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SOLO UNA COINCIDENZA - LORENZO CESA RIFIUTA DI ARRUOLARSI COME "RESPONSABILE" E - ZAC! - VIENE PERQUISITA LA CASA DI LORENZO CESA, CHE E' INDAGATO E LASCIA LA SEGRETERIA DELL'UDC - IL BLITZ SCATTATO ALL'ALBA ALL'INTERNO DI UNA MAXI OPERAZIONE CONTRO LA 'NDRANGHETA, CON 13 ARRESTI E 45 PERSONE AI DOMICILIARI - IN CARCERE ESPONENTI DELLE 'NDRINE, MA ANCHE IMPRENDITORI E POLITICI. ACCERTATI MOVIMENTI ILLEGALI DI DENARO PER 300 MILIONI DI EURO…
Alessia Candito per www.repubblica.it
Politici, imprenditori, boss di primo livello. E fra gli indagati anche il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa, la cui casa romana è stata perquisita e passata al setaccio questa mattina dagli uomini della Dia di Maurizio Vallone. È una maxi-operazione da decine di arresti quella eseguita oggi su tutto il territorio nazionale su richiesta della procura antimafia di Catanzaro guidata da Nicola Gratteri e per ordine del giudice. In manette sono finiti maggiori esponenti delle ‘ndrine tra le più importanti di Crotone, Isola Capo Rizzuto e Cutro come “Bonaventura” “Aracri”, “Arena” e “Grande Aracri”, nonchè di imprenditori di spessore ed esponenti della pubblica amministrazione collusi con le organizzazioni criminali.
L'indagine "basso profilo" ha accertato movimenti illegali di denaro per oltre trecento milioni di euro. Oltre alle misure cautelari, la Procura della Repubblica di Catanzaro ha disposto l'esecuzione di numerosi sequestri di beni aziendali, immobili, autoveicoli, conti correnti bancari e postali per un valore che è stato definito "ingente".
Secondo le prime indiscrezioni, 13 persone sono finite in carcere e 35 ai domiciliari, tutte accusate a vario titolo di riciclaggio, turbativa d’asta, intestazione fittizia di beni ed associazione mafiosa. Fra loro, nomi noti della politica, dell’imprenditoria e delle professioni di Catanzaro, ma anche funzionari, dipendenti pubblici e politici. Quarantanove gli indagati.
Il patrimonio sequestrato “torna nelle casse dello Stato ed è un reale recovery fund che deve essere sempre attivo” dice il presidente della commissione parlamentare antimafia Nicola Morra. “Un plauso sincero a questo immane sforzo investigativo che, la Commissione Antimafia ha potuto seguire grazie al lavoro del suo ufficiale di collegamento DIA colonello Luigi Grasso” spiega in una nota. “Questi arresti dimostrano che lo Stato non solo è presente ma è anche più forte e tenace".
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