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UN TERRORISTA? DI SICURO SALIM EL KOUDRI È UN PESSIMO GUIDATORE - IL RACCONTO DI UNO DEI VICINI DI CASA DEL 31ENNE CHE, A MODENA, HA FALCIATO SETTE PERSONE CON LA SUA AUTO: "A MARZO ERA A BORDO DELLA MACCHINA CON CUI HA COMMESSO LA STRAGE. PROCEDEVA A UNA VELOCITÀ ASSURDA. MI È PASSATO A TANTO COSÌ DAI PIEDI" - CHI CONOSCE SALIM EL KOUDRI RACCONTA: "STAVA MALE, ERA SEMPRE SOLO. SI SENTIVA ESCLUSO. DICEVA CHE NON GLI DAVANO IL LAVORO PERCHÉ ERA DI ORIGINE MAROCCHINE" - "I GENITORI? FACEVANO FATICA. LA MADRE LO VENIVA A TROVARE SOLO PER PREPARARGLI IL CIBO E ANDAVA VIA" - L'EX CAPO DEL PERSONALE DELL'AZIENDA CHE ASSUNSE IL 31ENNE: "ERA DECISAMENTE SOTTO LA MEDIA"
YASS HAJ ALI, 23 ANNI, VIVE NELLA STESSA VIA: “A MARZO MI HA QUASI INVESTITO”
Estratto dell'articolo di Niccolò Zancan per “La Stampa”
Davanti a casa della famiglia El Koudri resta una telecamera puntata sul cancello. È una piccola casetta rosa, dentro una corte, fra il paese e le campagne. Sono le cinque del pomeriggio, non succede niente da tutto il giorno, fino a quando si avvicina un ragazzo dinoccolato, si guarda intorno e dice:
«Non è vero quello che ho sentito alla televisione. I genitori di Salim non sono scappati. Già da qualche tempo non abitavano più qui, perché era troppo difficile stare in casa con lui. Salim era aggressivo, urlava sempre. Lo sentivamo tutti».
Il ragazzo dinoccolato si chiama Yass Haj Ali, ha 23 anni, origini tunisine, ma è italiano proprio come il suo amico e vicino di casa. «Certe volte era proprio furioso, ha provato a uscire con noi. Due volte è venuto al circolo Arci, la seconda ha litigato. Stava male, era sempre solo. Si sentiva escluso, non accettato. Diceva che non gli davano il lavoro perché era di origine marocchine».
E i genitori? «Facevano tantissima fatica. L’ultimo litigio l’ho sentito qualche settimana fa. Lui era qui fuori che fumava e gridava. La madre parlava in italiano, cercava di tranquillizzarlo: “Calmati, Salim. Risolviamo i problemi”. Lui in arabo urlava: “Nessuno mi capisce”».
Ma sei sicuro? I genitori non abitavano più con lui? «Hanno preso un’altra piccola casa qui in paese, si sono trasferiti da poco. Già a marzo, durante il ramadan, la madre veniva solo a preparargli il cibo per l’ora del tramonto. Stava un’ora e andava via. Ultimamente, venivano due volte alla settimana. Quei poveri genitori erano in grandissima difficoltà».
il momento in cui luca signorelli e gli altri modenesi bloccano salim el koudri
Il vicino racconta anche un’altra vicenda, che adesso fa riflettere, anche se è sempre facile farlo con il senno di poi: «A marzo sbuca qui, sulla sua C3, proprio quella della strage, a una velocità assurda. Mi è passato a tanto così dai piedi. Gli urlo: “Salim, mi stavi mettendo sotto!”.
Lui mi fissava. È entrato dal cancello e ha iniziato a urlare: “Non siamo più liberi!”. Sono usciti altri vicini a tranquillizzarlo. Il giorno dopo, mio padre è andato a parlare con suo padre. E tornato e mi ha detto: “Ha una depressione brutta, sta prendendo delle medicine, si sta curando, bisogna avere pazienza con Salim». [...]
“SALIM LAVORÒ DA NOI MA NON LO TENEMMO”
Estratto dell'articolo di G. Bal. per "la Repubblica"
il momento in cui luca signorelli e gli altri modenesi bloccano salim el koudri
«Taciturno, schivo, un lavoratore non brillante. Faceva il suo, senza andare oltre». Salim El Koudri, era un dipendente a tempo determinato «sotto la media». Il capo del personale di una delle aziende per le quali aveva lavorato nel modenese (che preferisce l'anonimato per non esporre la società), non tesse le lodi del 31enne che sabato si è scagliato con l'auto contro i passanti in via Emilia Centro. [...]
In che periodo avete assunto al Koudri?
«Ha lavorato da noi nel 2023, aveva un contratto di cinque mesi per una sostituzione maternità. Insomma, un lavoro a termine. Come magazziniere, ma svolgeva anche altre piccole incombenze».
Come è arrivato da voi?
«Ce lo ha mandato un'agenzia di lavoro interinale, sono loro a fornirci il personale quando ne abbiamo bisogno per le sostituzioni o quando arrivano commesse non programmate e ci serve intensificare la produzione».
la dinamica dell attentato a modena
Come era caratterialmente El Koudri?
«Taciturno, stava molto sulle sue, non era uno che si impicciava degli affari degli altri. Molto riservato è il termine giusto. Era puntuale negli orari, non ha mai mancato un giorno, aveva solo il suo carattere».
E come lavoratore?
«Guardi, faceva il suo senza particolare entusiasmo, non che non svolgesse i compiti che gli venivano assegnati, ma era decisamente sotto la media. Se fosse stato uno brillante avremmo trovato il modo di tenercelo».
[...] Cosa pensa dopo quello che è successo?
«Non me lo sarei mai aspettato, a noi è sempre parsa una persona pacata, tranquilla. Non brillava, è vero. Ma non aveva neanche mai avuto atteggiamenti scorretti».
salim el koudri il 31enne di origini marocchine che ha investito i pedoni a modena
salim el koudri
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