OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO…
COME STA PAPA LEONE DOPO L’ASPORTAZIONE DEL TUMORE MALIGNO AL POLMONE? “SI SENTE BENE E NON PROVA DOLORE”, RACCONTA IL FRATELLO. IERI MATTINA IL PAPA HA FATTO FISIOTERAPIA RESPIRATORIA E “HA INIZIATO A CAMMINARE IN STANZA”- IL PONTEFICE, CHE HA SCOPERTO IL PROBLEMA PER CASO DOPO LA METÀ DI SETTEMBRE, DOVREBBE ESSERE DIMESSO ATTORNO A MARTEDÌ PROSSIMO 20 OTTOBRE - INCERTEZZA SUL VIAGGIO IN SUDAMERICA CHE LEONE XIV DOVREBBE COMPIERE DAL 6 AL 17 NOVEMBRE. LE DATE DELLA TRASFERTA POTREBBETO SLITTARE - I TEST GENETICI SVELERANNO LE EVENTUALI CURE DA INTRAPRENDERE. SE IL TUMORE È PRECOCE, COME SEMBRA, E NON C’È INTERESSAMENTO DEI LINFONODI, LA CHIRURGIA È L’ATTO RISOLUTIVO. ALTRIMENTI SI VALUTERANNO LA TERAPIA BIOLOGICA, COSTITUITA DA “UNA COMPRESSA AL GIORNO PER TRE ANNI”, L’IMMUNOTERAPIA E LA CHEMIOTERAPIA – ROMPE IL SILENZIO ANCHE DONALD TRUMP, NON CERTO UN SIMPATIZZANTE DI PAPA LEONE, A CUI HA RIVOLTO DURI ATTACCHI: “SPERO CHE SI RIMETTA”
Trump, 'spero che papa Leone si rimetta'
(ANSA) - Donald Trump ha detto di augurarsi che Papa Leone "si rimetta" parlando con i giornalisti dopo un comizio in Arizona. In passato il presidente americano ha rivolto duri attacchi al pontefice che si è operato ieri per un nodulo maligno al polmone. Il fratello di papa Leone "è un mio amico. È una persona fantastica e, insieme alla moglie, è un mio grande sostenitore", ha aggiunto Trump. "La loro casa è piena di simboli Maga. Suo fratello ama molto il Papa", ha detto ancora il presidente americano.
papa leone arriva al policlinico gemelli
PAPA LEONE
Estratti da repubblica.it
Già la sera dell’operazione, terminato l’effetto dell’anestesia, «si sentiva bene e non provava dolore», ha raccontato alla televisione statunitense NewsMax il fratello Louis Prevost, in cura a sua volta Oltreatlantico per un mieloma multiplo. Ieri mattina il Papa ha fatto fisioterapia respiratoria e «ha iniziato a camminare in stanza», hanno riferito il suo medico curante, Luigi Carbone, e Stefano Margaritora che lo ha operato, «ha ripreso una regolare alimentazione facendo colazione e pranzo». Nel pomeriggio ha concelebrato messa con i suoi due segretari.
papa leone arriva al policlinico gemelli 1
Da quanto filtra il Papa non ha ricevuto visite, ha interagito con i medici con il suo stile tranquillo e pragmatico, in Vaticano assicurano che era «di buon umore». Gli esami del sangue e la radiografia del torace fatti ieri mostrano valori «nella norma per il tipo di intervento eseguito». Dovrebbe essere dimesso attorno a martedì prossimo 20 ottobre. Sarà passato poco più di un mese da quando è iniziato tutto.
Il Vaticano non ha mai detto quando il Papa ha scoperto di avere un tumore al polmone. I medici del Papa avrebbero individuato il problema per caso dopo la metà di settembre, attorno al compleanno di Leone, il 14 del mese, durante una banale risonanza magnetica di controllo all’addome fatta discretamente al Fatebenefratelli.
COMUNICATO SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE SULLE CONDIZIONI DI PAPA LEONE
Si chiama incidentaloma, la scoperta di un tumore per caso, nel corso di un esame diagnostico per controllare eventuali altre patologie. I dottori avrebbero intravisto il nodulo nella parte bassa dei polmoni ed hanno deciso di approfondire in tempi solleciti. Ma almeno all’inizio non sarebbe stato più di un sospetto.
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Ha accelerato l’operazione proprio per poterlo fare, ma il viaggio in Uruguay, Argentina e Perù che Leone XIV dovrebbe compiere dal 6 al 17 novembre non è più una certezza. Nessuno pensa di annullarlo, ma inizia a serpeggiare, in America Latina come a Roma, qualche dubbio ora sul calendario, ora sull’agenda serratissima prevista. A riprova del fatto che l’operazione che ha rimosso un tumore maligno dal polmone destro del Papa è riuscita, sì, ma stende un velo di incertezza sul prossimo futuro.
