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UNA NUOVA ESCALATION DEI RUSSI NELLA GUERRA IBRIDA CONTRO L’EUROPA: GLI HACKER DEL COLLETTIVO “NONAME057(16)”, SOTTO LA SEZIONE “TRIBUNALE PER COLORO CHE MERITANO UN VERDETTO PUBBLICO”, HANNO PUBBLICATO NEL DARK WEB UN ELENCO DI 18 PERSONALITÀ “OSTILI ALLA FEDERAZIONE RUSSA” DIFFONDENDO NON SOLO NOTIZIE PERSONALI MA INVITANDO GLI UTENTI A FORNIRNE (DIETRO PAGAMENTO) DI NUOVE - QUATTRO GLI ITALIANI: IL MINISTRO DEGLI ESTERI ANTONIO TAJANI, IL PROCURATORE CAPO DI ROMA FRANCESCO LO VOI, IL CAPO DELLA POLIZIA POSTALE IVANO GABRIELLI E IL SINDACO DI AVIANO, PAOLO TASSAN-ZANIN - TUTTI NEL MIRINO DEGLI HACKER CHE HANNO RIVENDICATO GLI ATTACCHI ALLA GRANDE DISTRIBUZIONE ALIMENTARE EUROPEA E OLTRE 350 INCURSIONI IN SITI WEB ISTITUZIONALI E PRIVATI ITALIANI…
1 - HACKER CONTRO POLITICI E MAGISTRATI TAJANI: GUERRA IBRIDA, SI MUOVA IL G7
Estratto dell’articolo di Riccardo Bruno per il “Corriere della Sera”
Cronaca quotidiana dal fronte della guerra ibrida: ieri ad accrescere i timori non sono state le cyber minacce a istituzioni o attività economiche, come i freezer surriscaldati o gli allarmi bomba sugli aerei, ma attacchi a persone fisiche. […]Sono diciotto i nomi presi di mira (già da alcune settimane) dal gruppo di hacker filorussi NoName057(16). Sotto la sezione «Tribunale per coloro che meritano un verdetto pubblico», hanno pubblicato nel dark web un elenco di personalità diffondendo non solo notizie personali ma invitando gli utenti a fornirne (dietro pagamento) di nuove.
Quattro gli italiani: il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi, il capo della Polizia postale Ivano Gabrielli e il sindaco di Aviano, Paolo Tassan-Zanin.
«Criminali informatici sono pronti a pagare per altri dettagli su di me e sui miei cari. Continuerò a difendere le ragioni dell’Ucraina, a lavorare per la pace, e perché non si ripeta mai più quello che è successo, cioè che un Paese, la Federazione Russa, ne invada un altro per imporre la propria volontà» promette il titolare della Farnesina. Replica (ironica) dell’ambasciata russa in Italia: «Abbiamo sentito dire che nel dark web si spaccia la droga. Quindi, stiamo alla larga. Come ci sia finito Tajani, è da chiedere a chi bazzica da quelle parti...».
[…] Si dice sorpreso il sindaco di Aviano: «Sono stupito che il mio nome sia comparso in questo elenco — commenta Paolo Tassan-Zanin — anche perché sono semplicemente il sindaco di una cittadina che ospita la Base Usaf, ma non ho alcun tipo di influenza su ciò che accade al suo interno».
Nella lista di NoName057(16) compaiono pure Michael Schmid, presidente di Eurojust, Benjamin Krause, magistrato della Procura di Francoforte, Holger Münch, capo della polizia criminale tedesca, Amaury-Jacques Garçon, consulente per la cybersicurezza del ministero della Difesa francese. […]
Ivano Gabrielli direttore del servizio polizia postale per la sicurezza cibernetica 1
Si indaga su chi ci sia dietro e soprattutto se siamo di fronte a una regia unica. La Procura di Parigi ha aperto un fascicolo per verificare un possibile collegamento degli autori con «potenze straniere». Il Financial Times ha rivelato che le agenzie di intelligence europee hanno avviato un’indagine congiunta per verificare se l’ondata di false bombe sia riconducibile ad attivisti vicini al presidente Putin. Anche Europol si riunirà nei prossimi giorni.
