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LA NUOVA STRATEGIA DI PUTIN: NON SERVE CONQUISTARE KIEV SE COSTRINGI GLI ABITANTI A SCAPPARE – IN VISTA DELL’INVERNO, E DELLE ELEZIONI AMERICANE DI MIDTERM A NOVEMBRE, I RUSSI COLPISCONO PONTI E CENTRALI ELETTRICHE: NELLA CAPITALE UCRAINA È ANDATO DI DISTRUTTA L’INFRASTRUTTURA CHE A NORD COLLEGA LE DUE SPONDE SUL FIUME DNIPRO – L’OBIETTIVO È FIACCARE LA RESISTENZA DEI CITTADINI, CHE QUESTO INVERNO SI TROVERANNO SENZA ELETTRICITÀ E RISCALDAMENTO – ZELENSKY MINACCIA RITORSIONI SULLE RAFFINERIE, IN ATTESA CHE TRUMP SI SVEGLI (MA QUELLO PENSA SOLO AGLI AFFARI)
SINDACO DI KIEV, COLPITO IL PONTE NORD DELLA CITTÀ
DRONE RUSSO COLPISCE UN PONTE A KIEV
(ANSA-AFP) - Il Ponte Pivnichnyj (Ponte Nord) di Kiev è stata di nuovo colpito, in concomitanza con la visita del cancelliere Friedrich Merz in città.
E' quanto reso noto dal sindaco della capitale ucraina, Vitali Klitschko.
"Impatto sulla carreggiata del Ponte Nord. I servizi di emergenza stanno raggiungendo il luogo", ha affermato su Telegram. In precedenza erano risuonate le sirene antiaeree, che segnalavano l'avvicinamento di droni alla città.
UCRAINA: ZELENSKY, 135 DRONI NELLA NOTTE, COLPITO DI NUOVO PONTE
(LaPresse) - "Questa mattina, i russi hanno colpito nuovamente il Ponte Pivnichnyi (Ponte Nord, ndr) a Kiev con un drone.
Hanno attaccato un normale magazzino farmaceutico a Sumy con droni.Tragicamente, una persona è stata uccisa. Le mie condoglianze alla famiglia e ai cari.
DRONE RUSSO COLPISCE IL PONTE NORD A KIEV
A Dnipro, hanno colpito un impianto di comunicazioni. Sei persone sono rimaste ferite a causa di questi attacchi". Così su X il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky, spiegando che "durante la notte, i russi hanno lanciato 135 droni d'attacco contro l'Ucraina, più di 50 dei quali a getto. Le regioni di Kyiv, Dnipro, Kharkiv, Donetsk, Sumy e Zaporizhzhia sono state prese di mira".
"È importante - spiega - che l'Ucraina non sia lasciata sola contro questo terrore. Solo questa settimana, i russi hanno utilizzato più di 1.900 droni d'attacco, 1.700 bombe aeree e 25 missili contro l'Ucraina. Più di 800 dei droni erano a getto, e la Russia deve essere ritenuta responsabile di questa escalation". EST NG01 mdg 041126 OTT 26
PUTIN SCATENA LA GUERRA DEI PONTI SU KIEV L’IRA DI ZELENSKY: PIÙ RAID SULLE RAFFINERIE
Estratto dell’articolo di Filippo Femia per “La Stampa”
Nelle immagini riprese dalla dashcam di un automobilista si vede distintamente la sagoma del drone in arrivo. Poi l'impatto e un'esplosione, seguita da nuvole nere e una vampata di fiamme, che squarcia l'alba.
Nel mirino dell'esercito russo è finito ieri il ponte Pivnichnyi, conosciuto come Ponte Nord, che collega le due sponde del fiume Dnipro a Kiev.
Un attacco avvenuto intorno alle 6. 30, quando alcuni veicoli lo stavano percorrendo: non si sono registrate vittime, il transito è stato subito interrotto a causa dei danni alla strada.
Si tratta del quarto ponte che l'esercito di Putin ha bombardato – alcuni sono stati colpiti fino a quattro volte – da giovedì scorso. È l'ultimo tassello di quella che si delinea come una strategia del Cremlino, sempre più chiara e sistematica, per seminare il caos tra i tre milioni di abitanti di Kiev e costringerli alla fuga.
vladimir putin concentrato vota al computer 2
Mosca ha anche invitato cittadini stranieri e diplomatici a lasciare la capitale ucraina. «La responsabilità per eventuali conseguenze negative ricadrà su coloro che ignorano questo avvertimento», ha detto il ministero degli Esteri russo. Il sindaco di Kiev Vitaliy Klitschko non ha nascosto che i bombardamenti russi stanno «devastando» la città, dove la situazione è «estremamente drammatica», per gli attacchi alle infrastrutture.
