rivolta degli autotrasportatori - supermercati vuoti a napoli

“OGGI NAPOLI È UNA CITTÀ CHE NEMMENO IN TEMPO DI GUERRA” – IL “CORRIERE DELLA SERA” RACCONTA UNA CITTA’ MESSA IN GINOCCHIO DALLA RIVOLTA DEGLI AUTOTRASPORTATORI: “I SUPERMERCATI HANNO I BANCHI VUOTI. NON C’È UNA FOGLIA DI VERDURA, FRUTTA. LATTE E UOVA MANCO A PARLARNE. PASTA: SOLO PENNE LISCE, COME AI TEMPI DEL COVID. PELATI E PASSATE DI POMODORO: NIENTE. È FINITA PURE LA CARTA IGIENICA. E SE NON CI SI MUOVE DI BUON MATTINO NON SI TROVA NEMMENO IL PANE. PIANTEDOSI HA DECISO DI ADOTTARE L’IDENTIFICAZIONE DEI MANIFESTANTI, NON SOLTANTO IN CAMPANIA MA ANCHE NELLE ALTRE REGIONI DEL SUD DOVE LA PROTESTA SI È ESTESA. LA POLIZIA INTENDE CHIARIRE IL RUOLO NELL’ORGANIZZAZIONE DEI PRESIDI E VERIFICARE QUELLE ‘INFILTRAZIONI’ DENUNCIATE DAL MINISTRO LOLLOBRIGIDA MA L’ANALISI DEGLI SPECIALISTI NON EVIDENZIA UN RUOLO DEI CLAN..."

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

Estratto dell’articolo di Fulvio Bufi per il “Corriere della Sera”

 

RIVOLTA DEGLI AUTOTRASPORTATORI - SUPERMERCATI VUOTI A NAPOLI

I supermercati hanno i banchi vuoti. Non c’è una foglia di verdura, frutta: qualche pompelmo. Latte e uova manco a parlarne. Pasta: solo penne lisce, come ai tempi del Covid. Pelati e passate di pomodoro: niente. È finita pure la carta igienica.

Oggi Napoli è una città che nemmeno in tempo di guerra.

 

E se non ci si muove di buon mattino non si trova nemmeno il pane. La protesta degli autotrasportatori, che da venerdì scorso sta provocando il blocco delle consegne, ormai fa sentire pesantemente i suoi effetti. E non è una questione che riguarda solo i generi alimentari. Rifornirsi di benzina o gasolio è ormai un’impresa spesso impossibile. La gran parte dei distributori è a secco.

 

Quei pochi che ancora possono pescare nei serbatoi hanno file chilometriche da affrontare con pazienza e con la consapevolezza che si può anche arrivare alla pompa quando non esce più niente.

 

RIVOLTA DEGLI AUTOTRASPORTATORI - SUPERMERCATI VUOTI A NAPOLI

Ormai da giorni i trasportatori stanno organizzando presidi in punti cruciali per il traffico delle merci: nel porto, alla barriera di Caserta nord della A1, allo svincolo di Nocera in direzione sud. Ieri si sono dati appuntamento a San Giovanni a Teduccio, davanti alla ex raffineria Q8, dove ancora ci sono i depositi utilizzati per riempire le autocisterne. «Non facciamo blocchi stradali — ripetono — ma presidi pacifici che siamo stati costretti a fare per far capire al governo che non ce la facciamo più. Siamo consapevoli dei disagi ma li subiamo anche noi. Però dobbiamo andare avanti. E continueremo finché Salvini non verrà qui a discutere con noi».

 

RIVOLTA DEGLI AUTOTRASPORTATORI - SUPERMERCATI VUOTI A NAPOLI

Però incontri in programma a Napoli con il ministro dei Trasporti non ce ne sono. Ci sono invece i provvedimenti che un altro ministro, quello dell’Interno, Piantedosi, ha deciso di adottare con l’identificazione dei manifestanti, non soltanto in Campania ma anche nelle altre regioni del Sud dove la protesta si è estesa.

 

Tra gli identificati in Calabria ci sarebbe anche qualcuno con precedenti penali, e la polizia intende chiarirne il ruolo nell’organizzazione dei presidi e verificare quelle «infiltrazioni» denunciate dal ministro Lollobrigida. Nelle riunioni che si susseguono in queste ore l’analisi degli specialisti non evidenzia un ruolo dei clan, ma l’attenzione rimane alta anche rispetto alle gomme tagliate e alle minacce che alcuni autotrasportatori esercitano sui colleghi per convincerli a non arretrare rispetto alle rivendicazioni di misure urgenti. […]