La presidente da poco eletta del Perù ha iniziato a dire che i preparativi proseguono ma le date della trasferta potrebbero slittare. «Stiamo attenti ai prossimi comunicati dal Vaticano perché abbiamo inteso che il recupero durerà molte settimane», ha detto Keiko Fujimori. Stessa musica dalle parti di Montevideo, in Uruguay, dove il cardinale Daniel Sturla è stato ancora più esplicito: «È possibile che i medici non lo lascino venire adesso perché debba sottoporsi a qualche trattamento, ma che possa venire in seguito», ha dichiarato il porporato all’emittente Telemundo.
A Buenos Aires, intanto, il portavoce Javier Milei, Adrian Ravier, non ha perso tempo, appena saputo della scoperta dell’adenocarcinoma (rimosso), a dichiarare: «Al di là del desiderio di organizzare la cerimonia di benvenuto per il Papa, la sua salute è la priorità: vogliamo che stia bene, attendiamo ulteriori aggiornamenti».
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LE CURE
Dopo l’operazione all’adenocarcinoma polmonare Papa Leone XIV dovrà sottoporsi ad altre terapie. Mentre i test sveleranno il rischio di recidive. Robert Francis Prevost ha cominciato a svolgere fisioterapia respiratoria e a camminare in stanza.
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Marcello Tiseo, ordinario di oncologia e primario all’ospedale di Parma, spiega oggi a Repubblica che prima di tutto bisogna sapere se il tumore è arrivato ai linfonodi oppure no. La risposta a questa domanda dà un indirizzo alle eventuali cure da intraprendere.
Tiseo spiega che conta prima di tutto lo stadio della malattia: «Se è precoce, come sembra, e quindi se è al primo stadio e non c’è interessamento dei linfonodi, la chirurgia è l’atto risolutivo. Il paziente deve solo fare dei controlli nei mesi-anni successivi. Se però il tumore ha una caratteristica molecolare particolare, la mutazione del gene Egfr, si potrebbe anche fare una terapia biologica, costituita da una compressa al giorno per tre anni». Secondo il professore è poco probabile che vengano trovate cellule tumorali. Ma in questo caso «si aprirebbero tre scenari, a seconda sempre di quello che diranno gli esami, quello istologico e soprattutto quello immunoistochimico e molecolare.
Vengono avviate quelle che sono definite terapie adiuvanti, perché hanno come obiettivo di ridurre in modo rilevante il rischio che la malattia si possa ripresentare, colpendo, ove fossero presenti, micro-metastasi non visibili con gli esami strumentali».
Tiseo spiega che in caso di mutazione del gene Egft, che si riscontra nel 10-15% dei casi di adenocarcinoma, «si fa la cosiddetta terapia target, che blocca il recettore mutato delle cellule tumorali. Si tratta di una terapia biologica che può anche essere proposta nel caso di mutazione del gene Alk, meno frequente perché riguarda circa 4-5% dei casi di adenocarcinoma. Queste terapie in senso preventivo sono disponibili da pochi anni. in questo caso il paziente deve prendere una pasticca tutti i giorni, se c’è la prima mutazione per tre anni, se c’è la seconda per due». Gli effetti collaterali sono «diarrea e tossicità cutanea con il farmaco per la mutazione Egfr e disturbi gastrointestinali e gonfiore per l’altra».
Il secondo tipo di trattamento «si basa sull’immunoterapia, che stimola il sistema immunitario a combattere le cellule del cancro. Prima è necessario però fare tre o quattro cicli di chemio, una ogni 21 giorni. Dopo, se si trova un valore elevato di proteina Pdl1, che è quella che inattiva il sistema immunitario aprendo la strada al tumore, si può fare l’immunoterapia. Succede nel 25-30% dei casi di adenocarcinoma. Il farmaco blocca il Pdl1, facendo così aggredire il cancro dal sistema immunitario. Anche in questo caso si tratta di una terapia che si fa per endovena o sottocute, una volta ogni 21 giorni e per un anno. Può dare problemi di diarrea, alterazione della funzione tiroidea e prurito».
Infine, c’è la possibilità della chemiaterapia, da fare ogni 21 giorni e per quattro volte. «Gli effetti collaterali sono il rischio dell’abbassamento delle difese immunitarie, la nausea, il vomito. La chemio dà un beneficio più modesto delle altre terapie, basta pensare che abbinandola all’immunoterapia la sua efficacia aumenta del 20%. E con la terapia target la risposta al tumore è ancora più efficace».
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papa leone xiv 2
PAPA LEONE XIV RISPONDE A DONALD TRUMP
MEME donald trump PRESO A PUGNI DA papa leone xIV
papa leone andrea cambieri
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