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PARENTI SERPENTI! - L'ATTRICE SVEDESE EWA AULIN, MAMMA DI OLIVIA PALADINO E SUOCERA DI GIUSEPPE CONTE, NON SI SBOTTONA SULLA CARRIERA POLITICA DI PEPPINIELLO: "CHE OPINIONE HO DI LUI? CREDO CHE PRIMA DI PARLARE DI POLITICA SIA NECESSARIO CONOSCERE, INFORMARSI SUL SERIO, STUDIARE. È TUTTO COSÌ COMPLICATO, SE SI DÀ UN PARERE BISOGNA ESSERE CERTI DI QUEL CHE SI DICE" - POI, PERO', LA "NINFETTA BIONDA" DEGLI ANNI '70 TENTA DI SALVARE IL SALVABILE: "LO CONOSCO IN PRIVATO, COME GENERO, QUANDO È IN FAMIGLIA. È UN BRAVO PADRE, UN BRAVO COMPAGNO" - LA MOLESTIA SUBITA IN SPAGNA DA EWA: "UN ATTORE MI SALTO' ADDOSSO. PROVO' A VIOLENTARMI MA NON CI È RIUSCI'" - LA PRESENTAZIONE AL LIDO DI VENEZIA DI "COL CUORE IN GOLA", INSIEME A TINTO BRASS - VIDEO!
Estratto dell'articolo di Fulvia Caprara per "la Stampa"
ewa aulin col cuore in gola by tinto brass
«Sono molto emozionata, quando penso alla me stessa di allora mi faccio tenerezza da sola, ero così giovane, una ragazzina e, a pensarci bene, sono stata anche molto coraggiosa».
Dopodomani al Lido di Venezia, Ewa Aulin presenterà insieme al regista Tinto Brass Col cuore in gola, il thriller pop scelto per la preapertura della Mostra, girato nel 1967 e ora riportato in vita grazie al restauro digitale 4K realizzato dal CSC-Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma con il supporto di Netflix: «Volevo fare l'attrice da quando avevo tre anni e l'Italia in quel periodo era la terra della sperimentazione, si facevano tanti film, brutti e belli, c'era un clima bellissimo e io volevo provare, sapere, dire».
Che ricordo ha di quel set?
ewa aulin col cuore in gola by tinto brass
«Tinto era meraviglioso, era lì con il suo pancione enorme, mi ha trattata come un vice-padre, mi ha voluto subito un gran bene, sono stata davvero fortunata. E poi con lui sul set c'era Tinta, carinissima. Con me erano tutti molto affettuosi, si è creata un'atmosfera familiare, tutto era eccitante, stavo conoscendo persone talmente interessanti».
Recitava accanto a Trintignant, con lui come andò?
«Siamo diventati amici e così siamo rimasti, per tutta la vita. Con lui ho recitato anche dopo, in un altro film, mi ha insegnato tanto, era bravissimo, stargli vicino era come seguire un corso universitario di recitazione. A differenza degli attori americani che seguivano "il metodo", lui, come molti altri interpreti europei dell'epoca, non aveva regole precise, però sembrava nato per fare quel mestiere e aveva mille consigli da dare, in ogni momento. Io li assorbivo, come una spugna».
Ha cominciato giovanissima. In che modo?
olivia paladino giuseppe conte
«Avevo vinto il concorso Miss Mondo, ma già prima di allora, a scuola, avevo girato un corto con i miei compagni, ebbe un gran successo, diventammo famosi. La recitazione mi interessava tantissimo e poi, fin da quando ero molto piccola, venivo fotografata continuamente e finivo sui giornali. Sembrava che avessi una strada già segnata, poi ho fatto il provino per Pippi Calzelunghe, non mi hanno presa, ma a 7 anni ho iniziato a lavorare. Poi, a 20, ho smesso».
Come mai ha scelto così presto di fermarsi?
«Volevo prendere una lunga pausa, avevo incontrato l'uomo italiano che poi ho sposato e con cui ho avuto i miei figli.
Mi sono detta "sono così giovane, forse è giusto imparare meglio questo mestiere", mi avevano preso alla scuola di teatro di Stoccolma di Bergman, ho pensato che avrei potuto mettermi alla prova con qualcosa di serio, in America avevo imparato il metodo Stanilavskij. Con il film Candy e il suo pazzo mondo ero diventata celebre, forse troppo».
In che senso?
«Per una ragazzina era tutto troppo, viaggiavo sempre, lavoravo, ero sempre stanca, volevo fermarmi, mettere i piedi per terra, avere figli. Mio marito non amava il mio mestiere, a un certo punto, gli ho dato retta e ho detto basta».
Si è pentita? «Sì, il mio lavoro mi è mancato, soprattutto ho sentito il bisogno di esprimermi, perché recitare per me era quello. Mi dispiace, ho avuto tante proposte e tra queste anche cose belle, ma non rimpiango nulla. Ho iniziato a scrivere, cosa che faccio anche adesso, scrivo storie di tutti i tipi, ho un bagaglio di vita vissuta enorme, penso che continuerò così, sempre più seriamente».
Una ragazza giovane e bellissima, in un momento storico di ribellione e contestazione. Come si sentiva allora?
«Da un lato provavo un po' di timore, ero considerata una specie di Barbie o di Lolita, per chi mi guardava ero quello e basta, non riuscivo più a uscire da quell'immagine. Dall'altra cercavo di comprendere quello che stava succedendo, era un'epoca in cui si discuteva molto di sesso, di liberazione... Sono stata in giro per l'America, nelle università, era interessante, si parlava di come sarebbe cambiato il mondo, della guerra in Vietnam, si facevano manifestazioni, ci credevamo. Allora sembrava che tutto fosse possibile, se avevi un'idea sapevi che l'avresti realizzata, buona o cattiva che fosse».
[...] Come ha vissuto la bellezza?
«Non me ne accorgevo, non mi sembrava di avere nulla più delle altre, non ero consapevole. Poi, più grande, ho capito che invece bisogna saperlo e bisogna anche avere atteggiamenti adeguati, considerando l'effetto che si ha sugli altri. Io non l'ho fatto. Però adesso cerco di insegnarlo alle figlie e alle nipoti».
Ha mai subito molestie?
«Sì, una volta sola. Ero su un set in Spagna, un attore si è introdotto nella mia camera, e mi è saltato addosso. Ha provato a violentarmi e non ci è riuscito. Il giorno dopo sono andata sul set e al trucco mi hanno vista piena di lividi. Ho raccontato tutto e mi sono chiesta che cosa avessi dovuto fare. La truccatrice mi disse "sei giovane, sei in Spagna, nessuno ti crederà". Così mi sono convinta che la cosa più intelligente fosse non dire nulla. E invece non è affatto così». [...]
Una delle sue figlie, Olivia Paladino, è la compagna di Giuseppe Conte. Che opinione ha dell'ex-premier?
«Lo conosco in privato, come genero, quando è in famiglia. È un bravo padre, un bravo compagno. Per il resto credo che prima di parlare di politica sia necessario conoscere, informarsi sul serio, studiare. È tutto così complicato, se si dà un parere bisogna essere certi di quel che si dice».
giuseppe conte olivia paladino (2)
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