Infrastrutture civili, che nell'interpretazione di Mosca si trasformano in obiettivi militari, legittimi da bersagliare: «Quei ponti vengono utilizzati per facilitare i movimenti delle truppe ucraine e la logistica delle consegne di materiale militare» ha provato a giustificare il ministero della Difesa russo.
vladimir putin e xi jinping al vertice sco in kirghizistan foto lapresse 4
[...] Il governo ucraino sta correndo ai ripari per garantire il collegamento tra la riva sinistra e quella destra del Dnipro – attraversate ogni giorno, in media, da 600 mila veicoli – costruendo ponti galleggianti. Il ministro per la Ricostruzione, Mykola Kalashnyk, ha rivelato che i lavori sono già cominciati.
La costruzione dei ponti galleggianti, ha sottolineato, potrebbe richiedere fino a tre mesi, mentre le strutture dovrebbero garantire il 50% della capacità di transito degli attuali ponti. Al vaglio delle autorità ci sono anche altre soluzioni, come la costruzione di strutture in cemento (realizzabili più rapidamente) e, nel lungo periodo, la realizzazione di un tunnel sotto il fiume. [...]
volodymyr zelensky al vertice delle nazioni unite 5
LA NUOVA «DOTTRINA» DELLO ZAR: SPEZZARE LA CITTÀ PER SVUOTARLA VIADOTTI E CENTRALI NEL MIRINO
Estratto dell’articolo di Marta Serafini per il “Corriere della Sera”
Mosca non sta cercando di conquistare Kiev: sta cercando di renderla invivibile. La differenza sposta l’obiettivo dalla geografia al funzionamento — dalla linea del fronte alla capacità di una società di reggere mentre il fronte non si muove.
I ponti sul Dnipro non hanno valore militare decisivo: servono a 600.000 veicoli al giorno e alla metro, cioè alla circolazione normale di una capitale tagliata in due da un fiume largo. Le limitazioni su tre dei sei ponti — con pontoni di riserva in cantiere e un tunnel allo studio — producono un danno sproporzionato rispetto al costo del drone che lo infligge.
attacco missilistico russo a kiev in ucraina foto lapresse 3
La logica è quella dell’asimmetria degli attriti: colpire ciò che è caro da sostituire e impossibile da spostare. Stessa cosa per l’Istituto per la ricerca nucleare, colpito il 30 settembre: il reattore è spento dal 2022, nessun aumento di radioattività.
Ma il raid impone alle autorità una comunicazione difensiva che consuma tempo ed energia. Come per l’Accademia delle Scienze, bersagliata sempre nelle stesse ore: si dimostra che nessun luogo della capitale è fuori portata.
In questo scenario, la priorità di Mosca resta l’energia. Il piano di Putin intercettato e mostrato dal ministro dell’Energia Denys Shmyhal ai partner europei a Parigi — fino a 1.000 missili, droni e bombe — punta a sottrarre quasi 15 gigawatt e a portare i tagli fino al 90% su elettricità e riscaldamento a Kiev, Kharkiv e Odessa. Il punto più delicato è il meccanismo scelto per le tre centrali nucleari operative: non colpirle, ma isolarle dalla rete agendo sulle sottostazioni a meno di 2 chilometri dai reattori — l’effetto di un attacco al nucleare senza assumerne il rischio. Poi, i raid sulla rete e i server per lasciare la gente senza luce e senza rete.
Putin ha confermato la campagna invernale, presentandola come rappresaglia per i colpi ucraini alle raffinerie: una cornice che sposta la discussione dalla legittimità del bersaglio alla reciprocità.
DRONE RUSSO COLPISCE IL PONTE NORD A KIEV
La fragilità ucraina è strutturale: Kiev ha speso centinaia di milioni in protezioni e turbine decentrate per le centrali elettriche, ma per l’analista ucraina Maria Tsaturian basterebbero pochi raid a vanificare i 5 gigawatt ripristinati.
Zelensky lo ha spiegato chiaro a El Pais : l’obiettivo russo è costringere gli ucraini, «soprattutto quelli della capitale», a lasciare Kiev — «esattamente ciò che volevano nel 2022». Qui rientrano due tasselli poco discussi. Il primo sono le ambasciate: nel 2022 lasciarono Kiev per Leopoli e Varsavia e riaprirono solo nei mesi successivi, a una a una, e quel rientro divenne la misura più concreta della fiducia nella difesa della città.
Il secondo sono i rifugi: la rete di Kiev conta 4.385 strutture, ma quasi nove su dieci sono cantine e seminterrati che la legge non considera protettivi, e la capacità complessiva copre meno del 60% della popolazione stimata. [...]
volodymyr zelensky donald trump
Se la campagna invernale rendesse Kiev invivibile, la sequenza non si fermerebbe ai blackout: nuovi sfollati, rappresentanze diplomatiche con personale ridotto. Per Mosca sarebbe il risultato più efficace: non serve conquistare Kiev se sono gli altri a lasciarla.
La tesi di Zelensky è che Mosca tari l’intensità sul calendario americano: «La tattica di Putin è intensificare il conflitto il più possibile, e con l’avvicinarsi delle elezioni di metà mandato di Trump lo farà ancora di più». [...]
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