Portano sempre in Russia i primi sospetti per un attacco hacker alla società Bbt Se che gestisce la costruzione della mega galleria di base del Brennero. La violazione del sistema informatico […] sarebbe opera del gruppo russofono «Everest», già noto per furto di dati sensibili e richieste di denaro per non divulgarli. […]
2 - «NEMICI DELLA RUSSIA»: LA LISTA NERA E LE FOTO DI LO VOI E INVESTIGATORI
Estratto dell’articolo di Rinaldo Frignani per il “Corriere della Sera”
La caccia al nemico è scattata attorno al 20 ottobre scorso. Proprio quando sono arrivate le prime mail per segnalare ordigni esplosivi in decine di scuole italiane e su un volo Ryanair dalla Lettonia a Roma.
«La morte è vicina» c’era scritto nell’oggetto delle comunicazioni inviate con un indirizzo-fake del ministero dell’Istruzione saudita.
Sarà pure una coincidenza, ma è singolare che proprio in quei giorni gli hacker filorussi «Noname057(16)» abbiano lanciato una campagna sul dark web per ottenere, a pagamento, informazioni su chi in Occidente è impegnato nelle indagini contro di loro: indirizzi, telefoni, mail, familiari. Una taglia, insomma, non solo sul ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani, ma anche su investigatori ed esperti di cybersicurezza italiani ed europei.
In mezzo ci è finito pure Paolo Tassan-Zanin, sindaco di Aviano, il comune in provincia di Pordenone che ospita la più importante base aerea americana nel Sud Europa, in un complesso italiano e Nato dove si trovano anche armi nucleari.
[…] risulta comunque in cima all’elenco dei 18 «cittadini ostili alla Federazione russa», prima di Tajani, di Francesco Lo Voi, procuratore capo di Roma, e Ivano Gabrielli, direttore della polizia postale e quindi coordinatore dei reparti investigativi impegnati nel contrasto ai reati informatici.
I GRUPPI DI HACKER RUSSI CHE LAVORANO PER PUTIN
Tutti nel mirino degli hacker che hanno rivendicato gli attacchi alla grande distribuzione alimentare europea e oltre 350 incursioni in siti web istituzionali e privati italiani, ma che sanno anche di avere il fiato sul collo di piazzale Clodio e della Postale: nel luglio 2025 sia Lo Voi sia Gabrielli hanno preso parte alla maxi operazione «Eastwood» contro il collettivo vicino al Cremlino con oltre 100 server disattivati, due arresti, sette mandati di cattura europei, 24 perquisizioni (cinque in Italia), un migliaio di fan sotto indagine. Fra i ricercati dai pm di Francoforte Olga Evstratova, Mihail Evgeyevich Burlakov, Andrey Stanislavovich Avrosimow, Maxim Lupin e Andrey Muravyov.
Oggi nella lista di «Noname» ci sono proprio il direttore della Bka (la Bundeskriminalamt) Holger Münch, il pm Benjamin Krause, capo dell’Ufficio centrale per il contrasto ai crimini informatici della Procura di Francoforte, e i giornalisti Angelique Geray e Michael Alexander Martens, e il collega Sergej Maier: la prima minacciata di morte per essersi infiltrata in un network di agenti russi, il secondo ricercato da Mosca per istigazione all’odio per aver chiesto al presidente ucraino Volodymyr Zelensky «cosa possiamo fare per aiutarvi a uccidere più soldati russi?» e il terzo per aver svolto reportage sotto copertura su Telegram.
VIDEO DEGLI HACKER FILO RUSSI CHE RIVENDICANO GLI ATTACCHI AI SUPERMERCATI IN EUROPA
Sul dark web spiccano poi i francesi Amaury-Jacques Garçon, che collabora con il ministero della Difesa per la cybersicurezza, Charles Meslay, Livia Tibirna ed Héloïse Hubert esperti anti-hacker della Sekoia. E ancora il presidente di Eurojust — l’Agenzia europea per la cooperazione giudiziaria penale — Michael Schmid, austriaco, e Edvardas Šileris, direttore del Centro europeo per la lotta al crimine informatico.
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