabile esistenza", "da Tso", "in putrefazione"…
«Sono stati riportati dei post che risalirebbero al periodo tra il 2022 e il 2025 che non ho trovato sui miei profili. L'attribuibilità è tutta da chiarire».
Cioè lei nega di aver scritto post contro Sionis che sono agli atti?
«Mi vengono contestati sei post in quattro anni. Parlare di atti persecutori è quantomeno eccessivo».
E i messaggi nella chat WhatsApp chiamata "Fbi", in cui avrebbe incitato ad attacchi congiunti?
«In quella chat non ci sono. E in un'altra — "Barcone on the road" — si parlava di un'altra persona che mi ha perseguitato per anni. Non siamo stati noi a organizzare attacchi, noi li subivamo da persone in carne e ossa e da profili fake: denunce, offese personali e alla mia famiglia, accuse deliranti di istigazione al femminicidio, di uccisione di animali, di corruzione di procure, di frode processuale. Dietro alcuni di questi c'è Sionis».
Ma quelle frasi — "Si merita un malaccio" — lei le ha scritte.
«Sono sfoghi animati, certo non gentili, motivati dal fatto che tutti i giorni ero bombardata di offese e profili fake di ogni tipo. Quando Giovanni Langella (un altro dei coindagati, ndr) scrive "Non ce ne libereremo mai", lo fa perché avevamo l'impressione di avere davanti una persecutrice. Quando dico che "si merita un malaccio", uso un'espressione brutta, è vero, ma mica dico che voglio farla fuori o mi attivo per causarle qualcosa di brutto. Ripeto: sono sfoghi di persone esasperate che vanno contestualizzati».
Insomma sta dicendo che la vittima sarebbe lei?
«Sì [...] Posso dimostrare di essere oggetto di condotte diffamatorie dal 2019 e non ho nessun problema a portarle in tribunale.
Negli ultimi tre mesi ho contato 120 post che mi chiamano in causa o alludono chiaramente alla mia persona. Anche Sionis è attualmente indagata per diffamazione aggravata, calunnia, falsa testimonianza e atti persecutori».
[...]
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