“CHIARA, TI RICORDI QUANDO HAI AMMESSO A FEDEZ CHE TI SEI SCOPATA ACHILLE LAURO?” - IL “PUPARO” DEL…
Massimo Gramellini per il "Corriere della Sera"
Era l’antieroe per eccellenza. Quello che si danna per essere invitato alla festa del secolo e poi rimane tutto il tempo davanti al guardaroba a presidiare i cappotti. Si chiamava Michael Collins, come il patriota irlandese, e a fregarlo fu la bravura. Dei tre astronauti della missione Apollo 11 destinata alla Luna, pare che Collins fosse di gran lunga il pilota più capace.
Per questo gli venne affidato il timone del modulo di comando che rimase in orbita intorno al satellite, mentre Armstrong e Aldrin scendevano sulla superficie a coprirsi di gloria. Un uomo più cattivo di lui non li avrebbe più fatti risalire a bordo. E un uomo più narciso di lui sarebbe impazzito. Prepararsi tutta la vita per realizzare il sogno dei sogni, superare chissà quante selezioni, ritrovarsi nel tris degli eletti e a quel punto accettare il passo indietro per il bene comune, consegnandosi a un ruolo gregario.
Parcheggiato in un cono d’ombra come il bassista di un concerto rock, quando tutti i riflettori e gli urletti dei fan sono per il cantante e gli assolo del chitarrista, ma lui continua a suonare con la tranquilla consapevolezza che senza il suo basso non ci sarebbe la musica.
Collins era nato a Roma, novant’anni fa, in via Tevere 16, dove una targa ancora lo ricorda con una bugia: «Primo uomo sulla Luna». Ma forse non è una bugia: gli altri due sono scesi a toccarla, però lui le ha girato intorno. Si è spinto più in là di tutti ed è l’unico ad avere visto che cosa ci sia dietro.
Orgoglio capitolino: è nato a Roma Michael Collins, fra gli astronauti che il 21 luglio di 47 anni fa conquistarono la Luna. Da Roma alla Luna: è il lunghissimo viaggio dell'astronauta statunitense Michael Collins che esattamente 47 anni fa, alle 5.56 del 21 luglio 1969, guardò dal Modulo di Comando e di Servizio in orbita i compagni Neil Armstrong e Buzz Aldrin allunare.
Non è un segreto e non c'entrano oscure manovre dei complottisti che sostengono che la missione Apollo 11 sia una fandonia, ma al tempo stesso sono in tanti a non sapere che l'espertissimo pilota di moduli spaziali Collins nacque a Roma il 31 ottobre 1930 in via Tevere al quartiere Salario di Roma. Il padre lavorava in quel periodo all'ambasciata americana che proprio in quei mesi si sarebbe trasferita in via Veneto.
Fatto sta che Roma, come ricorda con orgoglio in via Tevere una targa di marmo voluta dal Comune, ha dato i natali a uno dei tre astronauti della missione più importante della storia, mentre solo 16 anni dopo sarebbe venuto al mondo in Italia Franco Malerba, il primo astronauta azzurro.
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