LAVORO NERO, MORTI BIANCHE! - UN OPERAIO 61ENNE, SALVATORE CALIGNANO, È STATO TROVATO IN FIN DI VITA, CON NUMEROSE FRATTURE, IN UNA STRADA DI CAMPAGNA DI CAIVANO. MA CHE CI FACEVA LÌ L'UOMO, MORTO IL GIORNO SUCCESSIVO IN OSPEDALE? FINO A POCHE ORE PRIMA DEL RITROVAMENTO, CALIGNANO ERA AL LAVORO SUL TETTO DI UN CAPANNONE: È PRECIPITATO E QUALCUNO LO HA SPOSTATO NELLA STRADINA ISOLATA? - L'ACCUSA DEI FAMILIARI: "SALVATORE LAVORAVA IN NERO, SENZA CONTRATTO E SENZA SICUREZZA. I SUOI COLLEGHI, INVECE DI SOCCORRERLO SUBITO, L’HANNO SPOSTATO PER NASCONDERE LE LORO RESPONSABILITÀ" (DAGLI ACCERTAMENTI È EMERSO CHE CALIGNANO FOSSE STATO ASSUNTO APPENA IL GIORNO PRIMA. CHE COINCIDENZA!)

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1 - OPERAIO IN FIN DI VITA ABBANDONATO PER STRADA

Estratto dell'articolo di Gen. Sca. per il “Corriere della Sera”

 

salvatore calignano 1

Prima c’è un tetto, quello di un capannone nella zona industriale di Caivano. Poi una strada isolata, via Fossa del Lupo. In mezzo ci sono almeno due ore e molte domande. Salvatore Calignano, 61 anni, operaio edile di Orta di Atella, in provincia di Caserta, è morto all’Ospedale del Mare di Napoli dopo essere stato trovato a terra, privo di sensi e con numerose fratture. Adesso sono i carabinieri della compagnia di Caivano, coordinati dalla Procura di Napoli Nord, a dover ricomporre la storia di quelle ultime ore.

 

La telefonata al 118 arriva nel pomeriggio di venerdì. Quando i soccorritori raggiungono via Fossa del Lupo, Calignano è già a terra. In uno sprazzo di lucidità, dice ai soccorritori di essere «caduto da una scala». Ha ferite gravi, diffuse. Il codice è rosso. Prima il trasporto al San Giuliano, poi il trasferimento all’Ospedale del Mare, dove le sue condizioni non lasciano spazio alla speranza. Muore il giorno dopo. Ma perché quell’uomo si trovava lì?

 

È la domanda da cui parte l’indagine. Perché Salvatore Calignano, che secondo quanto riferito dalla moglie al suo legale, l’avvocato Francesco Petruzzi, intorno alle 13 era al lavoro sul tetto di un capannone, qualche ora più tardi viene trovato in una strada appartata? E soprattutto: dove è avvenuta la caduta, se di caduta si è trattato?

salvatore calignano 3

 

La sua automobile è stata trovata nella zona del capannone. Un elemento che i carabinieri stanno verificando insieme agli altri. Per ora la pista dell’incidente sul lavoro è sul tavolo, ma non è una conclusione. Bisogna capire se Calignano sia precipitato mentre lavorava, se le lesioni siano compatibili con quella dinamica e che cosa sia accaduto dopo.

 

Il luogo nel quale l’operaio è stato trovato rende ancora più delicata la ricostruzione. Via Fossa del Lupo è una strada periferica, lontana dal centro abitato. È lì che il 118 ha trovato il sessantunenne, già gravemente ferito. Chi lo ha portato? Oppure è arrivato lì da solo prima di perdere conoscenza? E quando?

 

Sono interrogativi ai quali dovranno rispondere gli accertamenti. I militari stanno ricostruendo gli spostamenti dell’uomo, ascoltando le persone che possono avere informazioni e verificando le condizioni del luogo dove, secondo il racconto della famiglia, Calignano stava lavorando. A quanto pare, secondo la stessa famiglia, «in nero». [...]

 

2 - LO SFOGO DELLA VEDOVA: «ERA SENZA CONTRATTO NON MERITAVA QUESTO, ORA VOGLIO GIUSTIZIA»

Estratto dell'articolo di Gennaro Scala per il “Corriere della Sera”

 

morti sul lavoro

«Se è vero che me l’hanno abbandonato per strada voglio giustizia per mio marito, non meritava di essere trattato così». Carmela Amura ha 56 anni e da sabato non ha più Salvatore, suo marito, l’uomo con cui ha cresciuto due figlie, oggi di 36 e 32 anni. Non ha ancora tutte le risposte. Ha soprattutto una domanda: perché un operaio gravemente ferito, dopo una caduta mentre lavorava, sarebbe stato lasciato in una strada isolata invece di essere soccorso?

 

MORTI SUL LAVORO 1

È su questo interrogativo che adesso si concentra l’inchiesta della Procura di Napoli Nord, affidata ai carabinieri. Salvatore Calignano, 61 anni, è morto sabato in ospedale, dopo essere stato trovato privo di sensi e con gravi traumi venerdì pomeriggio, intorno alle 15. Il 118 lo aveva raggiunto in una strada isolata. Le sue condizioni erano apparse subito gravissime.

 

Carmela, assistita dall’avvocato Francesco Petruzzi, ricostruisce le ultime ore del marito a partire da una telefonata. «Venerdì alle 13 mi ha chiamato e mi ha detto che stava facendo dei lavori di manutenzione sul tetto di un capannone», racconta. Un lavoro per la «stesura di una guaina isolante», secondo quanto riferito dalla donna. Un lavoro, soprattutto, che sarebbe stato svolto in nero («se avesse avuto un contratto l’avrei saputo»).

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È il nipote Enzo a mettere in fila gli elementi che la famiglia ritiene decisivi: «Mio zio lavorava in nero, senza contratto e senza sicurezza. I suoi colleghi, invece di soccorrerlo subito, l’hanno spostato per nascondere le loro responsabilità». Parole che dovranno ora essere verificate dagli investigatori.

 

Dagli accertamenti è emerso che Calignano fosse stato assunto appena il giorno prima, una circostanza della quale la moglie non era a conoscenza: secondo quanto riferito all’avvocato Petruzzi, il 61enne ha percepito l’indennità di disoccupazione relativa al mese di settembre.

 

MORTI SUL LAVORO 2

[...] La Procura ha disposto l’autopsia, un passaggio che potrebbe contribuire a chiarire la natura delle lesioni e la dinamica dell’accaduto. È stato inoltre sequestrato il cellulare dell’operaio. [...]