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NEL SILENZIO GENERALE, LA GERMANIA HA RISPEDITO IN ITALIA UN MIGRANTE LIBICO CHE AVEVA CHIESTO ASILO IN BAVIERA. E IL MINISTRO DELL’INTERNO ITALIANO, MATTEO PIANTEDOSI, HA DATO L’OK – È LA PRIMA VOLTA CHE VIENE APPLICATO IL NUOVO PATTO PER L’ASILO ENTRATO IN VIGORE A GIUGNO, CHE AVEVA CAUSATO UNA MEZZA CRISI DIPLOMATICA TRA I DUE PAESI, DOPO IL CASO DELLA “DUBLINANTE” SOMALA FADUMA WARSAME. MA AD AGOSTO, UN ALTRO MIGRANTE È PASSATO, CON L’ACCORDO TRA LE DUE CAPITALI...
MIGRANTE LIBICO RIENTRA DALLA GERMANIA: C’È L’OK DI PIANTEDOSI. È LA PRIMA VOLTA
Estratto dell’articolo di Tonia Mastrobuoni per www.repubblica.it
Abdul è arrivato in Germania il 5 luglio di quest’anno. Abdul è un nome fittizio: non vuole che riveliamo la sua vera identità. Tutto il resto è scolpito nero su bianco su un documento del ministero dell’Interno tedesco che Repubblica ha potuto visionare.
E’ un cittadino libico, un migrante passato per l’Italia che ha varcato le Alpi perché “ha un rapporto con un amico che vive qui”, si legge nel testo. Il 10 agosto ha tentato di chiedere asilo in Germania. La domanda gli è stata rifiutata. Soprattutto, stando al documento emesso dalle autorità bavaresi, Roma ha successivamente autorizzato il trasferimento del cittadino libico in Italia.
Le Germania ha fatto scattare insomma il nuovo Patto per l’asilo entrato in vigore il 12 giugno, e in particolare le Regole di Dublino. E il 12 agosto, in piena bufera tra Italia e Germania per il caso della “dublinante” somala Faduma Abdirisaq Warsame, la prima migrante che avrebbe dovuto essere respinta in Italia dopo quattro anni di rifiuti del governo Meloni, le autorità bavaresi hanno attivato le procedure per il respingimento del migrante libico in Italia.
La sorpresa è arrivata il 26 agosto. Quando i due ministeri dell’Interno guidati da Alexander Dobrindt e Matteo Piantedosi stavano decidendo il da farsi e si erano trincerati dietro un muro di silenzio sul caso della “dublinante” somala, Roma ha risposto affermativamente alla richiesta di trasferimento del migrante libico. Un caso più unico che raro. [...]
Dal Viminale fanno sapere che “non risulta un trasferimento, né un’autorizzazione”, anche se il documento parla chiaro. L’autorizzazione c’è. Il trasferimento può avvenire anche successivamente. E il ministero dell’Interno fa sapere che “siamo in una costante interlocuzione con i nostri colleghi tedeschi” e che tra i due ministri, Piantedosi e Dobrindt continua a prevalere “uno spirito costruttivo e costante”.
Ma né l’Italia, né la Germania rispondono da mesi a una domanda fondamentale: come sarà applicato il nuovo Patto per l’Asilo europeo riguardo ai cosiddetti “dublinanti” che dovrebbero essere respinti nei Paesi europei di primo approdo? E tra Berlino e Roma continua a restare inevasa la domanda se saranno trasferiti tutti i migranti arrivati in Germania nel 2026 (dopo una moratoria sui casi precedenti concordata dai due ministri a dicembre del 2025) o se saranno respinti soltanto quelli arrivati dopo il 12 giugno. E’ il caso, ad esempio, del migrante libico. Ma non di Faduma Abdirisaq Warsame.
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