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ODIATE IL VOSTRO LAVORO, MA NON SAPETE COSA FARE IN ALTERNATIVA? SE VI SENTITE IN TRAPPOLA PROVATE A SEGUIRE IL METODO DI QUESTI DUE PROFESSORI DELLA STANFORD UNIVERSITY CHE SUGGERISCONO DI CREARE UNA MAPPA MENTALE PER TROVARE UNA VIA D’USCITA: IL PRIMO PASSO È SCEGLIERE QUALCOSA CHE VI PIACE E SCRIVERE SEI CONCETTI RELATIVI ALL’ARGOMENTO SU UN FOGLIO – POI PASSATE A EVIDENZIARE LE PAROLE PIÙ SIGNIFICATIVE E…(VI DATE UNA CHIODATA!)
Shana Lebowitz per "it.businessinsider.com"
L’unica cosa peggiore di odiare il proprio lavoro è sentire che non lo si può lasciare perché non si sa quale altro lavoro – se esiste – ci rende più felici.
Bill Burnett e Dave Evans definiscono “trappola” questo dilemma fin troppo comune. Il modo migliore di uscirne, dicono, è crearsi una mappa mentale.
Burnett ed Evans tengono un corso chiamato “Designing Your Life” alla Stanford University; nel 2016, hanno pubblicato un libro con lo stesso nome, dove spiegano come creare una mappa mentale e perché funziona.
Una mappa mentale è il risultato tangibile di un gioco di libere associazioni relativo alla tua carriera. Ecco come iniziare:
1° passo: scegli un argomento
Scegli qualcosa che ti dia piacere (se hai tenuto un diario o qualsiasi lista delle responsabilità lavorative che ti piacciono, scegli una di queste).
2° passo: scrivi cinque o sei cose relative all’argomento scelto
Usa la primissima cosa che ti viene in mente per creare un cerchio di parole. Ripeti questo processo di libera associazione con le parole e continua fino a quando non hai almeno tre cerchi di parole.
Datti cinque minuti al massimo per completare i primi due passi.
3° passo: fai collegamenti secondari
Evidenzia alcune parole del cerchio esterno che ritieni significative. Cerca ora di fonderle in nuove idee.
Ecco che aspetto ha una mappa mentale completa:
Come puoi vedere, alcune serie di parole non conducono da nessuna parte, per esempio “Philip Roth”→”Lamento di Portnoy”→”Flusso di coscienza”
Ma se fondi insieme le parole cerchiate, “English class” (insegnamento dell’inglese), “actress” (attrice), “grade school” (scuola media) e “tweens” (ragazze tra i 9 e i 14 anni) il risultato è … professoressa di teatro di scuola media!
O, forse, la persona che ha compilato questa (ipotetica) mappa mentale potrebbe mantenere il suo lavoro e scrivere anche pezzi teatrali orientati a un pubblico adolescente. Le possibilità sono infinite.
Burnett e Evans scrivono che le mappe mentali si avvalgono di due principi fondamentali del pensiero progettuale: “Scegli meglio quando hai molte buone idee tra cui scegliere“, e “Non scegli mai la prima soluzione che ti viene in mente a qualsiasi problema“.
In altre parole, anche se hai un’idea fulminante — Dovrei fare parapendio come mestiere! — mentre sei seduto alla tua scrivania, probabilmente non è quella che vuoi in definitiva metter in pratica. Prenditi un po’ più di tempo e sii un po’ più creativo; probabilmente penserai qualcosa di migliore.
Burnett e Evans parafrasano David Kelley, il fondatore della scuola di design: “Spesso devi prendere in considerazione le idee più strane prima di arrivare a quelle realizzabili”.
Cioè: “Non avere paura delle idee pazzesche. Potrebbero essere il punto di svolta verso qualcosa di veramente pratico e nuovo”.
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