FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI…
“IL CASO SIHER HA MOSTRATO LE MERAVIGLIE DELLA GIUSTIZIA À LA CARTE” – ANTONIO POLITO: “DA PROMOTRICE DELLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE DEI MAGISTRATI, GIORGIA MELONI DOVREBBE SAPERE BENE CHE QUANDO UN GIUDICE DELLE INDAGINI PRELIMINARI DICE DI NO A UN PUBBLICO MINISTERO SI STA INVERANDO QUEL PRINCIPIO DELLA ‘TERZIETÀ’ CHE LA SUA RIFORMA VOLEVA RAFFORZARE – E POI SI VEDONO INCALLITI GIUSTIZIALISTI, SOLERTI FIANCHEGGIATORI DELLE PROCURE QUANDO INDAGANO SULL’ABUSO D’UFFICIO DELL’ULTIMO IMPIEGATO COMUNALE, SCOPRIRE UN’APPREZZABILE VENA GARANTISTA FUSTIGANDO IL PM DI TURNO E DIFENDENDO SIHER PERCHÉ TENACE OPPOSITORE DEL GOVERNO E ACCANITO PRO PAL – L’ITALIA HA CONFERMATO DI ESSERE UNO DEI POSTI PIÙ LIBERI E TOLLERANTI DEL MONDO: NON SO DA QUALI CARCERI ISLAMICHE, O RUSSE, O TURCHE, UN OPPOSITORE SAREBBE STATO LIBERATO CON TANTA VELOCITÀ…”
Estratto dell’articolo di Antonio Polito per il “Corriere della Sera”
Da promotrice della legge per la separazione delle carriere dei magistrati, Giorgia Meloni dovrebbe sapere bene che quando un giudice delle indagini preliminari dice di no a un pubblico ministero si sta inverando quel principio della «terzietà» che la sua riforma voleva appunto rafforzare. Il Corriere era dunque stato facile profeta quando, all’indomani dell’arresto di Youssef Siher, aveva pronosticato che l’inchiesta si sarebbe svolta «con le garanzie e le regole del nostro Stato di diritto». Così tanto disprezzato da chi, come l’indagato, gli preferisce l’Islam politico.
YOUSSEF SIHER ESCE DAL CARCERE DI SAN VITTORE - FOTO LAPRESSE
D’ altra parte, la contraddizione non riguarda solo la premier. In queste ore incalliti giustizialisti, solerti fiancheggiatori delle procure quando indagano sull’abuso d’ufficio dell’ultimo impiegato comunale, hanno scoperto un’apprezzabile vena garantista fustigando il pm di turno e difendendo un «compagno che non sbaglia», perché tenace oppositore del governo e accanito pro Pal. Sono le meraviglie della giustizia à la carte . In un Paese che peraltro, nel caso in questione, ha confermato di essere uno dei posti più liberi e tolleranti del mondo: non so da quali carceri islamiche, o russe, o turche, un oppositore sarebbe stato liberato con tanta velocità.
youssef siher esce dal carcere di san vittore
Da presidente del Consiglio, poi, Giorgia Meloni avrebbe dovuto contenere la sua rabbia contro la sentenza di Milano, definita addirittura «vergognosa». Non è solo un’esponente politica […] è anche la guida del governo della Repubblica e la quarta carica dello Stato, tenuta dunque a non confondere le opinioni con il rispetto delle funzioni degli altri poteri.
È questa una cautela cui sarebbero tenuti anche i magistrati stessi, i quali ormai troppo spesso accumulano manifestazioni pubbliche delle proprie opinioni politiche che poi inevitabilmente vengono loro rinfacciate quando devono esprimersi con la toga su quegli stessi temi. In questo caso, nessuna separazione delle carriere: sia il pm sia il gip del caso Youssef avevano infatti firmato l’appello «giuristi per Gaza».
youssef siher esce dal carcere di san vittore.
Il fatto che i magistrati emettano sentenze «in nome del popolo» non attribuisce loro una rappresentanza del popolo in materie politiche. L’articolo 9 del Codice etico dell’Associazione nazionale magistrati dice che il magistrato «assicura che nell’esercizio delle funzioni la sua immagine di imparzialità sia sempre pienamente garantita. A tal fine valuta con il massimo rigore la ricorrenza di situazioni di possibile astensione per gravi ragioni di opportunità». Se i magistrati italiani vogliono essere considerati imparziali, devono anche apparire tali. L’indipendenza del corpo giudiziario è un dare e avere.
giorgia meloni contro la liberazione di youssef siher 1
Una volta denunciato il cattivo costume del dibattito pubblico italiano, resta però la sostanza. E la sostanza è che la sentenza del giudice di Milano che ha scarcerato Youssef Siher non può essere interpretata come una «mortificazione» del lavoro delle forze dell’ordine di Milano.
Questura e polizia hanno fatto anzi bene il proprio dovere, che consiste anche nel prevenire i reati oltre che reprimerli. Se è vero infatti che l’indagato non poteva istigare le violenze del 17 ottobre avendo aperto la sua pagina social solo dopo, di certo le aveva apprezzate al punto da «fondare» un movimento dedicato proprio a quella data, il «movimento 17 ottobre».
Con il quale si adoperava per replicare una giornata «rivoluzionaria» a Milano dando indicazioni ai manifestanti del sabato successivo su dove riunirsi per sfuggire alla polizia e sull’outfit giusto per proteggersi in eventuali scontri. Che questo sia solo un consiglio sulle «modalità di protesta», che si tratti solo di azioni di «disobbedienza civile» compiute senza «arrecare gravi danni allo Stato», come sostiene nella sua sentenza la gip, è difficile da credere. Se la Procura farà ricorso, si vedrà […]
giorgia meloni contro la liberazione di youssef siher 7
youssef siher esce dal carcere di san vittore
FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI…
DAGOREPORT - DOPO LA RECENTE OPERAZIONE PER L’ASPORTAZIONE DI UN CANCRO AL POLMONE, CHE ARIA TIRA…
DAGOREPORT - NELLA CORSA ELETTORALE PER LA PRESIDENZA FIGC, L’ASSOCALCIATORI (AIC) E…
DAGOREPORT! LO SPETTRO DEL BALLOTTAGGIO LE PEN-MELENCHON AGITA LA FRANCIA (E L’EUROPA) – PER QUESTO…
DAGOREPORT - NON SOLO SALVINI MA ANCHE I COSIDDETTI ''RIBELLI LEGHISTI'' APPARTENGONO ALL'IMMORTALE…
FLASH – L’AMBASCIATORE AMERICANO IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, HA SCAPOCCIATO CON I VERTICI DELLA…