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PIÙ SI SCENDE IN PROFONDITA', MENO BISOGNA ESSERE SUPERFICIALI - I CINQUE SUB ITALIANI MORTI ALLE MALDIVE SONO ENTRATI NELLA GROTTA, DOVE SONO STATI RITROVATI, SENZA IL "FILO D'ARIANNA", CIOÈ UNA CORDA CHE PERMETTE DI RITROVARE L'USCITA SENZA PERDERSI. L'UNICA PRECAUZIONE PRESA DAI CINQUE SAREBBE STATA UNA TORCIA LASCIATA ALL'INGRESSO, SEGUENDO LA LUCE, I SUB SPERAVANO DI TROVARE L'USCITA. QUELLO CHE NON AVEVANO MESSO IN CONTO E' LA SABBIA: NUOTANDO A RIDOSSO DEL FONDALE, SI ALZA E OSCURA LA VISTA - INOLTRE, LE VITTIME NON AVEVANO L'ATTREZZATURA ADATTA PER SCENDERE A QUELLA PROFONDITA' - LA STRETTA DELLE AUTORITA' DELLE MALDIVE SULLE IMMERSIONI...

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SUB MORTI, LA STRETTA DELLE MALDIVE SULLE IMMERSIONI. DOMANI LA PRIMA AUTOPSIA

Estratto dell'articolo di Valeria Teodonio per "la Repubblica"

 

FOTO DELLA GROTTA DELLE MALDIVE IN CUI SONO MORTI I CINQUE SUB ITALIANI

“Le linee guida saranno molto rigorose”. Lo dice chiaro, il portavoce del governo delle Maldive. La tragedia nella grotta dell'atollo di Vaavu Alimatha, costato la vita a cinque subacquei italiani e a un soccorritore locale, ha portato ad annunciare una riforma radicale del settore.

 

Il governo – fa sapere Mohamed Hussain Shareef – introdurrà a breve una legge che nasce per colmare un vuoto normativo storico. Finora, infatti, le Maldive di fatto vietavano le immersioni ricreative oltre i 30 metri. Adesso il nuovo testo legalizzerà e regolerà in modo rigidissimo le esplorazioni oltre quella profondità, che diventeranno legali fino ai 40 metri, allineandosi così agli standard internazionali.

FOTO DELLA GROTTA DELLE MALDIVE IN CUI SONO MORTI I CINQUE SUB ITALIANI

 

Le discese oltre i 30 metri e l’accesso a relitti e alle grotte – prevede la bozza della norma – saranno consentite solo a scienziati, ricercatori e sub con brevetti speciali avanzati e attrezzature adeguate. E per chi violerà le regole o opererà senza licenze speciali, scatteranno pesanti sanzioni.

 

MALDIVE, I SUB ITALIANI E L’INCOGNITA DELLA TORCIA «DA LASCIARE ALL’INIZIO DEL CUNICOLO».

Estratto dell'articolo di Sara Gandolfi per "il Corriere della Sera"

 

Maledetta curiosità che li ha spinti a «buttare un occhio» oltre quel tunnel, maledetto dosso che ne ha oscurato l’ingresso e maledette torce che c’erano, sì, ma probabilmente non sono state usate nel migliore dei modi per ritrovare la via del ritorno, quella giusta.

FOTO DELLA GROTTA DELLE MALDIVE IN CUI SONO MORTI I CINQUE SUB ITALIANI

 

Almeno così dice chi nella «grotta degli italiani», come ormai la chiamano tutti qui, è sceso in passato. E non sono pochi, a quanto pare. «Non è sconosciuta, anche se non c’è alcuna mappa depositata. In molti si sono immersi nella prima camera, maldiviani e non», racconta un istruttore locale, dietro garanzia che non pubblicheremo nome né foto «perché il presidente non vuole». Chi non ha con sé filo d’Arianna, frecce o sagole, all’ingresso del corridoio che unisce le due camere della grotta spesso mette una torcia per ritrovare il cammino a ritroso. Ma poi...

 

[...] Sull’andamento delle indagini, però, è calato il silenzio totale.  Impossibile sapere, ufficialmente, quale attrezzatura portata a galla dai soccorritori finlandesi è stata consegnata alle autorità e posta sotto sequestro, quando finiranno di catalogarla per passarla alla Procura di Roma, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, e chi scaricherà le immagini delle GoPro e i file dei computer subacquei. 

 

FOTO DELLA GROTTA DELLE MALDIVE IN CUI SONO MORTI I CINQUE SUB ITALIANI

Tra le parti coinvolte s’insinua la sfiducia: «Speriamo non ci sia inquinamento di prove». La sottufficiale di polizia Firaz risponde via WhatsApp: «Si prega di notare che tutte le richieste di informazioni da parte dei media internazionali relative a questo incidente sono attualmente coordinate e gestite dall’ufficio del presidente». Dall’ufficio del presidente, una nota laconica: «Non possiamo commentare un’indagine in corso». 

 

L’omertà dei maldiviani si rompe al porto turistico di Hulhumale, a Malé, dove nel pomeriggio rientrano i «divemasters», le guide subacquee che insegnano ai turisti stranieri come ci si immerge in queste acque. Da dieci giorni, tra di loro, non parlano d’altro e hanno una gran voglia di spiegare il loro punto di vista. Hussain: «Chi non ha la corda, mette una torcia all’ingresso del tunnel, perché si sa che lì c’è un dosso che fa muro, ma se poi si alza la sabbia con le pinne, chi la vede più la luce della torcia». 

FOTO DELLA GROTTA DELLE MALDIVE IN CUI SONO MORTI I CINQUE SUB ITALIANI

 

Ahmed: «Anche con le bombole ricreative si scende a meno 50, ma poi il tempo è davvero poco, a quelle profondità si consuma più aria, e se subentra il panico, peggio ancora». JoJo: «Hanno preso un rischio enorme, senza calcolarlo. Quando entri in una grotta, non sai mai quando riuscirai ad uscirne».

 

Il muro del silenzio è rotto anche da altre fonti, vicine alle indagini ma rigorosamente anonime. È confermato che i cinque subacquei avevano con sé le torce, i computer subacquei da polso e le GoPro. 

 

Quasi sicuramente, invece, non avevano il filo d’Arianna, o corda guida. Sono scesi con una sola bombola a testa, da 11 o 13 litri, e sono state trovate tutte completamente vuote. Quindi, non può essersi trattato di avvelenamento, perché sarebbero morti prima di finire l’aria, come accadde ai tre sub morti nel 2014 in un’immersione alle Formiche di Grosseto per aver inalato monossido di carbonio.  [...]

Monica Montefalcone e Federico Gualtieri MONICA MONTEFALCONE E LA FIGLIA GIORGIA le salme dei sub morti alle maldive arrivano a malpensaMonica Montefalcone e Federico Gualtieri Mohamed Mahudhee, il sommozzatore morto per recuperare i corpi degli italiani morti alle maldive FOTO DELLA GROTTA DELLE MALDIVE IN CUI SONO MORTI I CINQUE SUB ITALIANI