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“IL FILTRO PER BLOCCARE L’ACCESSO AGLI UNDER 13 NON HA FUNZIONATO” – IL MEA CULPA DI MARK ZUCKERBERG AL PROCESSO A LOS ANGELES SULLA DIPENDENZA DAI SOCIAL MEDIA – A PORTARE IN TRIBUNALE META, MA ANCHE GOOGLE, SNAPCHAT E TIKTOK, È UNA 20ENNE CALIFORNIANA CHE AVREBBE SUBITO GRAVI DANNI PSICOLOGICI A CAUSA DELLA DIPENDENZA DAI SOCIAL MEDIA SVILUPPATA DURANTE L'INFANZIA – ADAM MOSSERI, CEO DI INSTAGRAM LA SPARA GROSSA, ARRIVANDO A SOSTENERE CHE TRASCORRERE 16 ORE AL GIORNO SULLA APP NON È “SINTOMO DI DIPENDENZA”

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Estratto dell’articolo di Alberto Simoni per "la Stampa"

 

MARK ZUCKERBERG ARRIVA IN TRIBUNALE - FOTO LAPRESSE

Mark Zuckerberg ieri è stato in un'aula di tribunale di Los Angeles. […] A portare in tribunale il patron di Meta, […] è una californiana di 20 anni. Si chiama Kaley G.M. e da quando aveva sei anni è stata inghiottita dai social. Così lei e la madre hanno accusato le piattaforme più importanti – Facebook, YouTube e le ultime nate Snapchat e TikTok - di essere state progettate in pratica per creare addiction, dipendenza.

 

[…] Meta e Google devono dimostrare che le loro piattaforme sono sicure e che non sono state imbastite per creare dipendenza fra gli utenti, i bambini e i minori in particolare. Due anni fa parlando al Congresso, Zuckerberg a un certo punto si era alzato in piedi, si era girato verso i famigliari dei ragazzi morti suicidi a causa del bullismo e delle dipendenze da social; ieri Zuckerberg si è scusato con la sua accusatrice e con altre vittime per il fatto che il filtro di Instagram per individuare e quindi limitare l'accesso ai minori di 13 anni non abbia funzionato.

 

MARK ZUCKERBERG ARRIVA IN TRIBUNALE - FOTO LAPRESSE

Il miliardario 41enne ha sottolineato che sono stati fatti dei progressi ma ha ammesso che «avrei voluto che ci fossimo riusciti prima». Instagram ha iniziato solo nel 2019 a chiedere la data di nascita a chi forniva un account; l'obbligo di fornire questo dato è stato esteso a tutti nel 2021.

 

C'è stato anche un botta e risposta fra il patron di Meta e Mark Lanier, l'avvocato della vittima. Quest'ultimo ha insinuato che Zuckerberg aveva mentito al Congresso nell'audizione del 2024 sulla progettazione delle sue piattaforme social. Allora il miliardario aveva affermato che Facebook non aveva assegnato ai suoi team di sviluppatori l'obiettivo di massimizzare il tempo trascorso sulle app.

 

MARK ZUCKERBERG ARRIVA IN TRIBUNALE - FOTO LAPRESSE

Lanier ha mostrato ai giurati e-mail del 2014 e 2015 in cui Zuckerberg illustrava obiettivi volti ad aumentare il tempo trascorso sull'app di percentuali a due cifre. […] All'epoca, […] il 30% dei 10-12enni negli Stati Uniti utilizzava il social.

 

Zuckerberg ha dichiarato che, sebbene in passato Meta avesse obiettivi legati alla quantità di tempo trascorso dagli utenti sull'App, da allora ha cambiato approccio. «Abbiamo aggiunto nuovi strumenti (di rilevamento) nel corso degli anni - ha detto Zuckerberg - ma penso che avremmo potuto arrivarci prima». «Se si sta cercando di dire che la mia testimonianza non è stata accurata, sono fortemente in disaccordo», ha affermato Zuckerberg.

 

Nei giorni scorsi davanti alla giuria era andato Adam Mosseri, ceo di Instagram. Si era difeso arrivando a sostenere che trascorrere 16 ore al giorno sulla App non è «sintomo di dipendenza». […] Il manager ha insistito che Instagram si impegna molto per proteggere i giovani che utilizzano il servizio e ha affermato che «non è positivo per l'azienda, a lungo termine, prendere decisioni che ci procurano profitti ma che sono dannose per il benessere delle persone».

adam mosseri

 

Gli avvocati di Meta hanno anche sostenuto che «i problemi di Kaley», non sono stati esclusivamente causati da Instagram ma da altri fattori «nella sua vita».

 

Hanno fatto riferimento a cartelle cliniche che mostravano una vita familiare turbolenta, accusando Kaley di essersi rivolta contro Meta «come meccanismo di difesa o come mezzo per sfuggire ai suoi problemi mentali».

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