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QUA NON SIAMO IN AFGHANISTAN - A PADOVA SPUNTA UNA “CAMERA ARBITRALE ISLAMICA” CHE VUOLE APPLICARE LA SHARIA NELLE CONTROVERSIE TRA CITTADINI DI FEDE MUSULMANA -  LA PROCURA DELLA CITTÀ VENETA HA APERTO UN FASCICOLO SULLA STRUTTURA, SENZA IPOTESI DI REATO E INDAGATI - LA “CAMERA ARBITRALE ISLAMICA” FINISCE IN PARLAMENTO: IL CENTRODESTRA PREPARA DELLE INTERROGAZIONI PER NORDIO E PIANTEDOSI - IN VENETO CI SONO CIRCA 150 MILA CITTADINI DI FEDE MUSULMANA...

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Estratto dall’articolo di Laura Berlinghieri per “la Stampa” 

 

camera arbitrale islamico di padova

Il mese scorso, la battaglia si era misurata sul "no" opposto alla realizzazione di una moschea. E adesso, nel Veneto che di cittadini di fede musulmana ne conta almeno 150 mila, dalla religione si passa al diritto. Il diritto islamico della Sharia: la legge sacra imposta da Allah, che regolerà le controversie che si instaureranno nella sede della nuova Camera arbitrale islamica, a Padova. 

 

«Non un tribunale, ma una Camera che svolgerà esclusivamente attività di arbitrato, per offrire uno strumento a imprese e persone che, per cultura e orientamento religioso, scelgono di seguire alcuni principi dell'Islam», tiene a precisare Omar Vanin, docente a contratto di Diritto internazionale all'Università di Padova e presidente di questa nuova Camera. 

 

fedeli islam

Travolto dalle polemiche politiche e costretto a difendersi dalla richiesta, arrivata dall'eurodeputata leghista Anna Maria Cisint, di radiazione dall'albo degli avvocati. «Ma abbiamo gli strumenti giuridici per tutelare la nostra onorabilità e la nostra reputazione e, se necessario, ricorreremo alle sedi opportune», precisa l'avvocato, emerso da 24 ore di fuoco.

 

Scandite dagli esposti in procura e dalle interrogazioni ai ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi. Volte innanzitutto a capire di cosa si occuperà esattamente questa Camera arbitrale, che mette a disposizione «arbitri vincolati a decidere le controversie secondo i principi immutabili della Sharia».

 

fedeli islamici in preghiera 1

Ma intanto, il primo esito di questo braccio di ferro, è stato l'apertura di un fascicolo – senza ipotesi di reato, né indagati – presso la Procura di Padova. Il primo a intervenire nella vicenda era stato il segretario della Lega Matteo Salvini, che, nell'annunciare una sua imminente visita a Padova, aveva fatto sapere di avere «già segnalato la vicenda al ministro della Giustizia e al ministro dell'Interno», sentenziando poi: «In Italia non possono esistere tribunali islamici né leggi parallele: esistono, e tutti devono rispettare, solo le leggi italiane». 

 

Quanto alla Camera penale islamica, questa afferma di muoversi all'interno della cornice dell'ordinamento italiano; ma di agire, nei percorsi di arbitrato, secondo le leggi islamiche. Al di là della specializzazione degli arbitri nella Sharia, le ragioni della creazione di questa nuova istituzione attengono a un piano più profondo, che riguarda piuttosto i principi delle persone di fede musulmana. [...]

Moschee islam2

 

«Questo preserva la dignità e la reputazione delle parti, un valore fondamentale nell'Islam, specialmente in questioni familiari o sensibili», si legge ancora nel sito. E poi il mantenimento dei legami comunitari; perché «l'obiettivo è la risoluzione, incoraggiando spesso la conciliazione (Sulh), come raccomandato dal Corano, per mantenere l'armonia e i rapporti tra le parti».  Infine, il controllo del processo, fino alla «scelta della legge applicabile». [...] 

fedeli islamici in preghiera 2Moschee islam1JIHADISTI