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LA PROCURA DI MILANO NON MOLLA SU PALAZZOPOLI – LA PM MARINA PETRUZZELLA HA DECISO DI RICORRERE DIRETTAMENTE IN CASSAZIONE, EVITANDO L’APPELLO, CONTRO L’ASSOLUZIONE DEGLI OTTO IMPUTATI AL PROCESSO PER LA TORRE DI VIA STRESA A MILANO – NEL VERDETTO DI PRIMO GRADO, IL GIUDICE AVEVA PROSCIOLTO DALLE ACCUSE DI ABUSO EDILIZIO E LOTTIZZAZIONE ABUSIVA COSTRUTTORI, EX DIRIGENTI E FUNZIONARI DEL COMUNE “PERCHÉ IL FATTO NON COSTITUISCE REATO” – SECONDO LA SENTENZA, NON ERA STATO DIMOSTRATO UN ACCORDO ILLECITO TRA LE PARTI E GLI IMPUTATI AVEVANO AGITO “IN BUONA FEDE” – MA PER LA PROCURA, IL PROBLEMA DELLA SENTENZA NON ERA NEL FATTO, MA NEL DIRITTO…

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Estratto dell’articolo di m.d.v. per “il manifesto”

 

TORRE MILANO VIA STRESA

Contro l’assoluzione degli otto imputati al processo per la torre di via Stresa a Milano, la procura ha deciso di ricorrere direttamente in Cassazione, evitando il giudizio d’Appello. Per la pm Marina Petruzzella il problema della sentenza di primo grado non era nel fatto, ma nel diritto [...]

 

In buona sostanza, le condotte degli imprenditori e dei funzionari del Comune sono state tutte riconosciute anche se non costituiscono reato. Ma, sostiene la procura, è possibile «scusare l’interpretazione errata della legge da parte dei soggetti» che sarebbero «tenuti ad una speciale diligenza e prudenza circa la conoscenza e applicazione delle leggi».

 

Marina Petruzzella

Gli imputati, si leggeva nella sentenza, avevano disposto gli atti e le autorizzazioni all’innalzamento della torre «pensando di operare in conformità del Pgt», il piano di governo del territorio, «e della legge regionale, in linea con la giurisprudenza amministrativa e i pareri dell'Avvocatura Comunale, essendo sorto solo dopo il 2023 il contrasto interpretativo» tra le norme, mentre il grattacielo venne realizzata prima del 2022.

 

La pm Petruzzella, invece, in 85 pagine di ricorso, citando giurisprudenza, ribalta completamente le motivazioni della sentenza. Non si può secondo lei «scusare l'ignoranza della legge», parlare di errore in buona fede «dell'imprenditore, così come dell'amministratore pubblico dirigente e funzionario degli uffici dell'edilizia, soprattutto se è fonte di dubbi e di giurisprudenza controversa, nonché fonte per il privato di vantaggi economici a discapito della comunità».

 

TORRE MILANO VIA STRESA

Intanto, però, sempre ieri e sempre a Milano, è arrivata un’altra sentenza di assoluzione nel filone dell’urbanistica. Il tribunale, infatti, ha assolto «perché il fatto non costituisce reato» il costruttore Luigi D'Ambrosio e il direttore dei lavori e progettista Marco Colombo nel processo con al centro le accuse, a vario titolo, di abuso edilizio, lottizzazione abusiva e falso, per il cantiere di via Fauché 9, dove al posto di un vecchio laboratorio -deposito venne realizzata una palazzina residenziale con due piani fuori terra e un piano seminterrato [...]

INCHIESTA SULL EDILIZIA A MILANO